L'intervista

Ci sono i razzisti perché esiste la paura e la paura genera aggressività

La lezione di Giordano D'Urbino, vittima di leggi razziali, agli studenti andriesi nel giorno della Memoria

Attualità
Andria lunedì 28 gennaio 2019
di Sabino Liso
dallo spettacolo “Once Upon a time when pigs were swine”
dallo spettacolo “Once Upon a time when pigs were swine” © AndriaLive

Mi sono chiesto più volte, in questi giorni, che senso abbia ricordare il 27 gennaio. Le giornate della memoria servono a ricordare, ad esempio, i defunti il 2 novembre perché ci mancano e così li ricordiamo; ma Auschwitz, le deportazioni, non ci mancano affatto. Perché allora ricordarle se poi quelle stesse atrocità ritornano, o peggio ancora, non vengono fermate?

Poi ti capita di incontrare gente che quelle atrocità le ha vissute: Giordano D'Urbino, ad esempio, ospite della comunità Migrantesliberi, che ha portato la sua testimonianza in quanto vittima delle "leggi razziali". Il dott. D'Urbino ha parlato al pubblico che ieri lo ha ascoltato nell'auditorium Mons. Di Donna, nell'ambito della rassegna "Visioni - dei conflitti, dei diritti"; ha raccontato la sua esperienza ed ha fatto comprendere a tutti noi l'importanza di farsi un'opinione: anche a questo che serve la memoria.

«È importante ricordare e testimoniare quello che è successo durante il periodo del regime fascista e nazista in Europa. All'epoca è stato programmato lo sterminio del popolo ebraico, ma anche di zingari, omosessuali, oppositori politici, handicappati. I regimi fascista e nazista hanno messo in piedi una terribile, e quasi perfetta, macchina di sterminio organizzata in maniera teutonica. Anche i vecchi, i moribondi e gli ammalati furono caricati sui treni merci e dopo viaggi lunghi più di una settimana, ammassati nei vagoni senza cibo, senza acqua e in condizioni igieniche davvero precarie, vennero portati in campi di sterminio; molti, per la verità, ci arrivarono morti. Eravamo "stücke" (pezzi in tedesco) non uomini. I kapo si rapportavano con le SS, le quali stilavano dei rapporti per i direttori dei lager dicendo, ad esempio, "oggi abbiamo lavorato 3000 pezzi...". Non persone, ma pezzi!

Oggi è importante ricordare quelle atrocità non perché vogliamo continuare a piangerci addosso e farci compatire - continua Giordano D'Urbino -, ma perché dobbiamo constatare purtroppo che il razzismo, l'antisemitismo o il pregiudizio vivono ancora. Oggi si è razzisti contro gli immigrati che vengono considerati come una minaccia ma che in realtà rappresentano soltanto la controfaccia della paura. Si ha paura di un possibile nemico, vero o immaginario, e la paura genera a sua volta aggressività.

Per questo è importante tenere alta la guardia. Il mondo si regge sul fiato dei bambini: è importante la cultura, lo studio, la conoscenza, l'apertura mentale e il coraggio. È importante la "democrazia", nel vero senso della parola, quella stessa che oggi è in grave pericolo e corre di degenerare in demagogia che è, a sua volta, sinonimo di populismo: quando invece di parlare alla testa e alla ragione della gente si parla la pancia».

La testimonianza di Giordano D'Urbino, assieme allo spettacolo “Once Upon a time when pigs were swine” -C’era una volta, quando i maiali erano porci- della compagnia Equilibrio Dinamico, stamattina sono stati replicati per ben due volte in un auditorium gremito di studenti andriesi che, auspichiamo facciano tesoro di questa importante esperienza.

“La memoria è uno strumento molto strano, uno strumento che può restituire, come il mare, dei brandelli, dei rottami, magari a distanza di anni”. Primo Levi


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