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Sangalli: «Nessun rischio contagio durante le ore di lavoro»

La Redazione
«L'impresa ha sempre profuso straordinario impegno per la sicurezza dei propri lavoratori. Le istruzioni operative per la gestione del rischio sono state emanate due giorni prima dell'analogo provvedimento del governo»
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Dopo il caso del dipendente Sangalli positivo al coronavirus, riceviamo e pubblichiamo la nota a firma del presidente dell’Impresa Sangalli Giacomo, Alfredo Robledo che precisa quanto segue:

«Impresa Sangalli Giancarlo ha sempre profuso uno straordinario impegno riguardo alle cautele necessarie da assumere a tutela della salute dei nostri lavoratori a fronte dell’”emergenza coronavirus”. Questo intendo ribadirlo con forza-, dichiara Alfredo Robledo Presidente di Impresa Sangalli Giancarlo -.

L’impresa ha sempre recepito istantaneamente le disposizioni legislative ed amministrative emanate attraverso appositi provvedimenti; nello specifico il disciplinare/Istruzione Operativa IO50 attualmente in essere è alla sua quarta revisione, poiché è stato aggiornato ad ogni uscita di nuova disposizione governativa o di altra Autorità il giorno stesso della pubblicazione del relativo decreto/circolare.

Impresa Sangalli ha inoltre immediatamente recepito – nella giornata di domenica 15 marzo – il protocollo condiviso sindacati-imprese e ne sono state attuate fin da subito tutte le disposizioni, riscontrando che tutti i punti relativi a detto accordo erano già parte integrante delle disposizioni assunte lo scorso 21 Febbraio.

Impresa Sangalli Giancarlo è forse la realtà italiana di pulizia urbana che meglio conosce la questione “coronavirus” in quanto operiamo in situazione di emergenza a partire dallo scorso 21 Febbraio poiché, tra le Amministrazioni da noi servite, rientrano anche quelle afferenti alle ex Zone Rosse del lodigiano -, ricorda Robledo –

La nostra Impresa è obbligatoriamente in contatto e confronto continuo con le Autorità sanitarie, i Prefetti e le Forze dell’ordine delle aree da noi servite e ogni volta la nostra azione è risultata perfettamente rispettosa e in linea con le disposizioni emanate.

Riguardo alla questione “mascherine” /DPI, come è a conoscenza dell’Amministrazione, si deve osservare come siano previste per gli operatori sanitari, oltre che per i lavoratori che debbano necessariamente entrare in contatto con terzi in luoghi ove non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza prevista dalle norme in essere.

Già dal 21 febbraio u.s. l’Impresa Sangalli ha provveduto ad avere a disposizione cinquemila mascherine, destinandole a tutti i lavoratori che ne avevano necessità venendosi a trovare nelle condizioni di lavoro sopra descritte, quali, ad esempio, i lavoratori addetti al trasporto ed allo scarico dei rifiuti presso i siti di smaltimento.

Com’è a tutti noto, nei giorni successivi, sul mercato è risultata sin da subito l’assoluta indisponibilità di mascherine, così che l’Impresa si è attivata immediatamente attraverso tutti i canali possibili per il loro reperimento, anche rivolgendosi alle Prefetture competenti oltre che alla Protezione Civile, purtroppo senza esito.

Avendo richiesto anche ad operatori su mercati esteri, abbiamo avuto finalmente risposta positiva da uno di questi, dal quale abbiamo avuto la disponibilità a fornire diecimila mascherine, che abbiamo acquistato e che sono in distribuzione.

Ètuttavia bene sottolineare questo intervento va oltre gli obblighi normativi espressamente definiti dal DPCM 11 Marzo ultimo scorso, all’art.1 punto 7).

Per quanto concerne i guanti in lattice essi sono sempre stati forniti prima nelle zone rosse e successivamente a tutti gli altri operatori attivi nei Comuni ove opera l’Impresa Sangalli.

Per quanto riguarda la gestione dei casi di contagio da Covid-19 ricordiamo come essa sia strettamente disciplinata dalle Autorità sanitarie; Impresa Sangalli ha recepito da subito le disposizioni delle ATS locali nei territori dove opera -, ricorda Robledo – Con riferimento alle indicazioni del 19 Marzo u.s. emanate dal Ministero della Salute, l’azienda ha sempre operato come previsto dalle disposizioni ufficiali in merito ai casi positivi e nel rispetto della privacy dei dipendenti.

