Domenica scorsa ad Andria

Prima Celebrazione Eucaristica diocesana tradotta nella Lingua Italiana dei Segni

Tutto questo al fine di rendere la Chiesa diocesana una comunità realmente inclusiva, nella quale ci sia posto per tutti

Attualità
Andria mercoledì 21 novembre 2018
di La Redazione
Prima Celebrazione Eucaristica diocesana tradotta nella Lingua Italiana dei Segni
Prima Celebrazione Eucaristica diocesana tradotta nella Lingua Italiana dei Segni © n.c.

Domenica 18 novembre si è tenuta presso la chiesa Madonna di Pompei di Andria la prima celebrazione eucaristica per le persone sorde tradotta nella Lingua Italiana dei Segni (LIS). Si tratta di un’iniziativa promossa dall’Ufficio Catechistico Diocesano, che si ripeterà mensilmente (una domenica al mese) in continuità con i corsi di sensibilizzazione per la cura pastorale delle persone sorde che si sono svolti negli ultimi due anni. Tutto questo al fine di rendere la nostra Chiesa diocesana una comunità realmente inclusiva, nella quale ci sia posto per tutti; all’interno della quale, quindi, anche le persone sorde possano sentirsi davvero integrate vivendo da protagoniste la celebrazione eucaristica.

Questo primo appuntamento ha visto la partecipazione dell’Associazione Audiolesi Apicella di Andria con la presidente Mariella Paradiso; catechisti provenienti da varie parrocchie; i membri dell’equipe dell’Ufficio Catechistico Diocesano; famiglie con figli sordi e famiglie con figli non vedenti della diocesi di Trani, e ovviamente i fedeli della comunità parrocchiale ospitante Madonna di Pompei. La celebrazione è stata presieduta da don Gianni Massaro(direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano) coadiuvato da don Giorgio del Vecchio (responsabile della catechesi disabili della diocesi di Trani) per la traduzione in LIS. All’inizio della celebrazione don Gianni ha salutato e ringraziato i presenti e ha sottolineato la positività della collaborazione tra la diocesi di Andria e la diocesi di Trani. La celebrazione è proceduta con semplicità e solennità.

La Seconda Lettura è stata proclamata da una ragazza non vedente. Durante l’omelia, don Gianni, collegando il brano apocalittico del Vangelo con la celebrazione della Seconda Giornata Mondiale dei Poveri indetta da Papa Francesco in quella domenica, ha commentato: «Alla fine della storia, il Signore si manifesterà in tutta la Sua pienezza. E a noi viene chiesto di trovarci pronti attraverso un vissuto pieno di amore [...]. Solo una vita donata è una vita che merita di essere vissuta! Solo una vita donata è una vita felice! Vuoi riempire di senso, di pienezza la tua vita? Comincia a riempire di amore la vita dei fratelli più poveri […]. Con il tema della giornata odierna dal titolo “Questo povero grida e il Signore lo ascolta” Papa Francesco ci invita a riflettere su due verbi. Il primo è: gridare. Si tratta del grido di sofferenza, di solitudine del povero. E’ un grido che giunge a Dio, ma spesso non raggiunge le nostre orecchie. Ci sono due sordità: la sordità fisica e la sordità del cuore che innalza barriere dinanzi al grido dei nostri fratelli poveri. Questa sordità va curata! Il secondo verbo è: ascoltare! Il Signore è colui che ascolta il grido del povero e interviene con una risposta di amore. Anche noi con i gesti di accoglienza e di amore, manifestiamo l’amore di Gesù, riveliamo il volto più vero e credibile della Chiesa che è il volto di una madre, come ha avuto modo di dire il Papa a Firenze, e così rendiamo più bella anche la nostra vita e la vita dei più poveri. Non smettiamo mai di amare i nostri fratelli, asciugando le loro lacrime: questo è il segreto di una vita felice»!.

Prima di concludere la celebrazione, don Giorgio ha rivolto l’augurio ai nostri fratelli sordi di attendere la celebrazione eucaristica mensile tradotta in LIS con un vivo desiderio di incontrare il Signore Gesù, auspicando che davvero «si possa respirare un clima di grande famiglia comunitaria dove non ci sia più distinzione tra udenti e sordi, ma tutti, come membra vive della Chiesa, si ritrovino attorno all’Unica Mensa per rendere a Dio gloria e onore».

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