Le interviste ai protagonisti

Ad alta voce e a testa alta, migliaia di andriesi in marcia per la legalità

“Sperare, non sparare”. Ma qui sperare non basta: bisogna agire concretamente, sgombrare il campo dall’inerzia, denunciare e non distogliere gli occhi una volta che sarà finito il tam tam mediatico

Attualità
Andria lunedì 01 luglio 2019
di La Redazione
Ad alta voce e a testa alta, migliaia di andriesi in marcia per la legalità
Ad alta voce e a testa alta, migliaia di andriesi in marcia per la legalità © AndriaLive

Ad alta voce e a testa alta: così migliaia di cittadini andriesi, raccogliendo l’appello lanciato dal Forum di Formazione all'Impegno Sociale e Politico Andria - Cercasi un fine dopo i fatti di sangue che una settimana fa hanno macchiato una tranquilla serata estiva, in un luogo di innocenza, nei pressi di un parco giochi.

Il 24 giugno, infatti, in un viale laterale della villa comunale, sotto gli occhi terrorizzati di famiglie e bambini, è stato ucciso un uomo e ne è stato ferito gravemente un altro.

Oggi, a distanza di una settimana, lo sgomento è forte: tanto forte che tutti, associazioni, parrocchie, sindacati, politici, docenti, ragazzi hanno voluto lanciare un segnale.

“Sperare, non sparare”. Ma qui sperare non basta: bisogna agire concretamente, sgombrare il campo dall’inerzia, denunciare e non distogliere gli occhi una volta che sarà finito il tam tam mediatico, perseguire la legalità sempre, ogni giorno, in ogni settore.

Ed ecco il testo della lettera che a fine manifestazione ha ben condensato gli stati d'animo dei presenti:

«Andria maltrattata,

con queste parole ci rivolgiamo a te perché i tuoi cittadini, figli di questa terra, nei giorni inquieti che vivono, possano gridare ad alta voce e a testa alta da che parte stare.

Abbiamo calpestato in silenzio le tue strade per giungere in questo luogo dove, pochi giorni fa, la dignità dell’uomo è stata calpestata, la legalità sbeffeggiata.

Andria dimenticata,

quando la criminalità spara innanzi a bambini e genitori, in luoghi abitati dall’ordinaria quotidianità, mostra alla società che è più forte delle istituzioni. Lancia un segnale chiaro e forte: qui comandiamo noi. Una sorta di braccio di ferro tra bene e male.

Con sincerità ti confessiamo che abbiamo avuto paura. Ma oggi vogliamo tornare a riappropriarci di te, dei luoghi che desideriamo abitare in sicurezza.

Andria addormentata,

il pianto innocente dei bambini che hanno assistito inconsapevolmente ad un omicidio ti tolga il sonno e ti faccia sentire il guanciale dei tuoi letti duro come un macigno. Finché ciascuno dei cittadini non avrà preso coscienza che è necessario vivere secondo legalità e giustizia, nessuno di noi potrà dormire notti tranquille.

Andria abbandonata,

in questi giorni ci siamo sentiti orfani, spaesati. Ma oggi, uno a fianco all’altro, non siamo più soli. Il nostro “rumoroso silenzio” prevalga sull’indifferenza, sull’omertà, sull’illegalità, sull’abbandono. Il nostro “assordante silenzio” scuota le coscienze di ogni cittadino, sia esortazione a cercare il bene comune, a dire il nostro sì fattivo e concreto alla pratica della giustizia, ad educare alla legalità, ogni giorno, con gesti e parole.

Andria amata,

in questa sera d’estate ti promettiamo soprattutto di impegnarci per trasformarti in una città migliore. Te lo diciamo con le parole di un grande uomo e testimone del secolo scorso:

«Ci impegniamo noi e non gli altri. […] Il mondo si muove se noi ci muoviamo, si muta se noi ci mutiamo. […] La primavera incomincia con il primo fiore, il giorno con il primo barlume, la notte con la prima stella, il torrente con la prima goccia, il fuoco con la prima scintilla, l’amore con il primo sogno. Ci impegniamo perché non potremmo non impegnarci. […] Si vive una volta sola e non vogliamo essere "giocati" in nome di nessun piccolo interesse» (don Primo Mazzolari).

Andria adorata,

ci impegniamo a riscoprire il senso della Legalità che non è semplicemente rispetto formale delle norme. Ma è anche partecipazione attiva e critica di noi cittadini alla vita politica e sociale; è rispetto reciproco e collaborazione tra istituzioni e società civile; è trasparenza di rapporti, è distribuzione equa e solidale delle risorse; è tutela dell’ambiente; è condivisione della vita; è attenzione solidale ai più deboli.

Andria fedele,

vogliamo anche noi essere più fedeli a te, volerti bene, guardare oltre per leggere in profondità ciò che accade intorno a noi e vincere la tentazione del disimpegno. Perché ciascuno possa dire con tutto sé stesso: “Mi interessa!”

Andria amorevole,

il silenzio che ha avvolto la nostra marcia è l’urlo eloquente che chiama tutti ad un impegno rinnovato, perché le parole e i gesti che d’ora in poi pronunceremo e compiremo possano edificare e non distruggere, come semi che generano vita e lasciano intravvedere una nuova primavera.

Andria che spera,

ci impegniamo ad occuparci dei tuoi piccoli, delle tue future generazioni. Ci impegniamo a sperare e a non di-sperare. A rialzarci dopo essere caduti, ad assumerci le responsabilità, dopo averle schivate; ad agire coraggiosamente e senza indugio, dopo essere rimasti spettatori. La tua speranza smuova l’immobilismo e stimoli noi cittadini ad essere costruttori di un futuro migliore.

E se è vero che dal letame può nascere un fiore, noi ci impegniamo affinché, di fronte a tanta barbarie, in questa città, nasca più Amore.»

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