Un progetto che non risolve le criticità della viabilità

La "Tangenziale Ovest" non la vuole nessuno: né la destra, né la sinistra e neanche il M5S

Tutti d’accordo nel sostenere l'inutilità dell'opera infrastrutturale che non completa l'anello della tangenziale che va da via Canosa al casello autostradale

Attualità
Andria venerdì 15 marzo 2019
di Sabino Liso
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La "Tangenziale Ovest" - il convegno © AndriaLive

Si è svolto, nell'Aula Magna dell'Oratorio di Sant'Agostino gremita di gente, il convegno-dibattito sulla Tangenziale Ovest di Andria, organizzato dalla Sezione di Andria di Italia Nostra, dal Forum Ambientalista, dal Circolo di Andria di Lega Ambiente e dall'associazione Urban Center di Andria. A confrontarsi l'arch. Giovanni Selano, l'ing. Gianrodolfo Di Bari, l'ing. Pasquale Bruno.

Tutti d’accordo nell’asserire che trattasi di un'opera infrastrutturale obsoleta e in contrasto con gli attuali obiettivi europei di sviluppo eco-sostenibile. Un’opera progettuale che però riviene dal passato; che ha ottenuto l'approvazione, e quindi i fondi governativi, i cui lavori sono stati già appaltati dalla ditta D’Oronzo.

Un’opera ritenuta dai più inutile e dannosa per il tessuto sociale e produttivo andriese se consideriamo che trattasi di una colata in cemento e asfalto che vedrebbe la distruzione di almeno 60 ettari di uliveti, in una zona importante anche dal punto di vista storico-paesaggistico.

Danni ambientali per un totale di 21 milioni di euro (il costo dei lavori) per un progetto che, ad ogni modo, non risolve le criticità della viabilità dal momento che non completerebbe l’anello della tangenziale andando ad intervenire nel tratto che va da via Canosa e fino all’uscita del casello autostradale (il tratto effettivamente necessario).

Purtroppo non ci sarebbe nemmeno la possibilità di spostare quei fondi e utilizzarli per il “necessario”. Si aggiunga, peraltro, che nell’eventualità l’opera, così come finanziata, non vedesse il suo completamento, si potrebbero verificare, a detta dell’On. D’Ambrosio, pesanti ripercussioni relative agli eventuali contenzioni che potrebbero sorgere con la ditta che ha appaltato i lavori, la D’Oronzo Infrastrutture.

Di seguito riportiamo i dettagli dei lavori il cui importo è, per la precisione, € 20.615.096,75 - ecco la descrizione riportata sul sito web della stessa ditta appaltatrice: «I lavori fanno parte delle opere di ammodernamento e completamento della S.P.n°2 nel tratto Canosa di Puglia-Andria. La tangenziale ovest di Andria si snoda in aree periferiche rispetto all’abitato e la sua sezione stradale non è adeguata ad un flusso di traffico veicolare tipico di un’arteria a scorrimento veloce extraurbana, costituendo elemento pregiudizievole per la sicurezza stradale. La soluzione progettuale prevede l’attraversamento di tutta l’area ad ovest dell’abitato di Andria con un tracciato avente forma in pianta di un ampio raccordo semicircolare di lunghezza complessiva pari a circa km 9,00, sezione stradale di tipo B (norme CNR del Ministero dei Trasporti) e corredato di quattro cavalcavia, due sottopassi e tre viadotti. Le scarpate dei rilevati sono state progettate con l’inserimento di un’opportuna fascia di terreno vegetale per un miglior inserimento paesaggistico; i muretti a secco, ove presenti lungo le strade esistenti, dovranno essere completamente ricostruiti al fianco della strada in progetto; inoltre, nei casi in cui il tracciato interessi degli alberi di particolare pregio, dovrà prevedersi il loro espianto e successivo reimpianto nelle aree attigue».

«Purtroppo nel progetto non si parla di tangenziale ovest che invece sarebbe utilissima per chiudere appunto il cerchio in via Canosa fino all'autostrada – commenta l’ing. Gianrodolfo Di Bari - . Si parla invece del tratto Sud dell'attuale Strada Provinciale 2. La Provincia, che sta mettendo in sicurezza tutto il percorso della strada provinciale 2, nel tratto di Andria anziché ampliare il tracciato esistente portandolo a 4 corsie, con lo spartitraffico centrale, intende invece realizzare un percorso totalmente ex novo. In poco spazio ci ritroveremmo ad avere l'attuale percorso, quello da progetto e l'appia Traiana. Via Castel del Monte sarà l'unico punto di accesso per tutti coloro che vorranno salire sulla strada provinciale creando nocumento al traffico. Riteniamo pertanto che la soluzione non sia stata affatto studiata bene».

«Questa è una storia che viene dal passato – commenta l’on. Giuseppe D’Ambrosio -, gli stessi partiti politici di destra e di sinistra, che si sono alternati, hanno sempre voluto l’opera. A questo punto spetta intanto alla Provincia verificare se vi è la possibilità di stravolgere completamente il progetto. Il MoVimento 5 Stelle, a livello locale, non vuole l’opera perché è devastante. Chiediamo pertanto al Sindaco, che guarda caso è anche presidente della provincia, di portare in consiglio comunale la variante urbanistica e potrà contare anche sui voti del MoVimento 5 Stelle».

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I commenti degli utenti
  • e.i. ha scritto il 16 marzo 2019 alle 16:50 :

    A questo punto che senso ha avuto indire questa assemblea? L'appalto c'è stato, quelle somme non possono essere destinate altrove e in più questa assemblea serve ad inasprire ancora più i nostri animi.GRRRRRRRRRRRRRRRRRRR Rispondi a e.i.