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Disastro ferroviario, ricusato l'intero collegio

La Corte d’Appello. Salvi atti e decisioni già assunti. Tutto da rifare per citazione Regione Puglia come responsabile civile

Attualità
Andria martedì 25 giugno 2019
di La Redazione
disastro ferroviario
disastro ferroviario © AndriaLive

Per i giudici della Corte d’Appello di Bari non ci sono dubbi: l’intero collegio del Tribunale di Trani, davanti al quale si tiene il processo per l’incidente ferroviario tra Andria e Corato del 12 luglio 2016, va ricusato.

È quanto disposto con un’ordinanza depositata oggi, in accoglimento della richiesta avanzata in tal senso dal rappresentante legale della Ferrotramviaria, società che gestisce la linea ex Bari Nord, tra i 18 imputati (in qualità di persona giuridica) nel processo, che vede alla sbarra diversi suoi dipendenti, dirigenti e vertici.

Per gli avvocati Michele Laforgia e Tullio Bertolino, che compongono il collegio difensivo della società, l’ordinanza con la quale, il 7 maggio scorso, il Tribunale di Trani ha ordinato la citazione della Regione Puglia quale responsabile civile (cioè soggetto tenuto eventualmente al risarcimento del danno), conterrebbe una “irrituale ed illegittima anticipazione del giudizio in ordine alla responsabilità dell’ente” laddove si parla di Ferrotramviaria come ‘soggetto rivelatosi inaffidabile’, cui è stato consentito di continuare a occuparsi della concessione della linea ex Bari Nord. Ma nel mirino degli avvocati c’era anche la constatazione che uno dei giudici del collegio fosse legato da rapporti di parentela con una delle 23 vittime dell’incidente e con alcune parti civili. Proprio per questo, il giudice aveva chiesto di astenersi, ma la presidente Giulia Pavese aveva rigettato la richiesta, così come dichiarato durante la prima udienza.

Ebbene, la Corte d’Appello scrive ora che “l'anticipazione del giudizio, contenuta nel suindicato passaggio motivazionale dell’ordinanza del 7 maggio 2019, non può essere letta in maniera isolata rappresentando l'ultimo tassello di una sequenza di atti, (…), che ha progressivamente inciso sull'immagine del collegio tranese quale giudice terzo fino a comprometterla definitivamente”.

Quelle dei giudici di Trani - sempre secondo quanto scrive la Corte d’Appello di Bari - sarebbero “valutazioni indebite in quanto non funzionali rispetto al segmento procedimentale relativo alla citazione del responsabile civile la cui citazione, a differenza di quanto accade per la parte civile, non richiede alcuna citazione delle ragioni che giustificano la domanda”. Per questo, secondo la Corte d’Appello di Bari, “deve fondatamente ritenersi la sussistenza della causa di ricusazione prospettata consistente della descritta indebita anticipazione di giudizio da parte del collegio giudicante tranese che ne ha minato definitivamente l'immagine di imparzialità”. Altro punto oggetto della ricusazione attiene anche la presenza del collegio di un giudice, legato da rapporti di parentela con una delle vittime e con alcune parti civili.

Nel disporre la trasmissione degli atti al presidente del Tribunale di Trani perché provveda alla sostituzione del collegio composto dalla presidente Giulia Pavese e dai giudici a latere Paola Angela De Santis e Filomena Sara De Rosa, la Corte d’Appello fa salvi tutti gli atti compiuti e i provvedimenti dal Tribunale di Trani, fatta eccezione per l’ordinanza oggetto della richiesta di ricusazione. Pertanto, il nuovo collegio dovrà valutare nuovamente la citazione della Regione Puglia quale responsabile civile (peraltro rigetta dal Gup in fase di udienza preliminare), autorizzandola eventualmente su presupposti completamente diversi.

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I commenti degli utenti
  • Marco ha scritto il 26 giugno 2019 alle 17:30 :

    Ma da quando in qua citare qualcuno in giudizio vuol dire anticipare il giudizio stesso? Se il principio fosse valido non si potrebbe citare nessuno in quanto si anticipa qualcosa. Siamo al surreale. Rispondi a Marco

  • Franco ha scritto il 25 giugno 2019 alle 18:02 :

    A me pare che sia stata invece la Corte di Appello, a cui potrebbe finire il processo in seconda istanza, a dimostrare con questo dispositivo una certa tendenza "bonaria" nei confronti della ferrovia. Rispondi a Franco

  • Franco ha scritto il 25 giugno 2019 alle 15:36 :

    Dunque una compagnia di trasporti causa la morte di 23 persone ma non è permesso definirla "inaffidabile", che a questo punto sarebbe quasi un complimento. Sarebbe spettato agli avvocati difensori smentire in aula questa "accusa" e dimostrare la completa (sic) affidabilità di Ferrotramviaria o l"estraneità dell'assessorato ai Trasporti della Regione Puglia. Rispondi a Franco

  • Marco ha scritto il 25 giugno 2019 alle 10:55 :

    L'avvocato che ha ricusato i giudici per conto di Ferrotramviaria è Michele Laforgia che nella vita sociale dirige la formazione politica La Giusta Causa. Mi permetto di rilevare qualche contraddizione che potrebbe non giovargli alle prossime elezioni regionali. Rispondi a Marco

    JUPPY ha scritto il 25 giugno 2019 alle 16:06 :

    Hai perfettamente ragione, siccome oltre a Ferrotramviaria è stata chiamata in causa anche la Regione Puglia -costituitasi Parte Civile (sic!)- immediatamente è stata chiesta la ricusazione del Collegio Giudicante perchè la Presidente aveva dichiarato che la Regione non doveva dare la proroga del servizio fino al 2033 (che schifo) a Ferrotramviaria perchè la stessa era inaffidabile sotto il profilo della sicurezza xchè non aveva denunciato agli Organi preposti almeno 20 pericolati (mancati incidenti) avvenuti tra il 2003 e 2015. Viva la Giustizia (sopratutto ai Tribunali di Trani e Bari) vedere cronaca recente. Che schifo!!! Chissà se avranno giustizia i 23 morti e i 50 feriti. Rispondi a JUPPY

    Andriese72 ha scritto il 25 giugno 2019 alle 14:00 :

    E' brutto dirlo, ma ha fatto solo il suo lavoro.... Rispondi a Andriese72

    Marco ha scritto il 26 giugno 2019 alle 06:39 :

    Il suo lavoro infatti, altro che la Giusta Causa Rispondi a Marco