Attrezzare largo Appiani come un vero e proprio terminal

Fermiamo il caos e il disordine a piazza del Bersagliere d’Italia

Il prof. Riccardo Suriano sollecita Sindaco e Prefetto della Bat a scongiurare il proliferare dell'attuale degrado in cui versa l'importante piazza cittadina

Attualità
Andria domenica 21 dicembre 2014
di la Redazione
stazione ferrovia autobus andria
stazione ferrovia autobus andria © andrialive

Un appello accorato a prendere provvedimenti per una piazza importante e particolarmente vissuta dai tanti viaggiatori che giungono in Andria. Stiamo parlando di piazza del Bersagliere d'Italia. E' quanto chiede il prof. Riccardo Suriano al Sindaco Nicola Giorgino ed al Prefetto della Provincia, dr.ssa Clara Minerva.

«Qual'è la piazza andriese in cui i cittadini sono costretti a correre all'impazzata? Tra auto in sosta e veicoli di ogni specie, che scorrazzano a tutta velocità? Tra pullman in arrivo, pullman in partenza, pullman di passaggio? Tra bus in movimento, manovre azzardate e pericolose e fermate forzate? Tra gente che corre e gente che sosta impaziente e inviperita dall'ennesimo ritardo del treno oppure del pullman di linea o del bus locale? Stranissima coincidenza di nome e di fatto: è piazza Bersaglieri d'Italia! Davvero un binomio azzeccato!

E' proprio la piazza antistante la stazione ferroviaria della Bari Nord: una bolgia dantesca, un turbinio continuo di persone, di autobus, di macchine, di moto, di autocarri, di bici, ecc. ecc.

Per il prof. Suriano «in piazza Bersaglieri d'Italia arrivano di continuo i “giganti” della strada: gli autobus della ferrotranviaria, della STP (Società dei trasporti provinciale), della COTRAP (Consorzio dei trasporti pugliesi della Regione Puglia), delle Ferrovie del Gargano. A questi giganti si aggiungono gli autobus delle aziende private: Vasallucci, Giorgio, Capurso di Andria, Bucci Tarantini di Corato. Basta così? Niente affatto. Nella stessa bolgia infernale arrivano continuamente, sostano e partono i ben noti bus urbani, di colore giallo, molti dei quali fanno capolinea proprio qui.

A tutto questo aggiungete la grande marea di auto private a diesel, a gas, a benzina, di semplici cittadini diretti in stazione o negli uffici pubblici e privati della zona. E, poi, i pedoni: parenti diretti al vicino Ospedale regionale “Bonomo”, studenti iscritti ai vari Istituti d'istruzione secondaria di Andria, Barletta, Corato, Ruvo di Puglia, Terlizzi, giovani diretti all'Università di Bari. Operai, impiegati, artigiani, commesse in partenza e in arrivo. Non mancano naturalmente i turisti, italiani e stranieri, che approdano qui per raggiungere la località più importante, Castel del Monte. Qui, nei mesi estivi, si affollano anche i pendolari del mare.

L'emblema di un inferno dantesco è piazza Bersaglieri d'Italia, che non ha uguali nella nostra città».

Ed ecco la proposta di Suriano: «Come eliminarlo? Come restituire alla piazza un aspetto decoroso? Non ci crederete, ma la soluzione c'è. Neppure richiede interventi faraonici e costosissimi. La soluzione è sotto gli occhi di tutti. La sanno benissimo chi vive o lavora in piazza Bersaglieri d'Italia. La sanno e la propongono da anni, inascoltati, chi lavora nella stazione ferroviaria della Bari Nord. Ve lo dicono con il cuore e la passione di chi subisce quell'inferno, da sempre. Proprio al di là della stazione (laddove ci sono la Pretura e il Liceo Classico Statale “Carlo Troya”) c'è una piazza immensa: è Largo Appiani».

E' una piazza completamente vuota. Viene utilizzata solamente una volta all'anno, a settembre, in occasione delle feste patronali di San Riccardo e dell'Assunta, per ospitare il grande concerto musicale. Poi basta. Largo Appiani può diventare la grande area di parcheggio di tutti gli autobus in arrivo e in partenza da Andria.

Un vero e proprio terminal. Occorre solo attrezzarlo di tutti i servizi necessari. Costruire una rampa in ferro che unisca largo Appiani con piazza Bersaglieri d'Italia e la stazione ferroviaria. Chi prende il treno potrà raggiungere facilmente la stazione ferroviaria.

Solo così sparirebbe completamente l'inferno attuale. Non si tratta davvero di costruire il ben noto ponte sullo stretto di Messina. Non è un'operazione faraonica che può stravolgere gli attuali equilibri ambientali e paesaggistici (?).

E' un intervento facile facile: lo si può fare anche nella prossima estate del 2015. Così, davvero, gli andriesi tornerebbero a vivere più serenamente. A viverla la città! Non più a subire tante nefandezze!»

 

 

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