Il ricordo

​Bentornato a casa, Fabrizio!

Il tuo cuore resterà nella storia della città ma, soprattutto, dei tuoi familiari e dei tuoi amici

Attualità
Andria venerdì 04 gennaio 2019
di Vincenzo D'Avanzo
Fabrizio Tanucci
Fabrizio Tanucci © n.c.

L’ho incontrato l’ultima volta in occasione del matrimonio del figlio. Il giorno dopo venne a rilevare gli ospiti che aveva sistemato nel B&b Mozart. Era felicissimo, generoso di complimenti. Poi comparvi io per salutarlo, non ci vedevamo da una vita, l’abbraccio fu di una intensità straordinaria e subito la memoria andò agli esordi della nostra vita sociale: la commemorazione di Kennedy nel 1968 e poi Jan Palach, bruciatosi vivo in Polonia, il movimento studenti con mons. Superbo, i primi passi nel movimento giovanile della DC. Giovane, effervescente, capace di generose iniziative e soprattutto di una straordinaria disponibilità. Poi le strade si diversificarono: Fabrizio scelse la vita militare, io scelsi la politica (oltre all’insegnamento). Quel periodo formativo con gli insegnamenti di don Agostino e la sapienza di Fedele D’Atteo fu utile a entrambi perché posero le premesse perché la nostra vita avesse un senso.

Ci rincontrammo poi nel 1987 quando come sindaco organizzai allo Stadio degli Ulivi il giuramento dei militari: ho visto il suo entusiasmo e la sua competenza quando, anche su facebook nel novembre scorso, abbiamo commentato le foto di quella manifestazione. Capii che la sua testimonianza in quel campo era stata in linea con la formazione civile e cristiana ricevuta. Capii soprattutto che in tutte le tappe della sua vita ha portato sempre nel cuore la sua città, il suo popolo, i suoi amici di cui amava parlare in ogni circostanza. E lo ha fatto magistralmente nell’ultimo anno commentando “i racconti della domenica” che io pubblicavo su Andrialive e su facebook. In tanti hanno commentato quei racconti, eppure il giudizio a cui tenevo di più era il suo perché era quello di una persona che quelle situazioni le conosceva per averle vissute, anche magari in forme diverse. Proprio nel racconto di domenica scorsa (Natoil nan put spccè) io concludevo con la nostalgia che i migranti provano per la propria terra. Ciccill, emigrato in Germania, dice: “quando Dio mi chiama ad Andria voglio tornare, ddè m send a cois”. Scrivendo quella frase non pensavo che si dovesse adattare a te così presto, anche se temevo che a te potesse accadere. Quel giorno dopo il matrimonio di tuo figlio tu mi parlasti dei tuoi problemi di cuore con una frase sibillina che, dietro il tuo sempre generoso sorriso, faceva trasparire una increspatura di tristezza.

Bentornato a casa, Fabrizio, il tuo cuore resterà nella storia della città ma, soprattutto, dei tuoi familiari e dei tuoi amici. Che il buon Dio sia ora generoso con te come tu lo sei stato con noi.

PS: Nell’autunno scorso scolpisti su facebook quello che per me resta un monumento: “Avrebbero dovuto fare anche il tuo nome, ingombrante di fronte alla nullità degli altri”. Non ti era stato richiesto quel commento, eppure mi fece tanto bene. A leggerlo il mio pensiero volò subito a un biglietto di Gaetano Scamarcio a commento di un mio libro: “Contiene la storia della tua operosa e prestigiosa presenza in questa valle di lacrime e di straccioni”. Sono attestazioni come queste che a volte tengono in vita una persona. Grazie, Fabrizio, di vero cuore, sei stato un amico.

I funerali si terranno nel pomeriggio ad Andria, alle ore 16, nella chiesa del SS Sacramento.

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