Fervono i preparativi per la Festa del SS. Salvatore

Attesi, come tradizione, migliaia di fedeli al Santuario del SS. Salvatore. La storia del Santuario ed altro ancora raccontato grazie alla preziosa testimonianza di Padre Elia Ercolino

Attualità
Andria martedì 04 agosto 2009
di La Redazione
© n.c.
Il Santuario del SS. Salvatore

L'attuale Santuario, costruito dal 1901 al 1909, in cui è custodita l'immagine del SS. Salvatore, sorge nel luogo delle precedenti cappelle dedicate alla Madonna di Trimoggia.
Infatti un atto notarile conservato tra le carte dell'Archivio del Capitolo Metropolitano di Trani cita in un latino scadente una "ecclesia sancte Marie... in tremodie" nell'anno 843.

La tradizione racconta che Trimoggia era uno dei tanti villaggi sparsi nel territorio premurgiano e che nel 1104 i suoi abitanti con tutto il clero abbandonarono, passando nella cittadina fortificata di Andria. Ciò avvenne per proteggersi dai saccheggi degli eserciti transitanti sulla vicina via Appia -Traiana, dalle rapine dei briganti, dalla carestia e dalla penuria che a quel tempo funestavano i territori.
Il clero di Trimoggia però, nei secoli successivi, nonostante avesse abbandonato il villaggio e officiasse ormai nella chiesa S. Nicola di Andria, non dimenticò la chiesetta dedicata a Santa Maria di Trimoggia, assicurando il servizio liturgico soprattutto nei giorni festivi e nei venerdì di marzo e provvedendo che ci fosse una continua presenza religiosa (il più spesso eremiti) a custodia del Santuario.

Ogni anno poi, nell'Ottava di Pasqua, vi si svolgeva una festa in onore della Madonna a cui partecipavano numerosissimi gli Andriesi che, dopo aver espresso la propria devozione alla Vergine, si trattenevano nei dintorni per la consumazione di una merenda a base di frittata. Perciò nelle espressioni popolari "fare Trimoggia" significava partecipare a questa festa campestre di primavera.
Nel 1776 l'antica cappella, ormai cadente ed insufficiente ad accogliere la folla dei devoti, fu demolita per far spazio ad una più grande e per l'occasione fu restaurato l'affresco della Madonna di Trimoggia.
Nel 1816, essendo cresciuta la devozione degli Andriesi per l'immagine del SS. Salvatore, custodita dai secoli precedenti nello stesso santuario della Madonna, fu decisa la costruzione di una chiesa più ampia.
Essa fu restaurata e ingrandita nel 1872 e largamente arricchita di arredi sacri. Ed in quella circostanza fu definitivamente dedicata al SS. Salvatore.
L'attuale Santuario sorto all'inizio del secolo è opera dell'architetto Riccardo Ceci e fu consacrato il 6 luglio 1907.


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La Confraternita del SS. Salvatore
Grazie al rescritto di mons. Galdi, la Confraternita del SS. Salvatore si costituisce il 5 marzo 1875 e presenta all'approvazione vescovile le sue Regole il 10 marzo dello stesso anno.
Dopo solo tre anni di vita, precisamente il 18 gennaio del 1878, la Confraternita viene aggrega¬ta all'Arciconfraternita del SS. Sacramento in San Giovanni in Laterano, presso la Scala Santa, con il beneficio delle relative indulgenze, suffragi e privilegi.

Il 23 agosto 1893 in seguito a voci malevoli viene inferto alla Confraternita del SS. Salvatore un durissimo colpo: all'interdetto emanato contro la confraternita stessa segue la sospensione a divinis dei sacerdoti con conseguente interdizione per tutti i fedeli che avessero "in qualsiasi modo" collaborato con i Fratelli del SS. Salvatore.

