La storia

“My way”, da Massimo Lopez una dedica pubblica a chi l’ha aiutato dopo l’infarto

Nel 2017 a Trani, Massimo Lopez avvertì un malore. Durante lo spettacolo andato in scena nei giorni scorsi al comunale di Corato, l'artista ha ringraziato il coratino Maurizio Marcone che gli stette accanto in ospedale

Attualità
Andria martedì 05 marzo 2019
di La Redazione
Massimo Lopez
Massimo Lopez © n.c.

Era il 24 marzo 2017 quando, sul palco del teatro Impero di Trani, Massimo Lopez stava portando avanti il suo spettacolo.

Improvvisamente, però, l’artista abbandonò la scena per tornare nel proprio camerino perché stava avvertendo un malore non di poco conto. Lopez era infatti stato colpito da un infarto e solo il pronto intervento di un medico presente in sala e l’arrivo in pochi minuti del 118 con il ricovero nell’ospedale di Andria, riuscirono a salvargli la vita.

Un episodio che ha cambiato la vita di Lopez, ma anche di chi, per oltre un mese, gli è stato vicino in quei momenti certamente non facili. Stiamo parlando del coratino Maurizio Marcone, titolare del Babalù di Trani e co-organizzatore dello spettacolo all’Impero.

Da quel giorno tra Maurizio e Lopez è nata un’autentica amicizia che qualche giorno fa, durante lo spettacolo di Tullio Solenghi e Massimo Lopez svolto al teatro comunale di Corato, è emersa davanti ai tanti spettatori. Lopez, prima di cantare My Way di Frank Sinatra - uno dei suoi cavalli di battaglia - ha voluto ringraziare pubblicamente Maurizio Marcone per tutto ciò che aveva fatto durante i giorni in cui era ricoverato ad Andria.

«Sinceramente non mi aspettavo un tale riconoscimento pubblico - dice Marcone - fatto nel teatro della mia città completamente esaurito. Quando ho sentito Lopez che mi ringraziava per essergli stato vicino, ho sentito una grande emozione e, in pochi istanti, ho rivissuto quei giorni in cui ero al fianco di uno dei più grandi artisti nazional-popolari, riuscendo ad essere il suo alter ego per chi chiedeva sue notizie».

Diversi gli aneddoti che hanno visto Marcone accanto a Massimo Lopez.

«Dopo i primi giorni in cui la sua prognosi era ancora riservata, le sue condizioni miglioravano a vista d’occhio e così toccava a me concordare, per esempio, le varie dirette televisive di tutte le reti nazionali che chiedevano notizie sulle sue condizioni. Ma quello che ricorderò sempre sono le tante telefonate che arrivavano sul suo cellulare, nelle mie mani. Oppure quando fui io, per suo conto, ad andare in diretta su RaiUno dall’ospedale di Andria, per dare le prime notizie sulle sue condizioni. A parte questo episodio, sono anche io che dovrei ringraziare Massimo per l’opportunità che mi ha dato: essere stato vicino ad un personaggio la cui umanità va oltre la grande professionalità».

Lascia il tuo commento
commenti