Il protocollo

Il mondo dei frantoiani fa squadra "per il bene della filiera"

Per la prima volta 3 associazioni di frantoiani prendono una posizione comune su aspetti importantissimi nella gestione della campagna olearia, a cominciare dalla quotazione delle olive

Attualità
Andria sabato 09 ottobre 2021
di la redazione
Frantoio
Frantoio © AndriaLive

Il 28 settembre scorso presso oleificio San Nicola di Corato si è svolta l'Assemblea FIOQ incentrata sui temi salienti della prossima campagna olearia. All'assemblea sono stati invitati anche il presidente della Associazione Italiana Frantoiani Oleari, Elia Pellegrino e il presidente della Associazione Frantoiani di Puglia, Stefano Caroli, i quali sono intervenuti in rappresentanza della propria base associativa.

Nel corso della riunione il dibattito si è focalizzato su due punti che appaiono sin da ora strategici per una sinergia dal carattere operativo e pragmatico tra le diverse associazioni che rappresentano le istanze dei frantoiani, per la prima volta sedute una di fronte all'altra in un'assise molto partecipata.

Dai molti interventi è emerso come la situazione del comparto è talmente delicata ed al contempo complessa che è ormai improcrastinabile una proficua collaborazione tra gli operatori ed i loro rappresentanti.

Gli esponenti dell'Associazione Frantoiani Italiani Olio di Qualità, Riccardo Guglielmi, della Associazione Italiana Frantoiani Oleari, Elia Pellegrino e il presidente della Associazione Frantoiani di Puglia, Stefano Caroli hanno quindi rappresentato una convergenza su 3 punti che qui andiamo a sintetizzare:

  • Prezzo delle olive - Al fine di garantire il frantoiano da spiacevoli sorprese, è volontà dei frantoiani quella di definire il costo della materia prima “olive” solo dopo la frangitura, che sarà commisurato agli indici di resa e della qualità dell’olio ricavato;
  • D.D.T. e/o FATTURA - alla luce delle nuove disposizioni deve contenere (oltre alla descrizione del prodotto di origine Italiana) la descrizione delle cultivar;
  • Apertura posticipata - Dopo una riflessione sullo stato "ad horas" delle olive, si ritiene opportuno posticipare l'apertura. Si è giunti a questa conclusione perchè questa campagna olivicola arriva dopo una stagione siccitosa che ha rallentato il processo di maturazione delle olive

Su questi punti le tre associazioni riunitesi ieri stanno cercando una condivisione piena anche da parte di tutti gli operatori frantoiani: il comparto richiede una posizione univoca e salda da parte di tutte le organizzazioni che rappresentano le aziende.

«È importantissimo chiarire un aspetto, onde evitare fraintendimenti - spiega il presidente FIOQ, Riccardo Guglielmi - non c'è la volontà di deprezzare il prodotto olivicolo italiano, nè tanto meno c'è l'intenzione di fare cartello. Anzi, l'esigenza di quotare le olive dopo la frangitura, commisurandolo in maniera proporzionale agli indici di resa e alla qualità dell'olio, serve ad evitare che il mercato sia oggetto di speculazioni e, diciamolo pure, per scoraggiare i produttori che furbescamente, in taluni casi, in passato hanno fatto ricorso a sostanze chimiche al fine di alterare il colore naturale dell'oliva, con lo scopo di deviare la percezione del frantoiano sullo stato di maturazione del prodotto.

L'indice di resa può essere un parametro oggettivo cui ancorare la quotazione. E può essere un meccanismo per premiare davvero la qualità. La posizione delle 3 organizzazioni deve essere vista come un passaggio fondamentale per proteggere la filiera dalla longa manus di lobbies che non fanno altro che danneggiarla. La FIOQ (voglio ribadirlo ancora una volta) vuole difendere il vero Made in Italy e l'aggettivo 'vero' non deve essere dato per scontato. È giunto il momento che anche i produttori escano dalla logica che il frantoiano sia un commerciante che lucra sul loro lavoro.

Facciamo parte tutti della stessa filiera e se non facciamo squadra, altri la faranno al posto nostro facendoci la pelle e giocando sporco sul futuro delle nostre aziende, siano esse agricole o di trasformazione».

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I commenti degli utenti
  • Giuseppe alicino ha scritto il 11 ottobre 2021 alle 20:13 :

    Ma per essere sicuro che siano le mie olive ad essere macinate e quindi verificare che la resa sia quella effettiva del mio prodotto,mi dovrò coricare sulle mie olive una volta scaricate o avete già impostato un valore di resa (sicuramente basso) uguale per tutti,in modo da sottopagare il nostro frutto dopo tutti i sacrifici? Rispondi a Giuseppe alicino

  • sabino cannone ha scritto il 11 ottobre 2021 alle 08:19 :

    Il problema è più complesso e va ben articolato iniziando dagli accordi bilaterali che l'UE(competenza esclusiva della Commissione UE) fa con i paesi extraUE vedi accordo con Tunisia per importare oltre 700 mila quintali di olio, politiche di globalizzazione con abbattimento delle barriere tariffarie,.. Un'esempio di tutela dell'agricoltura la fanno gli USA con la "Farmer Bill Act", nell'ultimo bilancio federale hanno stanziato 250 miliardi di dollari in più, andate a leggerla se avete la pazienza. Ad Andria resiste chi fa produttore e lavoratore cioè la doppia giornata, altrimenti sarebbero da tagliare o eradicare tutto. Rispondi a sabino cannone

  • Gigi ha scritto il 10 ottobre 2021 alle 18:16 :