Soltanto nel 1897, il 14 settembre, l'avvocato Achille Martini, nominato legale patrocinante, esegue il ricorso alla Sacra Congregazione del Concilio a nome della Confraternita.
Gli eventi ormai si susseguono inesorabili e il 2 ottobre dello stesso anno il sindaco di Andria, Pasquale Marchio, invia una lettera carica di doloroso disappunto a mons. Galdi, affinché revochi l'interdetto. Soltanto un anno dopo il 27 novembre 1898, in seguito a numerose pressioni prove¬nienti dai vari strati sociali che confluivano nella Confraternita stessa, ci fu la nuova approvazione con relativa elezione del nuovo rettore nella persona del can. don Michele Agresti fu Giacomo.
La storia della Confraternita, con i suoi vari aspetti dapprima essenzialmente religiosi e poi socio-economici, si snoda fino al 1920 circa per poi annullarsi nel buio degli anni successivi fino all'oblio completo dei nostri giorni.

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L’Immagine del SS. SALVATORE presso il Santuario di Andria
PROVENIENZA: probabilmente è opera di artista locale, di cui però non si hanno riferimenti, né attribuzioni di altre opere.
DATAZIONE: forse è contemporaneo delle altre immagini che si veneravano e che sono presenti ancora nei paesi vicini, Barletta e Cerignola, allorché tra queste cittadine vivo era lo scambio commerciale, culturale e ... devozionale. Perciò si può assegnare la data a cavallo tra i sec. XVI e XVII.
OPERA: di autore ignoto.
MATERIALE: pittura ad olio su tela.
DIMENSIONI: larghezza cm 112 x 157 di altezza, all'interno della cornice lignea.
CONDIZIONI: non buone; la pittura cade a scaglie, perciò i Dehoniani, attuali custodi del Santuario, hanno deciso di non rimuovere più il quadro per portarlo in processione.
RESTAURO: certamente ha subito vari restauri lungo i secoli. Il primo documentato è del 1711 per interessamento del vescovo di Andria mons. D. Nicola Adinolfi, come risulta dagli atti della sua visita pastorale alla chiesa di Trimoggia. L'ultimo risale al 1953. Infatti sul retro del quadro e precisamente sul telaio in orizzontale, si legge la scritta a pennarello: restaurato in Roma marzo 1953 -dal dott. Vittorio Federici dei Musei Vaticani.
INTERESSE ARTISTICO: l'immagine colpisce per la sua umanità, soprattutto nel volto.
ISCRIZIONI: nessuna.

Lettura ed interpretazione
Non si hanno notizie certe circa la data di composizione di questa tela che ripropone l'immagine del SS. Salvatore.
L'ipotesi più credibile è che risalga alla fine del XVI secolo, ipotesi avvalorata soprattutto dall'umanità del volto, ritratto secondo i canoni pittorici dell'Umanesimo-Rinascimento.
Nell'Archivio della Curia Vescovile di Andria si conservano gli "Acta Sanctae Visitationis Epi-scoporum Andriensium" (ASVEA) che riferiscono le osservazioni e note rilasciate dai Vescovi dopo la visita pastorale fatta alle parrocchie e santuari di Andria.

Mons. Andrea Ariano
è il primo a notare nella chiesa della Madonna di Trimoggia l'immagine del SS. Salvatore (1691), dipinto su tela, venerato in una cappella laterale. Nel 1694 il vescovo mons. Triveri trova la tela su un altare nella navata al lato dell'epistola. Mons. Adinolfi si preoccupa che la tela, rovinata dal tempo, venga restaurata (1711).
Risale a questo periodo la venerazione degli Andriesi per il SS. Salvatore. Antecedentemente per invocare ed ottenere la grazia della pioggia sulle campagne assetate e in preda alla siccità che molto spesso attanagliava la Puglia, gli Andriesi erano soliti portare in processione un'immagine della Madonna. Ma poi prelevarono da Trimoggia il SS. Salvatore per portarlo in città accompagnato dal Capitolo di S. Nicola e da tutto il popolo in una processione di penitenza. Erano due chilometri di canti, preghiere e lacrime. Appena giunti alla chiesa di S. Nicola, il quadro veniva deposto e qui i fedeli davano sfogo alla propria devozione e alle promesse. Non era raro il fatto che, appena il quadro entrasse in chiesa, si aprissero le cateratte del ciclo per una pioggia abbondante e benefica sulla terra e sulle persone. Molti di questi “Eventi” sono documentati.

