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Morta di fame a 7 anni: tutti sapevamo, nessuno è innocente

Amal Hussain si è spenta in un campo profughi. La foto che ritrae il suo corpicino scheletrico è stata scattata dal premio Pulitzer Tyler Hicks, che ha dichiarato quanto fosse stato "difficile" ma "importante" fotografarla

Attualità
Andria mercoledì 07 novembre 2018
di Geremia Acri
Amal Hussain
Amal Hussain © n.c.

Tante volete ne abbiam parlato in questo spazio:

mercoledì 27 dicembre 2017. Yemen: Popolazione condannata a morire di fame.

mercoledì 24 gennaio 2018. Born into war – Nati nella guerra 3 milioni di bambini nati durante la guerra.

mercoledì 4 aprile 2018. I dimenticati milioni di bambini vivono nell’orrore, in Yemen.

mercoledì 25 aprile 2018. Yemen, la guerra e la sete: 8,6 milioni di bambini privati dell'acqua.

mercoledì 26 settembre 2018. Una guerra contro i bambini.

mercoledì 31 ottobre 2018. Yemen la guerra ignorata una vittima ogni tre ore e non potevamo, non farlo in questa dolorosa e amara circostanza.

È morta di fame Amal Hussain, la bambina yemenita di 7 anni denutrita, la foto pubblicata sul New York Times il 26 ottobre scorso, in un reportage intitolato "La Tragedia della guerra saudita", si è spenta in un campo profughi.

È stata la famiglia a darne notizia al quotidiano statunitense: "Il mio cuore è spezzato. Amal sorrideva sempre. Ora ho paura per i miei altri figli", è la testimonianza della mamma di Amal, Mariam Ali. La foto di Amal, che ritrae il corpicino scheletrico, è stata scattata dal premio Pulitzer Tyler Hicks, che ha dichiarato quanto fosse stato "difficile" ma "importante" fotografarla. La sua immagine "riassume davvero come fame e malnutrizione siano diventate una tragedia nello Yemen".

La fotografia della piccola è il simbolo delle migliaia di bambini che, in Yemen, sono a rischio, prime vittime di una guerra dimenticata, di una guerra che fa il pieno di denaro, sporco di sangue, a molti Paesi “avanzati” e noi, italiani, non siamo esenti.

“Andiamo avanti” è la frase slogan di chi ci governa. Si andiamo avanti aiutiamoli a casa loro! Bombardiamoli a casa loro.

Una guerra dimenticata, sulla quale si sono accesi i riflettori dopo l’omicidio del giornalista saudita dissidente Jamal Khashoggi, assassinato, brutalmente, nel consolato a Istanbul. Una morte che ha costretto molti governi, compreso quello italiano, ad aprire gli occhi sugli orrori commessi da Riad nello Yemen e che oggi dovrebbe costringere diversi Paesi, tra cui il nostro Bel Paese, a fermare il rifornimento di armi ai sauditi.

La piccola Amal è morta di fame e, suo malgrado, richiama oggi l'attenzione internazionale su quegli altri 400mila bambini che in Yemen, dati Unicef, rischiano di morire per malnutrizione acuta, di quegli 11 milioni che hanno bisogno di assistenza immediata, ma che sono già stati uccisi dall’indifferenza del mondo, quel mondo preferisce girare lo sguardo dall’altra parte.

In Yemen la strage degli innocenti che nessuno vuole fermare. Nessuno è interessato a contrastare quella guerra che da tre anni devasta il Paese, dove si vive “la peggiore crisi umanitaria nel mondo”, denunciata, anche, dal segretario generale dell’Onu, Guterres. Le Ong non riescono a fornire aiuto a sufficienza, le infrastrutture sono distrutte, così come le vite dei civili, colpiti dai raid della coalizione a guida saudita che, per fermare i ribelli houthi, in realtà attacca scuole, ospedali e innocenti, con bombe fornite anche dai governi occidentali che oggi si indignano davanti alla foto di Amal.

L’indignazione di tante persone e di tanti italiani è a tempo, a cronometro. L’indignazione è tipica della nostra società è diventata parte di noi. Nel momento in cui uno scandalo, un fatto di cronaca, omicidi da “spettacolo”, disastri ambientali, irrompono su tutte le prime pagine delle varie testate giornalistiche ed è tema di dibattito nei programmi televisivi, nelle piazze, nei locali, in casa si alzano polveroni, si innalzano scudi siamo tutti pronti ad espellere veleno e a dire la propria opinione.

L’indignazione è un’emozione umana nobile è uno stato dell’animo indignato, un risentimento vivo soprattutto per ciò che offende il senso di umanità, di giustizia e la coscienza morale.

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I commenti degli utenti
  • e.i. ha scritto il 07 novembre 2018 alle 12:15 :

    Mi fa male vedere questa foto. Nonostante donazioni e organizzazioni umanitarie, non si riesce a debellare la fame. Da una parte del mondo si parla di obesità, dall'altra la fame. L'Africa un paese tra i più ricchi di risorse ( miniere di diamanti, petrolio ecc), eppure regna guerra e fame. I POTENTI HANNO DECISO COSì. Noi dal nostro piccolo che possiamo fare?Una donazione, ok! I depositi di armi, vanno anche smaltiti ed ecco che scoppia una guerra, con tutto ciò che ne consegue. Povera gente,manovrata come marionette. Rispondi a e.i.