In caso di lavoratore positivo al “coronavirus” l’Autorità sanitaria richiede i contatti stretti avuti dal contagiato; l’impresa è tenuta a fornirli e a mettere in quarantena/isolamento le persone indicate dall’ATS.

Nessun lavoratore potenzialmente entrato in contatto stretto con casi positivi potrebbe lavorare.

Si precisa che dalle disposizioni tempestive decise da Impresa Sangalli Giancarlo – e immediatamente comunicate a tutti i lavoratori – circa il divieto di assembramento ed il controllo accessi, nonché la riorganizzazione dei servizi al fine di ridurre al minimo la possibilità del mancato rispetto del metro di distanza minima-emerge come i lavoratori non possano essere messi in condizioni di rischio di contagio durante il lavoro.

Rispetto al rilevamento della temperatura in ingresso del luogo di lavoro si osserva come sia un’opzione facoltativa definita dal protocollo Sindacati-Imprese del 15 marzo ultimo scorso.

Impresa Sangalli Giancarlo ha scelto di non misurarla all’ingresso in quanto la disposizione dell’accordo impresa – sindacati viene di fatto ottemperata con l’obbligo del lavoratore di non presentarsi al lavoro in caso di febbre maggiore di 37,5 ° o qualsiasi sintomo influenzale.

Pertanto nessun lavoratore con febbre può presentarsi in azienda, come da protocollo reso noto a tutti i lavoratori.

Nel rispetto delle disposizioni di privacy del lavoratore l’azienda non può fornire ragguagli relativi al suo stato di salute; in caso di contagiati vengono fornite informazioni alle Autorità sanitarie e ai lavoratori potenzialmente coinvolti. L’azienda procede rispettando le procedure delle ATS, del Ministero della Salute, nonché secondo le disposizioni del Garante della Privacy. Sono disposizioni precise e molto chiare ed è fatto espresso obbligo ai lavoratori di rispettarle e, in caso di violazione, sono previste sanzioni disciplinari.

A tale riguardo non sembra inopportuno evidenziare come, a tutt’oggi, su tutto il territorio nazionale 1186 lavoratori attualmente impiegati dall’Impresa Sangalli, solo 3 risultano contagiati dal “coronavirus”.

Rispetto alla raccolta differenziata Impresa Sangalli Giancarlo si attiene alle disposizioni delle Autorità in merito alla raccolta stessa. Anche qui intendiamo ribadire come Impresa Sangalli Giancarlo, dal 21 Febbraio u.s., operi nelle zone che sono state dichiarate “rosse” dalle autorità competenti e pertanto ha maturato un’esperienza sul tema unica nel suo genere a livello nazionale.

Ne deriva che, nel pieno rispetto delle normative vigenti e delle severissime disposizioni interne assunte dall’Impresa, nessun lavoratore viene quindi messo in situazione di rischio di contagio durante la raccolta dei rifiuti.

Sin dagli inizi di marzo, viene effettuata la sanificazione giornaliera di tutto il parco mezzi dell’azienda oltre che di tutti i luoghi di lavoro, nessuno escluso.

Le istruzioni operative per la gestione del rischio sono state adottate dall’impresa sin dal 21 febbraio u.s., mentre, vale sottolineare, il primo provvedimento governativo è stato emanato due giorni dopo, in data 23 febbraio: tutte tali istruzioni sono state via via aggiornate e rese note a tutti i lavoratori mediante affissione in ogni bacheca aziendale, fornendone copie agli uffici da distribuire a chiunque ne avesse fatto richiesta».

mercoledì 25 Marzo 2020

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Francesco Matera
Francesco Matera
4 anni fa

Intanto la disinfestazione di tutti i cassonetti in gestione dei cittadini non è mai stata fatta. in particolar modo in questa situazione di emergenza doveva essere il minimo fare la disinfestazione giornaliera dei cassonetti.

Luigi
Luigi
4 anni fa

Prima esisteva disinfettare i cassonetti quei grandi visti con i nostri occhi.