    Tanto amore e interesse nel proteggere il prodotto locale non lo si vedeva dai tempi dei fratelli Colonna,impegnativi piuttosto a non comprare merce estera e farla passare per pugliese. Frantoiani o commercianti? Chi siete veramente? Chi controlla la resa delle olive prodotte dai vostri uliveti? Stranamente negli ultimi anni i sedicenti frantoiani hanno comprato uliveti......mhaaa Rispondi a Gigi

  • Paolo 131 ha scritto il 10 ottobre 2021 alle 17:30 :

    Come volevasi dimostrare, ad inizio campagna olivicola fanno riunione e decidono Loro, senza informare le associazioni di categoria e produttori che conoscono il vero costo del prodotto Rispondi a Paolo 131

    sabino cannone ha scritto il 12 ottobre 2021 alle 10:36 :

    Paolo le associazioni di categorie sono solo passacarte e prelevano(termine esatto) dal contributo integrativo UE una percentuale proporzionale alla prodotto raccolto(associato o no Vedi ultima PAC2016-2021). Per le organizzazioni di produttori abbiamo sul territorio l'esempio della"Oliveti d'Italia", fatta una legge ad hoc(grazie all'UE) per creare una mega-organizzazione chiamata mocli, ottenendo circa 8 0 18 miln di euro, che avrebbe dovuto concentrare e favorire l'incontro tra domanda/offerta del mercato dei consumatori e che ne uscito? L'Unione Europea invece di tutelare e difendere i propri interessi dei produttori italiani e non, tramite la sua lobby o Commisione UE si è arrogata la competenza esclusiva di trattare direttamente con i paesi terzi. Evviva l'Unione Europea!!!!!!!!!!! Rispondi a sabino cannone

  • Angelo ha scritto il 10 ottobre 2021 alle 12:27 :

    Spesso vado a Milano e a torino. Incontro gente della puglia e DI ANDRIA e Vieste che fanno i corrieri ! Alcuni hanno preso in affitto , li usano come deposito , o come punto di riferimento per coloro che vogliano spedire o ritirare prodotti pugliesi. Molti portano l'olio pugliese ! A torino l'olio di Andria lo pagano 10 / 12 euro al litro ! Se i frantoiani "VERI "VOLEVANO VALORIZZARE IL PRODOTTO PUGLIESE ORGANIZZAVANO CON LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DEI stand al nord . Se andate a Settimo Torinese, a Ciriè, ed altre località verificate quello che scrivo. Rispondi a Angelo

  • Andria ha scritto il 10 ottobre 2021 alle 11:04 :

    Comumque ! Pensi che questo dia un cartello di ghiaccio! Si scioglierà subito! 30 anni fa erano frantoiani a fare l'ago della bilancia, e comunque erano pochi e professionisti veri! Oggi con il Web e i trasporti veloci non si aspettano l'olio ! Da Andria vogliono il prodotto BUONO ! LE OLIVE ! DAL NORD e altre aree comprano le oliveeee ! E di commercianti ora ne abbiamo tanti ! Rispondi a Andria

  • Andrea Racanelli ha scritto il 10 ottobre 2021 alle 09:09 :

    Benissimo, se alla verifica delle rese ci sia la partecipazione di rappresentanti degli agricoltori. Buon lavoro a tutti. Rispondi a Andrea Racanelli

  • Felice ha scritto il 09 ottobre 2021 alle 20:35 :

    Sn più ke convinto ke questo giro e solo per il bene dei frantoiani e nn dei produttori.... Rispondi a Felice

  • Saverio petruzzelli ha scritto il 09 ottobre 2021 alle 15:02 :

    Fanno quadrato solo per i propri interessi tanto il produttore morirà di fame... Questo si chiama cartello tecnicamente e le rese si possono taroccare... Invece di vendere le cisterne entrate sul mercato con le bottiglie e puntate tutto sul DOP questo si chiama GARANTIRE LA FILIERA voi volete solo garantire le vostre entrate Rispondi a Saverio petruzzelli

  • Farucci Francesco. ha scritto il 09 ottobre 2021 alle 14:05 :

    Sono molto contento di questa decisione presa ma secondo me è troppo tardi il mercato e stato già infetto Rispondi a Farucci Francesco.

  • Angelo ha scritto il 09 ottobre 2021 alle 13:32 :

    I frantoiani hanno sempre fatto cartello! Se non fosse che rimangono fregati dai commercianti Che comprano olive e vendono in toscane e marche ! Anni fa un frantoiano (grande oratore;di cazzate). Riteneva che l'economia la fa il frantoiano, in quanto senza di loro le olive rimanevano sugli alberi!. Siamo in una economia di Libero mercato ! Voi fate cartello , che poi ci pensano i commerciati a farvi sciampo e capelli! Sappiate che le olive le dovete pagare a chi le HA ZAPPATE E SUDATE! Rispondi a Angelo

  • Michele Pascalitto ha scritto il 09 ottobre 2021 alle 09:31 :

    Solo i fatti potranno dimostrare se tutto ciò verrà realizzato così come viene detto in questo articolo. Certamente se si vuole proteggere e valorizzare il prodotto italiano NON bisogna accettare olive di cultivar GRECHE, SPAGNOLE O ARGENTINE...SE i frantoiani fanno questo vuol dire far parte del solito gioco. Perché questo non è stato menzionato nei tre punti ? Che lo sappiano tutti i pugliesi. Valorizzare il nostro prodotto vuol dire anche dare forza alle nostre cultivar e non a chi pensa attraverso il superintensivo di fare la voce grossa sul mercato attraverso super produzioni di olive non italiane. Tuteliamo le nostre cultivar di origine. Ci vuole coerenza. Rispondi a Michele Pascalitto