A ridosso della lapide dedicata alle 23 vittime​ posta sulla rotatoria della fontana monumentale di piazza Moro

Disastro ferroviario, Decaro: «Giorno straziante, non accada mai più»

Stamattina la commemorazione del terzo anniversario del disastro ferroviario sulla tratta Andria-Corato

Attualità
Andria venerdì 12 luglio 2019
di La Redazione
Decaro ricorda le vittime del disastro ferroviario Andria-Corato
Decaro ricorda le vittime del disastro ferroviario Andria-Corato © n.c.

Si è tenuta questa mattina, a ridosso della lapide dedicata alle 23 vittime posta sulla rotatoria della fontana monumentale di piazza Moro, la commemorazione del terzo anniversario del disastro ferroviario sulla tratta Andria-Corato.

Di fronte a un evento tragico che ha segnato profondamente la comunità pugliese e l’intero Paese, l’amministrazione comunale ha voluto così esprimere l’affetto della città di Bari per i familiari delle vittime e l’auspicio affinché tragedie come quella del 12 luglio 2016 fa non si ripetano mai più.

Alla cerimonia, insieme al sindaco di Bari Antonio Decaro, hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni di Andria, Corato, Trani, Barletta, Ruvo di Puglia e Modugno. Messaggi di vicinanza alle famiglie delle vittime sono arrivati anche dai sindaci di Milano, Torino, Sesto San Giovanni, Pioltello e Bergamo.

«Sono passati tre anni da quella giornata terribile - ha detto Antonio Decaro - ed è importante ritrovarci ancora una volta qui per ricordare le vittime della strage sulla tratta ferroviaria Andria-Corato. Quel giorno ero a Roma e mi stavo candidando a fare il presidente dell’Anci, ma le notizie che arrivavano dalla Puglia erano sempre più allarmanti: prima “ci sono feriti” poi, alla notizia della prima vittima, decisi di lasciare tutto e di tornare in Puglia, perché un sindaco ha il dovere di essere vicino alla propria comunità specie nei momenti più drammatici.

Quel 12 luglio è stato straziante, e non potrò mai dimenticare le lacrime, gli sguardi stravolti, le lamiere contorte, il caldo infernale. Io, figlio di ferroviere e ingegnere dei trasporti, che nei treni fin da piccolo avevo visto la libertà, la possibilità di muoversi velocemente guardando il mondo da un finestrino, per la prima volta ho associato un treno all’immagine tremenda di decine di persone che avevano perso la vita, e dei soccorritori, dei familiari increduli e disperati.

Credo sia particolarmente importante ritrovarci oggi non solo per ricordare le vittime di quel disastro ma per stringerci l’uno all’altro e per fare comunità, per raccontarci quello che è successo in quest’ultimo anno, per guardare con più fiducia al futuro. In questi anni sono cambiate molte cose e sulla sicurezza ferroviaria si sono fatti dei passi avanti con la nuova normativa: oggi c’è un’agenzia nazionale che si occupa di sicurezza ferroviaria, ma non basta ancora.

Su richiesta dei parenti, lo scorso anno abbiamo messo una targa qui, di fronte alla stazione centrale, e abbiamo scelto questo luogo perché è un luogo simbolico di passaggio per i pendolari, per gli studenti, per chi ogni giorno usa il treno per i propri spostamenti di vita e di lavoro. Qui si tocca con mano il diritto alla mobilità, un diritto primario, e noi vogliamo ribadire che non si può e non si deve morire mentre si esercita, semplicemente, il diritto di muoversi in sicurezza, fondamentale per chi studia, per chi lavora e anche per chi voglia conoscere il mondo che lo circonda. Questo è l’auspicio per il futuro che desidero condividere con tutti voi, ringraziandovi di essere qui oggi.

Noi, nel nostro piccolo, anche con questi momenti dedicati al ricordo, stiamo provando a costruire una comunità coesa, stringendo legami e creando reti tra tante piccole realtà - associazioni, parrocchie, scuole - che insieme costituiscono la struttura portante delle nostre città e dell’intero Paese».

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