La nota dell'associazione di categoria

Mercato ortofrutticolo, Montaruli: «Affidamento in gestione, ma a quali condizioni?»

«Se potesse nascere un progetto condiviso ben venga, ma senza snaturare funzioni e fruibilità di quella struttura che sicuramente andava e va rimodulata, riqualificata e rilanciata, come chiede "Unimpresa" da anni»

Attualità
Andria giovedì 11 luglio 2019
di la redazione
Mercato ortofrutticolo
Mercato ortofrutticolo © n.c.

Dopo la decisione dell’ente comunale di chiedere ai grossisti se vi fosse la disponibilità da parte degli stessi per la gestione del mercato generale ortofrutticolo, “Unimpresa Bat” è intervenuta sulla questione con una propria nota: «affidamento in gestione, privatizzazione ma a quali condizioni? Il comune di Andria, dopo il fallimento dell’affidamento in gestione della nuova area mercatale di via Bisceglie, ci riprova con il Mercato Generale Ortofrutticolo. Un affidamento le cui condizioni sarebbero ignote ma che già preoccupa non poco i circa 500 fruitori giornalieri di una struttura che, fino ad alcuni decenni fa, rappresentava un gioiello in tutta l’Italia meridionale.

Da “Unimpresa Bat” sono chiari e chiedono al commissario straordinario, nonché al direttore del mercato di convocare le associazioni di categoria e le altre parti interessate in quanto la città non può permettersi di perdere una struttura che rappresenta anche un simbolo storico per la città.

Se potesse nascere un progetto condiviso ben venga, ma senza snaturare funzioni e fruibilità di quella struttura che sicuramente andava e va rimodulata, riqualificata e rilanciata, proprio come da anni l’associazione di categoria “Unimpresa” sta chiedendo, senza mai aver ottenuto risposte dalla politica del tira a campare e del pressapochismo disfatto.

Oggi, quella struttura, come riferito dal direttore, dott. Maurizio Pizzolorusso, al presidente Montaruli nel corso dell’incontro a Palazzo di Città convocato dal commissario straordinario, dott. Gaetano Tufariello, produce molte decine di migliaia di euro di perdite l’anno, le cui ragioni non sono mai state chiarite. Vanno appurate ed approfondite, perché affermare che la struttura produca passività, senza indicare le poste di bilancio negative, significa continuare a far finta di nulla e attendere la definitiva chiusura con un danno enorme per la città, già privata di tutti i suoi gioielli e umiliata in un territorio dove si sono barattate le eccellenze locali.

Questa è l’eredità che ci tocca sopportare dopo la caduta dell’Impero di cartone» ha concluso Montaruli.

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