La nota

Festa dell'albero, Legambiente: «Grave l'iniziativa al Jannuzzi-Di Donna». La replica

La dirigente del circolo didattico "Jannuzzi- Di Donna", dott.ssa Lilla Bruno, condanna qualsivoglia forma di razzismo e lontananza da qualsiasi partito all'interno della manifestazione

Attualità
Andria mercoledì 04 dicembre 2019
di la redazione
Festa dell'albero al c.d. Jannuzzi-Di Donna
Festa dell'albero al c.d. Jannuzzi-Di Donna © n.c.

Il circolo di Legambiente Andria nel ringraziare i ragazzi e i docenti degli istituti scolastici che hanno partecipato alla realizzazione della “festa dell’albero”, tenutasi nel quartiere san Valentino il 21 novembre scorso, ha denunciato l’episodio che si è verificato all’istituto “Jannuzzi-Di Donna” che ha visto la piantumazione di alberi da parte dell’”area ambientalista” anche con il coinvolgimento di un movimento di estrema destra: «è stata un’occasione speciale per includere i giovanissimi in un processo virtuoso volto al rimboschimento del nostro territorio e alla sensibilizzazione di tutta la cittadinanza sul tema ambientale.

Numerose sono state le iniziative in tal senso, anche autonome, da parte di vari istituti e ringraziamo tutti coloro che si impegnano in prima persona per diffondere queste buone pratiche di partecipazione attiva, adulti e bambini. È un elemento che ci rende felici perché la sensibilità ambientale sta prendendo piede ed è sempre più incisiva e condivisa.

Ci teniamo tuttavia a segnalare e a deprecare ciò che è accaduto presso l’istituto “Jannuzzi-Di Donna”, il quale ha esplicitamente affidato la piantumazione di alberi a una componente partitica di estrema destra, la quale ha “sponsorizzato” e diffuso la propria nomenclatura partitica in tale contesto.

È nostra premura e nostro dovere, in primis come cittadini, rilevare che la gravità di questo episodio non è dovuta solo al fatto che si sia contravvenuto al divieto di entrare nelle scuole con simboli e propaganda partitica, ma anche al fatto che a farlo sia stata una compagine di un partito estremista di destra idealmente legato ai neofascismi.

Siamo contrari ad ogni atto che infici in qualsivoglia misura l’afflato antifascista che dovrebbe essere il sentire comune di tutti i cittadini democratici e a maggior ragione ci indigniamo di fronte alla strumentalizzazione di un tema sensibile come quello ambientale a fini politici e/o di consenso elettorale.

Ci auguriamo che episodi del genere non si verifichino più e che moniti come il nostro siano condivisi dal sentire comune».

Contattata dalla nostra redazione, la dirigente del circolo didattico "Jannuzzi- Di Donna", dott.ssa Lilla Bruno, premettendo la sua ferma condanna a qualsivoglia forma di razzismo e lontananza da qualsiasi partito all'interno della manifestazione, precisa che l'iniziativa dedicata all'ambiente è stata organizzata in collaborazione con il Rotary Club "Andria Castelli Svevi" che ha donato un albero all'istituto scolastico. Nell'ambito della manifestazione della pace c'è stata anche la donazione di un ulivo da parte di una docente del plesso. Sembrerebbe che su quest'ultimo ci sarebbe stato il misfatto: la docente in questione, ignara della natura politica del movimento, avrebbe invitato alcuni suoi amici, vicini allo stesso a piantumare l'arbusto durante la manifestazione. E sul suo profilo facebook scrive: «L’Ulivo, Albero della Pace, ha come radici l’Amicizia e la Tolleranza...e per parassiti l’odio e l’ignoranza!»

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I commenti degli utenti
  • Leonebiancazzurro ha scritto ieri alle 05:59 :

    La storia si ripete. Rispondi a Leonebiancazzurro

  • Maria P. ha scritto il 04 dicembre 2019 alle 17:35 :

    La scuola dovrebbe imparare a tenersi fuori dalla politica e ad evitare di farsi strumentalizzare dalla propaganda camuffata da ambientalismo, sia di Legambiente che di altre associazioni. Ormai si è capito che quello degli alberi è una bandiera che tutti vogliono sventolare, anche impedendo ad altri di fare lo stesso. Unica soluzione è tenere tutti fuori dalle scuole, i comizi fateli in piazza ed evitate di coinvolgere i bambini nei vostri giochini, magari con la complicità di qualche dirigente. Rispondi a Maria P.