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4 milioni di bambini, in Siria non conoscono che la guerra

Sono nati più di 4 milioni di bambini che non conoscono altro che bombardamenti, distruzione, fughe, privazioni, dolore e morte dall’inizio della guerra in Siria

Attualità
Andria mercoledì 13 marzo 2019
di Geremia Acri
guerra in Siria
guerra in Siria © n.c.

Un domani migliore: la voce dei bambini siriani”: è il nuovo rapporto di Save the Children che fa il punto, dopo 8 anni di conflitto in Siria. 4 milioni di bambini che non conoscono altro che la guerra. Di questi, 1 su 2 ha bisogno di assistenza umanitaria, 1 su 3 è senza scuola e almeno 2,5 milioni sono sfollati all’interno del Paese.

Sconvolgenti le testimonianze di centinaia di bambini contenute nel report: oltre il 30% si sente angosciato, insicuro e solo, ma tutti chiedono ai leader della comunità internazionale riuniti a Bruxelles, da martedì 12 marzo 2019, per la 3ª Conferenza Internazionale per il Supporto della Siria e della Regione, di poter conservare la fiducia nel futuro e nella possibilità di ricostruire il loro paese.

Nell’indagine realizzata dall’organizzazione internazionale sono stati coinvolti i governatorati di Idlib, Aleppo, al-Raqqa e al-Hassakeh, dove vivono più della metà dei bambini in condizioni precarie e bisognosi di assistenza umanitaria.

Mentre il conflitto sta entrando nel suo nono anno il prossimo 15 marzo 2019, il 30% dei bambini intervistati ha dichiarato di non sentirsi al sicuro e per più della metà di loro le violenze del conflitto, la separazione dalle famiglie o la perdita dei propri familiari, la distruzione delle abitazioni e delle infrastrutture, insieme alla mancanza di scuole e assistenza sanitaria, sono la dura realtà con la quale sono costretti a fare i conti ogni giorno.

Povertà e disoccupazione causate dal conflitto hanno minato la stabilità delle famiglie e costretto i ragazzi a svolgere lavori pericolosi o a sposarsi precocemente: il 65% delle bambine e ragazze affermano che i matrimoni precoci sono un problema molto serio nella comunità. I tassi di malnutrizione, malattia e disabilità sono aumentati a dismisura durante il conflitto e i bambini ascoltati nell’indagine si sentono impauriti, tristi, ansiosi.

Nel report è riportata la testimonianza di Lina, 13 anni, sfuggita all’assedio nel Ghouta orientale, che oggi vive a Idlib: «La guerra ha portato via tutto a noi bambini e ci ha lasciato senza nulla, senza istruzione e senza futuro. I miei genitori sono stati uccisi quattro anni fa quando la nostra casa è stata colpita da una bomba, e ho sperato di morire anch’io, ma Dio aveva altri piani. Voglio che la guerra finisca per poter tornare dove vivevo e ricostruire il mio Paese. Non chiedo altro che poter tornare a scuola. Spero che il modo si accorga di noi e ci aiuti».

Sara, 14 anni, è stata ferita durante un attacco aereo che ha distrutto la sua casa a Deir Ezzor e vive in un campo profughi in Siria: «Prima della guerra la mia vita era bellissima ed ero felice con la mia famiglia. Ora non sono più felice, la mia vita e la guerra sono una cosa sola. Anche qui, il rumore di un aereo in cielo mi fa subito paura. Penso sia molto importante che noi bambini possiamo parlare della nostra vita. È difficile immaginare il futuro del mio Paese quando non abbiamo neanche una casa ma sono ancora ottimista. Vorrei dire a tutti i bambini del mondo di non allontanarsi mai troppo dalla loro famiglia e di non giocare con oggetti pericolosi».

I bambini siriani hanno desideri uguali a quelli di tutti gli altri bambini del mondo: il 70% degli intervistati desidera passare tempo con gli amici, l’86% vorrebbe andare bene a scuola, il 98% sogna di stare con i propri cari, mentre la quasi totalità (98%) vorrebbe vivere in un contesto di pace e privo di ogni forma di violenza.

«Tanti bambini in Siria non hanno avuto altro che la guerra, e hanno gli occhi pieni di dolore e violenza – commenta il portavoce di Save the Children Italia Filippo Ungaro -. Chi ha commesso queste gravi violazioni contro i bambini siriani durante il conflitto ne deve rispondere di fronte alla comunità internazionale».

Dai risultati della ricerca emerge che i bambini e ragazzi hanno chiare aspettative nei confronti degli adulti di riferimento nel loro Paese e vorrebbero che si adoperassero per la fine del conflitto (60%), garantissero loro un’educazione (13,4%) o servizi sanitari (7,5%) e infine si impegnassero per la ricostruzione del Paese.

Decise sono le richieste fatte alla comunità internazionale che secondo il 56% degli intervistati chiede per la fine della guerra e per proteggere i bambini, alleviare la loro povertà e sofferenza (13,4%), investire sulla ricostruzione del Paese (13%), aiutare i rifugiati siriani a tornare a casa (7%).

Save the Children, che ha lanciato quest’anno in occasione del centenario della sua fondazione la campagna “Stop alla guerra sui bambini”, chiede ai delegati partecipanti alla 3ª Conferenza dei Paesi Donatori a Bruxelles di impegnarsi pubblicamente per sostenere una ripresa rapida della vita dei bambini in Siria, con investimenti specifici e continuativi sui settori che riguardano i minori.

Il report “Un domani migliore: la voce dei bambini siriani”:

https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/un-domani-migliore-la-voce-dei-bambini-siriani.pdf

Il video con le voci e i sogni dei bambini siriani: “vogliamo che la guerra finisca presto per tornare a casa”.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=ueVKxrfnsvQ

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