I Comuni coinvolti sono Acquaviva, Altamura, Andria, Bari, Barletta, Bisceglie, Bitonto, Cassano, Corato, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Minervino, Molfetta, Ruvo di Puglia, Santeramo, Terlizzi e Trani

Giornata mondiale fauna selvatica, le guide del Parco raccontano le specie dell'alta Murgia

​Le venti guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con il direttivo del Parco Nazionale, celebrano questa giornata attraverso una iniziativa realizzata in collaborazione con il LiveNetwork

Attualità
Andria mercoledì 03 marzo 2021
di la redazione
La Ghiandaia marina
La Ghiandaia marina © Francesco Ambrosi

Oggi, 3 marzo, si celebra in tutto il mondo il World Wildlife Day, la giornata dedicata dall'Onu alla fauna selvatica. Quest'anno il tema lanciato dalle Nazioni Unite è “Il futuro delle specie selvatiche è nelle nostre mani”. Le venti guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con il direttivo del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, celebrano questa giornata attraverso una iniziativa realizzata in collaborazione con il LiveNetwork.

Su molti portali Live delle città in provincia di Bari e BAT, oggi viene pubblicato il “ritratto” di una specie selvatica del Parco (corredato di una scheda descrittiva e di una foto) a cura delle guide. I Comuni coinvolti sono Acquaviva delle Fonti, Altamura, Andria, Bari, Barletta, Bisceglie, Bitonto, Cassano delle Murge, Corato, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Minervino Murge, Molfetta, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Terlizzi e Trani.

Le guide si erano già messe in gioco con il racconto del Parco nella collettanea "Frammenti di Murgia", edito da Secop nel 2020. L’invito che il LiveNetwork, insieme alle guide, rivolge ai lettori è quello di «leggere tutte queste narrazioni che restituiscono la bellezza e l’unicità di ogni esemplare. La speranza è che si rafforzi in ognuno di noi la volontà di approcciarci alla natura con curiosità e stupore. Il monito è a tutelare queste specie evitando tutti quei comportamenti irresponsabili (dettati spesso dalla non conoscenza) che mettono a rischio la fragilità dell’ecosistema murgiano e di tutti gli habitat».

La Ghiandaia marina (a cura della guida Sabina Casamassima)

La Ghiandaia marina (Coracias garrulus Linnaeus, 1758) è una specie appartenente all’ordine Coraciformes, caratterizzata da corpo compatto e testa e becco grandi. La lunghezza può variare dai 29 ai 33 cm e l’apertura alare dai 63 ai 67 cm.   

Il nome deriva dal suo spettacolare cromatismo, che rimanda immediatamente ai colori del mare: le ali sono di colore blu, con bordi neri, il petto, il ventre e il capo di colore azzurro turchese, il dorso castano chiaro, la parte superiore della coda blu verdastro, con le piume centrali brune e una macchia nera che rappresenta il tratto distintivo della specie. Il becco uncinato e le zampe hanno tonalità scure. L’aspetto è identico per i maschi e per le femmine adulti, mentre i giovani esemplari hanno una colorazione meno marcata.   

È una specie migratrice a distribuzione mediterranea. In Primavera lascia l’Africa e arriva in Europa spingendosi verso est fino all’Asia centrale, per nidificare. Predilige ambienti di pianura o collinari, aree aperte come pascoli, steppe, incolti caratterizzate da clima caldo secco, ambienti tipici del Parco dell’Alta Murgia dove, infatti, ha una maggiore distribuzione rispetto ad altre aree della Puglia. Nidifica in anfratti di origine antropica o naturale come il nido di un’altra specie o la cavità di un albero o di un muro. Il maschio compie straordinarie evoluzioni aeree che permettono di apprezzare la colorazione del piumaggio, la femmina depone 4 / 5 uova che vengono covate da entrambi i genitori. Si nutre di insetti come maggiolini e scarabei. 

È classificata come specie vulnerabile e tutelata dalla “Direttiva Uccelli 2009/147/CE" a causa del declino e dello spostamento di areale avvenuto durante il secolo scorso, probabilmente dovuto al riscaldamento globale, alle pratiche agricole intensive e all’uso indiscriminato di pesticidi che ha determinato la perdita di habitat.

Sabina Casamassima (Andria 1979), geologa, ha svolto attività di educazione ambientale e di divulgazione scientifica in alcuni progetti di Legambiente Puglia e SIGEA. Ha lavorato come guida presso il “CEA Villa Framarino” e il laboratorio didattico “Energylab” di Arpa Puglia. Ha curato seminari informativi per il progetto GreenTeam@school, la realizzazione di pannellistica museale dello spazio espositivo allestito per il Parco Regionale di Lama Balice, l’organizzazione dei laboratori didattici di petrografia, di cartografia e GIS per il progetto “BA.S.E. - Balice Smart Environment” finanziato da Fondazione con il Sud. Nel 2014, dopo un periodo di formazione, ha fatto parte del “Progetto Geositi” come tutor per le attività divulgative. Autrice di due articoli: “Aggiornamento della Carta Idrogeomorfologica della Regione Puglia alla scala 1:5.000. Caso di studio: Comune di Minervino Murge” in Geologi e Territorio - ORG Puglia 1/2014, redatto in seguito al tirocinio post lauream svolto presso l’Autorità di Bacino della Puglia e “L'impronta ecologica: pratiche comportamentali ecosostenibili”, Geologia dell'Ambiente - Sigea, 2/2014 redatta in seguito al Progetto PON omonimo. E-mail: sabinacasamassima@gmail.com

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