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Beni confiscati alle mafie: la Giunta manifesta interesse per l'acquisizione al patrimonio comunale

Gli immobili e i terreni sono ubicati in via Santa Chiara, contrada coppe- via vecchia Spinazzola, contrada bosco di spirito e contrada santa Lucia e saranno destinati ad "attività sociali"

Attualità
Andria mercoledì 09 giugno 2021
di Michele Lorusso
Veduta di Andria
Veduta di Andria © Michele Lorusso/AndriaLive

Spesso si è parlato dell’importanza dei beni confiscati alle mafie da restituire alla comunità per fini sociali. Ed è proprio in tale direzione che va un provvedimento varato dalla Giunta, la cui proposta ha coinvolto l’Assessore al quotidiano, Mario Loconte.

L’esecutivo comunale, infatti, ha manifestato la propria volontà all’acquisizione al patrimonio indisponibile dell’ente alcuni beni presenti sul territorio per destinarli proprio ad “attività sociali”.

I beni oggetto di manifestazione di interesse sono ubicati in via Santa Chiara, contrada coppe- via vecchia Spinazzola, contrada bosco di spirito e contrada santa Lucia.

Così come previsto dalla legge, è stato deciso che una volta acquisiti detti beni saranno “da destinare a finalità sociali da perseguire mediante assegnazione a terzi e quindi con gestione indiretta, per la realizzazione di progetti che promuovano il riuso sociale dei beni confiscati, per potenziare infrastrutture e servizi, per migliorare la qualità della vita dei cittadini e favorire l'integrazione sociale delle persone a maggiore rischio di esclusione; per realizzare attività sociali in senso ampio al servizio del territorio al fine di rafforzare e accrescere la cultura della legalità e creare un’opportunità di sviluppo e di lavoro, con l’obiettivo di creare centri e luoghi di aggregazione al fine di combattere il disagio sociale, l’emarginazione, l’isolamento, la disoccupazione”.

Un bel gesto e una scelta forte che manifesta la voglia dell’amministrazione di dare un calcio alla criminalità organizzata a vantaggio di coloro che hanno deciso di vivere nella legalità.

Ora, si spera che l’iter di assegnazione proceda spedito e che i beni siano attribuiti quanto prima per progettare con l’intera comunità la rinascita e il riutilizzo degli stessi.

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