"I cantieri della sanità": un concentrato di emozioni sul palco dell'auditorium Don Bosco in occasione della giornata internazionale delle disabilità

Un’organizzazione sanitaria sempre più orientata alla presa in carico globale della persona malata

Flora Brudaglio: «Dopo 35 anni dalla sua fondazione il Circolo della Sanità riconferma la sua mission nella nostra società, nello spirito di servizio all’Altro»

Attualità
Andria giovedì 05 dicembre 2019
di Sabino Liso
"I cantieri della sanità" © n.c.

Tre sezioni sul significato della cura hanno caratterizzato la manifestazione portata in scena dal Circolo della Sanità di Andria, martedì 3 dicembre scorso, presso l’auditorium Don Bosco. Un viaggio senza tempo, fantastico, tra i capolavori della letteratura sul significato della cura del corpo e della mente e alcuni riferimenti ai classici della filosofia; particolare attenzione alle aree di bisogno di cura di questo tempo e alle prospettive e agli impegni futuri con uno sguardo attento alla persona nella sua totalità, al suo abitare, alla prevenzione, all’inclusione per evitare la disabilità.

Un concentrato di emozioni eseguito sul palco sotto una regia attenta, quasi “chirurgica”, della dott.ssa Flora Brudaglio, presidente del Circolo della Sanità di Andria.

A impreziosire ulteriormente la serata ci sono state diverse testimonianze e video proiezioni oltre alle musiche curate da giovani talenti andriesi.

Nel giorno in cui si celebrano le disabilità il pensiero è andato agli anziani, a coloro che vivono condizioni di neurodiversità, ai malati di cancro e all’importanza di promuovere corretti stili di vita.

Nel messaggio finale, i soci del circolo cittadino: «Oggi noi sanitari dobbiamo impegnarci a riscoprire il senso del nostro lavoro, che è l’offrire ai pazienti non solo il proprio sapere, l’esperienza, le conoscenze scientifiche, ma anche il supporto emotivo e spirituale.

La cura delle persone con malattia ha bisogno di professionalità, ma anche di tenerezza, di gesti immediati e semplici, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è caro.

… si possono aiutare pazienti e familiari ad affrontare questa malattia che sempre e qualunque sia il decorso, stravolge comunque la loro vita.

Oggi dobbiamo anche mostrare vicinanza ai sanitari che lavorano in un mondo diventato sempre più difficile, perché sempre a rischio di perdere i valori più profondi, etici e spirituali, che devono invece guidare costantemente il loro operare.

Ognuno con il proprio ruolo dobbiamo impegnarci a creare un’organizzazione sanitaria sempre più orientata alla presa in carico globale della persona malata. I luoghi della cura devono essere un luogo di dialogo aperto non solo agli specialisti ma anche a tutte le persone che incontriamo e che con uno sguardo trasversale e pluriprospettico si confrontano sul tema più importante: l’origine della vita.

KUM! È la parola che Dio rivolge a Giona e Gesù a Lazzaro: Alzati! In questa parola antica è riassunto il senso generale di ogni pratica di Cura: il rinnovamento della vita laddove la vita sembra morta, finita».

La cura è anche al centro della lettera che S.E. Mons. Luigi Mansi ha dato al documento programmatico per l’anno pastorale 2019/2020 e che nel suo saluto durante la manifestazione ha rimarcato ai presenti. Cura che esprime con chiarezza l’idea ispiratrice si porsi in diretta continuità con il cammino fatto insieme in sintonia anche con la vision del Circolo della Sanità.

«Dopo 35 anni dalla sua fondazione – commenta la presidente Flora Brudaglio – il Circolo della Sanità riconferma la sua mission nella nostra società, nello spirito di servizio all’Altro.

“I fiumi non bevono la propria acqua; gli alberi non mangiano i propri frutti. Il sole non brilla per se tesso ed i fiori non disperdono la propria fragranza per se stessi. Vivere per gli altri è una regola della natura. La vita è bella quando tu sei felice, però la vita è molto meglio quando gli altri sono felici per merito tuo! La nostra natura è di essere al servizio”: chi non vive per servire, non serve per vivere»

Cantieri della Sanità, ad una sala gremita di spettatori, ha lanciato un messaggio forte, di condivisione, di impegno, di corresponsabilità, di possibilità di essere protagonista nel servizio per far sì che ognuno non si senta solo.

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