L'iniziativa

“(R)estate Insieme”: nuovo progetto della Caritas diocesana contro la povertà educativa

“(R)estate Insieme”: nuovo progetto della Caritas diocesana contro la povertà educativa

Attualità
Andria giovedì 09 luglio 2020
di Rossella Spada
la locandina dell'AVS
la locandina dell'AVS © n.c.

L’emergenza Covid19 ha ostacolato la maggior parte delle iniziative, anche tra coloro sempre pronti a mettersi in gioco per i più deboli. Dall’inno “Invitati per servire”, l’AVS (Anno di Volontariato Sociale) non ha esitato a reinventarsi anche in queste situazioni di precarietà sanitaria e sociale. Il progetto, garantito dalla Caritas diocesana, invita i ragazzi più diligenti, con età compresa tra i 16 e i 25 anni di Andria, Canosa di Puglia e Minervino Murge, ad avvicinarsi al mondo del volontariato sociale. I giovani volontari sono impegnati durante l’anno in attività scandite in 5 pilastri fondamentali: incontri di formazione, in cui discutere di temi sociali mirando all’introspezione; promozione e sensibilizzazione del progetto sul territorio; esperienze settimanali di vita comunitaria per promuovere l’autonomia stando lontani per un po’ dalle proprie famiglie; servizio volontario sul campo nelle varie sedi disponibili e partecipazione ai campi di lavoro estivi presso comunità più disagiate e bisognose d’aiuto. Ad Andria gli enti in cui praticare servizio volontario sono: la biblioteca diocesana San Tommaso D’Aquino, l’associazione Camminare Insieme, la bottega del commercio equosolidale Filomondo, il centro di distribuzione viveri Nazareth, la cooperativa Trifoglio, l’Unitalsi e il doposcuola della parrocchia Madonna di Pompei. Ce ne sono diversi anche a Canosa di Puglia e Minervino Murge.

Quest’anno, con l’obiettivo costante di promuovere la solidarietà, la cittadinanza attiva e una crescita personale e comunitaria, il gruppo di giovani volontari, guidati da don Mimmo Francavilla e da Teresa Fusiello, si è riunito nelle ultime settimane di giugno, e per prolungarsi nei mesi di luglio e agosto, per realizzare il progetto “Restate Insieme” presso la foresteria La Guardiola ad Andria.

L’urgenza causata dal Virus ha portato con sé una nuova minaccia: l’aumento dell’esclusione sociale tra i bambini e i ragazzi che, privati della possibilità di andare a scuola e svolgere attività direttamente con i propri compagni di classe, non hanno avuto accesso a quelle attività di gruppo, post scolastiche, che consideravamo ormai scontate.

L’AVS con questa progettualità estiva va così a colmare la povertà educativa, assai presente nel territorio cittadino, eppure spesso dimenticata.A beneficiare della proposta “Restate Insieme” sono dunque gli adolescenti che vivono non solo situazioni di disagio socioeconomico, ma soprattutto problematiche familiari.

Si tratta di un vero e proprio intervento formativo, scolastico e pedagogico basato su attività ludiche e laboratoriali in un luogo sicuro in cui sperimentare il piacere dello stare insieme. Le attività si protraggono sino al pomeriggio inoltrato. Seguono esercitazione di italiano e matematica, non solo il pranzo condiviso ma anche momenti di gioco, educazione ambientale e yoga.I giovani volontari sono mossi dal desiderio di non lasciare i più piccoli soli, di sostenerli nelle proprie incertezze e paure, di essere il riferimento quotidiano in questi mesi che ci hanno visto costretti a reinventare spazi, a sconvolgere le nostre relazioni e a stabilire nuove modalità di vicinanza. La speranza è quella di promuovere l’istruzione affinché la povertà economica non sia ostacolo allo studio dei più volenterosi.

A tal proposito la Caritas ha messo a disposizione 100 borse di studio, del valore economico di €150 ciascuna, per gli studenti aventi un ISEE inferiore e una media scolastica inclusa tra 8 e 10 così da incentivare i più bisognosi a continuare gli studi superiori e contribuire, nel suo piccolo, a incentivare e promuovere la cultura in tutte le sue espressioni.

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I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 09 luglio 2020 alle 12:28 :

    La Chiesa si sta pian piano trasformando in un centro di ininiziative sociali. Rispondi a Maria P.