L'analisi del liceale Alessandro Chieppa

Teatro, magister vitae. Andria, centomila abitanti, perché rassegnarsi alla sua mancanza?

L’assenza di un teatro, un luogo dove poter accrescere il proprio interesse per la cultura potrebbe in futuro aumentare l’inconsapevolezza e azzerare la capacità critica di coloro che ora sono solo bambini

Attualità
Andria martedì 21 maggio 2019
di La Redazione
Spettatori teatro
Spettatori teatro © n.c.

Sono giorni in cui capita spesso che siano i ragazzi, i più giovani, ad avere qualcosa da insegnare agli adulti. Così accogliamo con piacere le riflessioni di un giovane liceale, Alessandro Chieppa, che ha ripreso un tasto dolente nel panorama culturale andriese: è grave per tutti, e in particolare per i giovani, l'assenza di un teatro. Qui non si tratta di dare voce a partiti, associazioni sindacali e simili: qui la voce che erompe è quella di un 16enne che reclama un luogo dove assaporare storie sempre nuove, dove confrontarsi con la tradizione letteraria e l'innovazione. Un luogo che ancora per Andria rimane un miraggio, mentre le città intorno a noi pullulano di spettacoli e cartelloni teatrali degni di nota.

___________________________________________

Fa davvero male fermarsi un attimo a guardare la facciata dell’ex-teatro Astra ridotta ormai miseramente, fa male pensare che da ormai più di dieci anni non si sia pensato a rifondarlo, o magari chissà a costruirne uno nuovo.

Questo è un fattore irrilevante, ma è davvero triste per un giovane, per un adulto, per un intera famiglia, per centomila abitanti vivere in una città orfana di un teatro.

Dal greco “Tèatron”, il teatro è conosciuto come un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano l’esecuzione di un evento spettacolare dal vivo.

Per una città, per una comunità non è solo questo… è vita, è cultura, è amore ed è perfino rivoluzione perché ti permette di condividere un’emozione con qualcuno che non conosci e che magari quella sera è in sala con te. Probabilmente, quest’idea soprattutto per la città di Andria è andata via via disperdendosi, si è pensato più o meno giustamente a problemi essenziali di carattere politico-economico. Ma “essenziale” potrebbe essere anche una serata a teatro per ciascuno di noi, perché non deve balzare agli occhi della comunità solo e soltanto dal punto di vista culturale, ma anche come un momento di ritrovo, un’iniziativa, una scoperta di valori che mai si pensava albergassero in noi.

Forse queste parole non risveglieranno l’interesse di tutti, ma penso, in quanto giovane, che un teatro sia utile per la nostra crescita morale e culturale.

Crescita morale e culturale che rischia di essere ostacolata non solo per la mia generazione che sta vivendo più difficoltà in questo, ma soprattutto per le generazioni successive. L’assenza di un teatro, un luogo dove poter accrescere il proprio interesse per la cultura potrebbe in futuro aumentare l’inconsapevolezza e azzerare la capacità critica di coloro che ora sono solo bambini.

Un teatro sarebbe utile anche per chi mai avrebbe pensato di passarci una serata, per chi mai avrebbe ascoltato e analizzato “una storia” diversa dalla propria routine quotidiana,” il teatro è quella magia che ci toglie un pezzo di ragione e ci regala un pezzo d’anima”.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Mimmo barile ha scritto il 21 maggio 2019 alle 21:30 :

    Perché non si istituisce un numero verde ,per la raccolta di fondi,per l'acquisizione dello stabile e restaurato a spese di tutti i cittadini andriesi amanti del teatro? Così diamo uno schiaffo senza mano ai nostri politici. Rispondi a Mimmo barile

  • Riccardo Nanni ha scritto il 21 maggio 2019 alle 14:13 :

    Non è questione di rassegnarsi ma di vergognarsi che una Città con 100.000 abitanti non abbia un teatro Rispondi a Riccardo Nanni