L'iniziativa

Anche Andria ricorda la strage di Capaci

Il Commissario Straordinario ha raccolto l’invito del presidente nazionale ANCI Antonio Decaro a esporre un lenzuolo bianco in memoria del giudice e di tutti coloro che persero la vita il 23 maggio 1992

Attualità
Andria sabato 23 maggio 2020
di la redazione
Lenzuolo a Palazzo di Città
Lenzuolo a Palazzo di Città © n.c.

Andria ricorda la strage di Capaci in cui persero la vita, nel 1992, il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo, gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro con l’esposizione a Palazzo di Città di un lenzuolo bianco.

Il Commissario Straordinario ha raccolto l’invito del presidente nazionale ANCI Antonio Decaro, rivolto a tutti i sindaci dei comuni italiani. «Oggi sarà il giorno della commemorazione della strage di Capaci e anche quello della celebrazione della Giornata nazionale della legalità. Una data simbolo per la lotta contro tutte le mafie che deve essere ricordata e celebrata. Anche in un periodo come questo che stiamo vivendo, in cui non è consentito organizzare iniziative pubbliche con la presenza ravvicinata di persone. Ed è proprio a seguito del momento che stiamo vivendo che Maria Falcone, presidente della Fondazione intitolata a suo fratello Giovanni, ha chiesto, tramite il presidente ANCI, di dedicare questa giornata a tutti coloro che, in questi mesi, si sono prodigati, con abnegazione e grande senso del dovere, nella difficile gestione dell’emergenza Covid-19”.

Il collegamento ideale tra il sacrificio delle donne e degli uomini che per servire lo Stato hanno perso la vita per mano mafiosa con il coraggio e l’impegno dei tantissimi operatori della sanità, dei volontari, delle forze di Polizia statali e locali e di tutti coloro che sono stati in prima linea sia nel soccorso e nella cura sia nelle azioni di contrasto e di contenimento del virus – riporta la nota ANCI – è il modo migliore per far rivivere l’eredità morale e il messaggio di speranza che ci ha lasciato Giovanni Falcone».

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