La venerazione per il SS. Salvatore accomunò poveri e ricchi, benestanti e braccianti tanto da suscitare una ragguardevole fioritura di quadri ex-voto che riportarono nelle case la dolce figura del Cristo alla colonna. La famiglia Squadrili! commissionò allo scultore A. Bonchi di Milano una statua d'argento del peso di trenta chilogrammi.
Nel 1901 inizia la costruzione del nuovo tempio e la nuova sede del quadro è l'abside semicircolare, in una cornice di marmo grigio.

Anche per questo quadro è evidente la derivazione dai tipi delle parrocchie di Barletta, S. Agostino e S. Giacomo Maggiore. Qui però la figura è libera nello spazio, obbediente sempre alla sche-matizzazione rappresentativa, senza neppure indulgere al racconto della flagellazione. E la più povera di annotazioni pittoriche con il ricorrente errore anatomico nella gamba destra che aggira la colonna. La colonna spezzata, mentre in altre figure presenti delle città vicine arriva al mento del Cristo, (insignificante quindi a fornire un appoggio alla persona addossata), lascia intuire l'intento dell'ignoto artista che ha voluto concentrare tutta la sua attenzione e arte nel volto del Salvatore. Per questo l'inclinazione del capo è quanto mai naturale, il viso sereno e pacato, lo sguardo penetrante ed affascinante.

L'emozione scaturisce dalla contemplazione di quegli occhi vivi ed eloquenti più di qualsiasi parola; quegli occhi che, eseguiti secondo precise norme prospettiche, fissano lo spettatore e sempre lo seguono ovunque egli si sposti. È un fenomeno elementare e consueto dell'arte pittorica, ma che probabilmente è stato ricercato per un preciso significato teologico: Dio ti segue sempre con gli occhi e ... col cuore ed è sempre accanto a te.
Forse proprio questa particolarità ha tenuto viva la devozione degli Andriesi verso il SS. Salvatore durante i secoli passati, mentre nelle altre città vicine è venuta meno. Questa capacità e intensità di comunicazione attraverso il linguaggio dello sguardo facilita il colloquio intimo, senza parole, delle persone semplici che non sanno neppure imbastire una preghiera.
Dopo l'inizio di una presenza saltuaria di p. Giuseppe Civerra scj al Santuario SS. Salvatore, i dehoniani hanno esercitato ivi un ministero continuo dal 1965 in poi. Essendo il Santuario proprietà della diocesi di Andria, era necessaria una convenzione. Diverse furono le bozze per giungere a quella definitiva del 1980, superata poi e completata da quella del 1994.
Tale convenzione prevede la presenza di una comunità religiosa dehoniana nel Santuario e quella di un rettore (coadiuvato da un vicario) quale legale rappresentante.
Se fino al 1975 il Santuario veniva frequentato come "Chiesa di campagna" da un limitato numero di fedeli, a poco a poco con la creazione di Radio C.H.R.I.S.T.U.S. (1975) e la fondazione di TELEDEHON (1978), esso viene conosciuto prima nelle città circonvicine e poi in tutta la Puglia recando nelle famiglie la dolce immagine di Gesù Salvatore.

La festa del 6 agosto
cade nel pieno dell'estate, quando i lavori agricoli sono terminati e ritornano ad Andria i numerosi emigranti. Nel tempo antico, in questo periodo, era necessaria una preghiera e una penitenza in più per ottenere un po' d'acqua per le campagne assetate. Ora i numerosi pozzi artesiani hanno diminuito la siccità dei campi e attenuata l'inclemenza del ciclo, ma rimane ancora il bisogno intimo dell'animo di una grazia particolare, di un incontro personale con Dio, mediato attraverso questa immagine così umana.
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I commenti degli utenti
  • vinceanto ha scritto il 05 agosto 2009 alle 00:06 :

    Beh i pozzi aiutano si le campagne, ma l'acqua che viene dal cielo è ineguagliabile. Quindi una preghiera al Santissimo Salvatore fà sempre bene per avere un pò più di acqua alle campagne. Rispondi a vinceanto