Le dichiarazioni

Luigi Strignano, l’ultimo arrotino della città Federiciana

Fiero di un lavoro ormai insolito che porta avanti, da quasi 50 anni, con passione e dedizione

Attualità
Andria venerdì 23 ottobre 2020
di Rossella Spada
Luigi Strignano
Luigi Strignano © AndriaLive

“La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall’orgoglio del lavoro che si fa”. Con questa citazione del Maestro Mahatma Gandhi, Luigi Strignano, barlettano di nascita e andriese d'adozione, racconta fiero cosa vuol dire oggi praticare un lavoro appartenente alla tradizione del passato: essere arrotino, tra i pochi in Puglia e addirittura in tutt’Italia. Come egli stesso precisa, pochi sono a conoscenza di questo mestiere d’artigiano che si occupa di affilare lame di qualsiasi genere, dai piccoli ai gradi coltelli.

Il suo amore per questo mestiere fuori dal comune nasce quando a 5 anni mette per la prima volta mano nella bottega di suo padre. Essere arrotino si tramanda nella sua famiglia da 5 generazioni e Luigi affila coltelli da 49 anni nel suo negozio in via Porta La Barra. Anche se da ragazzo ha praticato altri lavori, da addestratore di cani a tornitore, ha sempre saputo quale fosse il suo posto nel mondo.

Difatti eredita l’attività da suo padre e si dedica completamente alla professione artigianale.

«Senza quel camice blu- divisa che lo accompagna da sempre- mi sentirei un pesce fuor d’acqua. E se non fossi un arrotino, non sarei Luigi». Nonostante la grande passione nel suo lavoro manifatturiero, con l’arrivo del nuovo secolo e della modernità, iniziano le prime difficoltà. All’inizio degli anni 2000 la nascita dei grandi supermercati e il trasferimento all’estero di aziende tessili andriesi rappresentano un grande cambiamento: i supermercati ricevono prodotti alimentari pretagliati e i laboratori usano materiale e tessuti già rifiniti. È un mondo che va sempre più veloce, alla continua ricerca del risparmio, a cui il tempo non basta mai. Un mondo che diventa sempre più autosufficiente, a cui il lavoro della piccola bottega d’arrotino non appartiene più.

Così gli insegnamenti di suo padre non bastano e, con spirito critico, Luigi cerca nuovi metodi di lavoro per restare “al passo con i tempi”: impara da sé a maneggiare nuovi materiali e si applica con inventiva per poter offrire maggior servizio ai suoi clienti e soddisfare le nuove richieste.

«Quel che più mi gratifica a fine giornata lavorativa non è solo realizzare con le mie stesse mani uno strumento, vederlo compiuto ma soprattutto ricevere ammirazione dal cliente stesso, talvolta interessato a comprendere in cosa consiste quello che per altri è originalità e per me pura quotidianità. Come se fossi unico in qualcosa.»

Forse è questa l’arma che contraddistingue “Luigi l’arrotino” e la sua determinazione nel non essersi mai arreso, con la speranza di rendere immortale quel lavoro che ha avuto la fortuna di far suo sin da bambino.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Totò Polo Fox ha scritto il 23 ottobre 2020 alle 06:47 :

    Gino sempre in gamba! Continua l'arte di papà Antonio e persevera nelle tue capacità. In bocca al lupo! Il tuo amico di sempre. Rispondi a Totò Polo Fox

  • vincenzo inchingolo ha scritto il 23 ottobre 2020 alle 06:06 :

    Bravo LUIGI continua così, non arrenderti mai. Finchè potrai. Rispondi a vincenzo inchingolo

  • Pistillo.saverio ha scritto il 23 ottobre 2020 alle 05:33 :

    Sei unico complimenti vai avanti Rispondi a Pistillo.saverio

  • Luigi Strignano ha scritto il 23 ottobre 2020 alle 05:29 :

    Grazie a Rossella Spada e tutti gli altri che hanno realizzato questo articolo. Rispondi a Luigi Strignano