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La procura sequestra la pianta infetta a Monopoli, la dura reazione dei Gilet Arancioni

Spagnoletti Zeuli: «Assistiamo al sequel dello stesso film disastroso girato in Salento con i sequestri iniziali che diedero il via all’avanzata del batterio e i risultati che adesso sono sotto gli occhi di tutti»

Attualità
Andria lunedì 14 gennaio 2019
di La Redazione
xylella
xylella © n.c.

«Il sequestro dell’albero infetto a Monopoli, insieme a tutto il campo, probabilmente a causa di un esposto di qualche santone e negazionista, è una notizia gravissima e siamo molto preoccupati per le ripercussioni che potrà avere nella lotta al batterio in provincia di Bari». Con queste parole Onofrio Spagnoletti Zeuli, portavoce dei gilet arancioni, commenta la notizia del sequestro della pianta infetta da xylella ritrovata a Monopoli da parte della Procura di Bari.

«Assistiamo al sequel dello stesso film disastroso girato in Salento con i sequestri iniziali che diedero il via all’avanzata del batterio e i risultati che adesso sono sotto gli occhi di tutti -, ha evidenziato Spagnoletti Zeuli. Il proprietario della pianta ha fatto regolarmente richiesta per l’eradicazione, quindi il sequestro proviene sicuramente dall’esposto di qualche santone e dalle sponde che questi personaggi riescono a trovare anche nelle Procure - ha continuato Spagnoletti Zeuli -. Sarebbe un fatto gravissimo perché inizierebbero da subito i rallentamenti nel contrasto al batterio che rischia di distruggere il nostro territorio.

Non è più rinviabile una legge speciale da parte del Governo e del Ministro Centinaio che consenta il taglio delle piante infette, immediatamente dopo aver avuto con certezza il risultato positivo dell’analisi - ha rimarcato il portavoce dei gilet arancioni -. Auspichiamo che la magistratura persegua invece tutte quelle persone, così come da esposto presentato nei mesi scorsi da Italia Olivicola ed Anve, che in questi anni con i loro atteggiamenti, i loro folli esposti hanno attentato al nostro patrimonio olivicolo e alla nostra economia».

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