Il resoconto

​Disabilità e qualità della vita: storie di straordinaria bellezza, oltre i limiti

Nell'auditorium del presidio di riabilitazione dei Padri Trinitari, sabato scorso, le numerose testimonianze di gente diversamente abile che pratica sport e attività culturali in grado di dare scossoni al più pigro dei normodotati

Attualità
Andria martedì 02 ottobre 2018
di La Redazione
​Disabilità e qualità della vita: storie di straordinaria bellezza, oltre i limiti
​Disabilità e qualità della vita: storie di straordinaria bellezza, oltre i limiti © AndriaLive

Disabilità e qualità della vita, se n’è parlato sabato scorso nell’auditorium del Presidio di Riabilitazione “A. Quarto di Palo e Mons. G. Di Donna” dei Padri Trinitari che si son fatti promotori di un incontro che ha messo in rete numerose realtà associative, sportive e non, presenti sul territorio.

Fine principale dell’evento è stato quello di sponsorizzare una visione inclusiva dei soggetti diversamente abili nella pratica di varie discipline e attività che nell'immaginario collettivo non penseremmo minimamente “fattibili”.

Il dottor Mario Damiani, del presidio di Riabilitazione, ha sottolineato l’importanza di tutti noi nel cercare di andare oltre i pregiudizi: «Abbiamo voluto questo evento per testimoniare i percorsi di vita delle persone che incrociano le strade in questo centro di riabilitazione per scoprire insieme, e con l’impegno di tante altre persone che si sono prese cura di loro, la possibilità di liberare le svariate forme espressive in altrettante aree così tanto diverse».

Numerosi spunti di riflessione sono partiti dalla presentazione del libro “Oltre i limiti – meravigliosa…mente - quando l’eccezionalità diventa normalità”, del dr. Francesco Manfredi, ricco di testimonianze dirette. Un’esperienza ultraventennale nel mondo paralimpico o con persone che, a prescindere dalla loro disabilità, fanno cose eccezionali. Nel libro non sono citati soltanto i campioni paralimpici, ma anche persone normalissime che riescono a vincere le loro “olimpiadi” anche solo riuscendo a portare un cucchiaio alla bocca. Un libro che serve, in maniera trasversale, a portare alla luce lo sport come stile di vita, oltre i limiti.

L’incontro è stato utile soprattutto a bandire l’autoreferenzialità in cui spesso cadono molti enti e molte associazioni: «Oggi ci facciamo promotori di una rete – ha commentato il rettore del presidio, Padre Francesco Prontera – perché siamo consapevoli che solo attraverso la rete possiamo contagiare di energia positiva e forza vitale tutti coloro che, malgrado le diverse abilità, possono e devono vivere la vita e non privarsi della bellezza che essa stessa è in grado di riservare a tutti, indiscriminatamente. L’incontro è il sequel di iniziative già intraprese in passato in questo presidio, e la partecipazione calorosa allo stesso ci sprona a ripetere questi momenti aggregativi in futuro. Il coinvolgimento delle associazioni dimostra che si va oltre la terapia in sé, con la consapevolezza che tutti possiamo cambiare, e in meglio, la qualità della vita».

Il convegno è poi un susseguirsi di testimonianze da brividi per quanto vincenti, e in grado di dare una scossa al più pigro dei normodotati. La testimonianza di Sterpeta che, costretta su una sedia a rotelle, dipinge divinamente e non ha rinunciato al “Cammino di Santiago” accompagnata da una sua amica; la testimonianza di due ragazzini down che, oltre i limiti, praticano nuoto, tennis, danza… appassionati di sport e della vita. Avvincente la testimonianza del Powerchair Football, l’innovativa disciplina calcistica in carrozzina; del Kung Fu e del Baskin; singolare la testimonianza delle gemelle disabili esperte in yoga della risata. La testimonianza dei responsabili del progetto di promozione del “turismo accessibile” a tutti nelle Grotte di Castellana e la danza in carrozzina di Titty esibitasi anche a Siviglia nell’ambito di un importante evento a livello mondiale di danze caraibiche.

Tutte storie di straordinaria bellezza che vanno raccontate per contaminare con la loro energia e vitalità tutti coloro che in condizioni di diversa abilità ritengono sia impossibile ciò che invece non lo è.

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