Il grido d'allarme di settore così compromesso e “invisibile” agli occhi delle istituzioni

Nasce il coordinamento delle Scuole di Musica della Puglia per chiedere più attenzione al settore

Lo scopo del Coordinamento è quello di regolare le collaborazioni tra associazioni, fornire strumenti consultivi importanti per portare avanti la propria attività e quella con le altre associazioni

Attualità
Andria venerdì 22 maggio 2020
di La Redazione
accademia musicale federiciana
accademia musicale federiciana © riccardo superbo

Il 18 maggio è nato il coordinamento delle Scuole di Musica della Puglia per dare voce ad un settore così compromesso e “invisibile” come le Scuole di Musica.

Lo scopo del Coordinamento è quello di regolare le collaborazioni tra associazioni, fornire strumenti consultivi importanti per portare avanti la propria attività e quella con le altre associazioni. Agnese Paola Festa, tra i promotori del coordinamento, dichiara «Abbiamo sempre saputo di non avere un ente riconosciuto di rappresentanza (come il CONI per lo sport) e per questo, è emersa un’unica necessità durante la FASE 2 post emergenza Covid-19: avere una vera identità, unica e riconoscibile.

Nell'ultimo DCPM (Art.1) si parla di riapertura di associazioni culturali, ludico-ricreative, ecc. ma nello stesso art.1, comma q) sono vietate le attività didattiche e di formazione di ogni tipo.
Sappiamo anche che in molte altre regioni le scuole di musica, autorizzate con un'ordinanza scritta dai loro governatori, stanno ripartendo con la massima sicurezza e seguendo le norme igienico-sanitarie.

Nel decreto appena emanato non si fa riferimento alla nostra categoria perché siamo equiparati alle strutture scolastiche che, a giusta ragione, non possono riaprire perché hanno situazioni di classi con gran numero di ragazzi e quindi assembramenti. Siamo delle scuole cioè ci occupiamo di servizi di formazione ma la forma nella quale svolgiamo questo tipo di lavoro non è quello usuale in quanto spesso le lezioni sono individuali.

Come coordinamento chiediamo una deroga all’art.1 comma q) dando la possibilità alle strutture che fanno lezioni individuali di procedere alla riattivazione dei corsi.

Chiediamo soprattutto l’apertura di un “tavolo di discussione” sulle questioni esposte, richiesta che, anche se in questo momento potrebbe sembrare prematura, è necessaria per chiarire i futuribili delle nostre realtà in merito alla FASE 2 lanciata dal governo lo scorso 4 maggio, ed i futuribili in termine di ripresa delle nostre attività di base, stante appunto il fatto che si sta parlando di ripresa di scuole di danza, palestre, centri estivi, musei e biblioteche.

Tutto questo - conclude Agnese Paola Festa - partendo dal presupposto che il nostro interesse e dovere è quello di ripartire con le attività “a norma di legge”».

Lascia il tuo commento
commenti