L'allarme

La Lega anticaccia: «In Puglia si spara come nel far west»

Lo scorso anno le doppiette hanno lasciato sul campo 18 milioni di esemplari. Sospetti di ingressi non autorizzati. Critiche alle aperture anticipate del 1° e 14 settembre

Politica
Andria lunedì 22 settembre 2014
di la Redazione
Caccia.
Caccia. © n.c.

Ha preso il via ieri la stagione venatoria. Ma per due specie, la tortora e la quaglia, le doppiette pugliese hanno già iniziato a tuonare il 1° e 14 settembre.

Una decisione che vede il dissenso della Lega per l'abolizione della caccia, che sottolinea il parere contrario dell’Ispra e delle associazioni ambientaliste: «La stagione venatoria dovrebbe aprirsi regolarmente dalla terza domenica di settembre, ma ormai la Puglia da anni si è allineata con la componente venatoria più estremista consentendo di fatto tutti gli anni le pre-aperture, una pratica che è in contrasto sia con i principi delle direttive comunitarie in materia ambientale che con i principi scientifici per la conservazione e tutela della fauna selvatica, e degli uccelli in particolare».

«La caccia ai primi di settembre è di gravissimo danno e impatto per gli animali selvatici» sostiene la Lega per l'abolizione della caccia. «La tarda estate è un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di molte specie - spiega la Lac - in quanto molti giovani esemplari non sono ancora autonomi; si comincia a sparare quando sul territorio regionale sono presenti diverse specie migratrici protette, che vengono di sicuro disturbate ed anche sottoposte ad eventuale danno diretto come nel caso di uccisioni accidentali e dolose».

La regione, evidenza la lega, è un importantissimo “corridoio biologico”, attraversata ogni anno da diversi milioni di uccelli migratori che si spostano tra l’Africa,  l’Europa e l’Asia per riprodursi e svernare: «Purtroppo ogni anno milioni di animali, compresi molti appartenenti a specie protette e particolarmente protette, trovano la morte nei nostri cieli, dopo viaggi che durano anche migliaia di chilometri. Tutto ciò senza considerare la piaga del bracconaggio nostrano e delle tante altre forme  di caccia illegale (reti di cattura e richiami) che sono alla base di vere e proprie mattanze».

Mattanza. Non è esagerato utilizzare questo sostantivo. Nello scorso anno, ha calcolato la Lac, in Puglia sono stati abbattuti circa 18 milioni di animali. Un numero impressionante, specie se rapportato ai 29mila cacciatori censiti in regione. Ed ecco che si fa strada il sospetto della Lac dell'ingresso nel territorio pugliesi di doppiette non autorizzate, con stragi di allodole, quaglie e anatidi.

«Purtroppo si spara a tutto ed ovunque soprattutto nelle riserve protette (come nei parchi nazionali, nelle riserve regionali e nelle oasi di protezione) - afferma il delegato regionale Pasquale Salvemini - e si spara abbondantemente di più di quanto consentito dalla legge, mentre dall’altra parte i controlli sono praticamente insufficienti. Purtroppo siamo all’anno zero in una regione in cui l’ambiente e la tutela della biodiversità dovrebbero essere il punto di forza per uscire dal pantano».
 

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