L'analisi

Male la raccolta differenziata ad Andria, nei primi 6 mesi del 2019 scesa sotto il 60%

Gli appelli non mancano, da parte delle istituzioni e delle associazioni; gli effetti devastanti sul territorio sono sotto la vista di chiunque; le conseguenze dell'abbandono dei rifiuti sono molteplici

Attualità
Andria domenica 18 agosto 2019
di Lucia M. M. Olivieri
Male la raccolta differenziata ad Andria, nei primi 6 mesi del 2019 scesa sotto il 60%
Male la raccolta differenziata ad Andria, nei primi 6 mesi del 2019 scesa sotto il 60% © n.c.

Gli appelli non mancano, da parte delle istituzioni e delle associazioni; gli effetti devastanti sul territorio sono sotto la vista di chiunque; le conseguenze dell'abbandono dei rifiuti sono molteplici, a partire da quelle sulla salute dei cittadini fino al decoro urbano, "indecoroso" appunto. Eppure la città di Andria sembra sorda ai richiami ambientali: nei primi 6 mesi del 2019, infatti, come rilevato dall'osservatorio rifiuti regionale, la raccolta differenziata è scesa sotto la soglia del 60%, con un minimo del 57,16% nel mese di giugno. Unico dato svettante, seppur lontano dalle vecchie percentuali, è quello di aprile quando è stato raggiunto il 61%.

Nel frattempo si avvicina la fine dell'appalto Sangalli: l'eventuale nuovo gestore riuscirà a organizzare un sistema che possa, in particolare, premiare i cittadini virtuosi per invogliare sempre più a differenziare i rifiuti? Possibile che si debbano usare sempre sistemi come fototrappole e pattugliamenti delle zone particolarmente a rischio per evitare l'abbandono selvaggio?

A noi andriesi l'ardua risposta: ricordiamoci però che ciò che non viene correttamente smaltito passa nel nostro organismo, provocando potenzialmente conseguenze ben più gravi della "sosta" per un giorno in più di un rifiuto nella nostra abitazione, in attesa del momento giusto per conferirlo nella spazzatura.

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I commenti degli utenti
  • Luciano Acquaviva ha scritto il 19 agosto 2019 alle 08:09 :

    E normale che scende la percentuale i cittadini devono pagare sempre aumento e dobbiamo fare la differenza Rispondi a Luciano Acquaviva