Le dichiarazioni

Emergenza sanitaria, Vescovo Mansi: «Il rispetto delle regole non è soltanto un fatto privato»

«Noi siamo membra dello stesso corpo che si chiama società, che si chiama mondo, che si chiama città»

Attualità
Andria domenica 29 novembre 2020
di Geremia Acri
S.E. Mons. Luigi Mansi
S.E. Mons. Luigi Mansi © AndriaLive

Di fronte al crescente aumento di contagi nella nostra città, S.E. Mons. Luigi Mansi è intervenuto per ricordare a tutti l'importanza di rispettare le regole per contrastare il contagio da covid19:

«Sono molto amareggiato e preoccupato per i dati allarmanti che riguardano la Bat e in particolar modo Andria. Troppe le persone che non osservano le regole elementari per contrastare la pandemia che consistono nell'uso della mascherina, nel lavaggio frequente delle mani, nella prudenza, ad esempio, ad uscire solo quando è strettamente necessario.

Qualcuno potrebbe dire: "ma dove sono le forze dell'ordine?" Purtroppo anche loro hanno un carico immenso che non riescono a portare. Ci vorrebbe un poliziotto per ogni famiglia - continua S.E. Mons. Luigi Mansi -.

Supplico tutti ad essere più attenti. Tante le famiglie visitate in questi giorni dal lutto, dal dolore per i parenti che sono stati costretti a ricoverarsi in maniera frettolosa. Spero che tutti si rendano conto che il proprio comportamento è una forma di rispetto e di amore nei confronti di tutti, non è soltanto un fatto privato.

C'è un atteggiamento di ostentata superiorità. Noi siamo membra dello stesso corpo che si chiama società, che si chiama mondo, che si chiama città. Non vorrei che qualcuno si dovessero svegliare solo nel caso in cui la malattia dovesse andare a far visita proprio a loro, cosa che certamente non auguro. Perché aspettare il peggio per svegliarci? Mi piace ricordare, in questi giorni, una frase di Papa Francesco: "O ci salviamo tutti insieme oppure non si salva nessuno". Auspico che tu ti assumano atteggiamenti di maggiore responsabilità e di rispetto verso le regole. In uno degli interventi del nostro sindaco c'era addirittura l'idea di chiamare l'esercito non solo per l'emergenza covid ma anche per i tanti episodi di delinquenza. Fratelli diamoci una mossa».

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