Le foto dell'evento celebrativo

L'ass. Sordi Apicella festeggia il santo patrono San Francesco di Sales

Una Santa Messa officiata dal Vescovo diocesano mons. Luigi Mansi per ricordare il Santo che ha contribuito non poco a far superare il pregiudizio che voleva il sordomuto incapace di accogliere la fede

Attualità
Andria martedì 31 gennaio 2017
di La Redazione
ass. Apicella
ass. Apicella © n.c.

L’Associazione Sordi “P.L.Apicella” ha festeggiato il Santo Patrono San Francesco di Sales con una Santa Messa officiata dal Vescovo diocesano mons. Luigi Mansi concelebrata da don Gianni Massaro, don Vincenzo Fortunato, don Leonardo Pinnelli e segnata nella Lingua dei Segni (LIS) da don Giorgio Del Vecchio incaricato della Pastorale per i sordi della diocesi di Trani.

Alla Celebrazione hanno partecipato numerosi sordi con le loro famiglie provenienti anche dalle città vicine: Trani, Barletta, Corato, Canosa, Minervino e dalla provincia di Bari. Presente il presidente Provinciale  dell’E.N.S. sig. Rocco Morese ed il segretario onorario Michele Guida.

San Francesco di Sales è anche  Patrono dei sordi perché durante la sua vita terrena  istruì un sordo, Martino, che a sua volta trasmise gli insegnamenti ai suoi amici sordi.(*)

Don Giorgio Del Vecchio ha rivolto parole di ringraziamento al Vescovo ricordando  ai presenti che esattamente un anno fa don Luigi veniva nominato Vescovo di Andria da Sua Santità Papa Francesco, inoltre, ha informato i sordi presenti che don Vincenzo Fortunato di Minervino ha chiesto al Vescovo di voler imparare la lingua dei segni (LIS) e quindi dedicarsi alla pastorale per i sordi della Diocesi di Andria.

Mons. Mansi ha ringraziato tutti per aver partecipato alla celebrazione e per gli auguri rivolti tramite il loro assistente ecclesiastico.

L’organizzazione della giornata celebrativa è stata curata dalla Presidente dell’associazione: Maria Paradiso - Vice presidente Valeria Losito e segretario udente Nicola Di Pasquale.

 

Vita di San Francesco di Sales:

(*) …L’incontro poi con un sordomuto, che chiedeva l’elemosina alla porta della chiesa dove egli si recava a predicare, segnò un svolta nel suo apostolato. Aveva trovato la pecorella smarrita, dimenticata, emarginata da riportare all’ovile.

Non offrì qualche spicciolo sulla mano protesa di Martino, il sordomuto, ma lo prese per mano e se lo portò a casa, come figlio carissimo.

Imparò i gesti per comunicare, lui maestro si fece scolaro e cominciò, con amore e infinita pazienza, a istruire Martino sulle verità della fede; sul volto del sordomuto per la prima volta si vide il sorriso dopo anni di solitudine, di incomprensione e di sofferenze.

Proprio per questo atto di squisita carità evangelica e di amore, S. Francesco di Sales fu ritenuto ed è tuttora celebrato, protettore dei sordomuti.

Il santo vescovo morì nel 1622 a soli 55 anni.

Francesco ha contribuito non poco a far superare il pregiudizio che voleva il sordomuto incapace di accogliere la fede.

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