L'udienza

​Scontro treni, Regione e Ferrotramviaria si oppongono alla citazione come responsabili civili

No anche del Ministero dei Trasporti. La decisione del Gup il 18 ottobre

Cronaca
Andria giovedì 11 ottobre 2018
di La Redazione
Disastro ferroviario, l'udienza preliminare del processo
Disastro ferroviario, l'udienza preliminare del processo © CoratoLive.it

Regione Puglia, Ferrotramviaria e Ministero dei Trasporti si oppongono alla citazione come responsabili civili nell’ambito dell’udienza preliminare per lo scontro tra treni, avvenuto il 12 luglio 2016 sul binario unico tra Andria e Corato con 23 morti e 51 feriti. In quasi 4 ore di udienza, nell’aula bunker del carcere di Trani, questa mattina i rispettivi legali hanno spiegato le ragioni di questa opposizione.

Quella di oggi è stata la prima volta nell’aula bunker del carcere, dopo una richiesta unanime avanzata dagli avvocati nel corso delle udienze precedenti tenutesi nell’aula di Corte d’Assise del Tribunale, non ritenuta idonea ad accogliere tutte le parti interessate. Oggi, in particolare, gli avvocati di Ferrotramviaria (Michele Laforgia e Federico Straziota) hanno spiegato di essere contrari alla citazione della società in base al primo comma dell’articolo 86 del codice penale, che prevede l’esclusione come responsabile civile per l’ente imputato. Ma hanno sollevato anche una questione di legittimità costituzionale. Dubbi sono stati espressi dall’accusa, invece, in merito alla citazione come responsabile civile della Regione Puglia (che è stata ammessa anche come parte civile), ma i magistrati hanno dichiarato di rimettersi al giudice.

Il Gup renderà nota la sua decisione il prossimo 18 ottobre. In quella occasione, verranno prodotti anche i 37 documenti relativi alle investigazioni supplettive fatte dalla Procura (già messi a disposizione degli avvocati dopo l’annuncio fatto dai magistrati durante l’udienza del 16 luglio scorso) e verranno affrontate le questioni preliminari. Ci sarà spazio anche per eventuali richieste di riti abbreviati da parte degli imputati.

Davanti al Gup del Tribunale di Trani, Angela Schiralli, sono imputate 18 persone fisiche e una società per le quali la Procura chiede il processo. Si tratta dei due capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, in servizio la mattina dello schianto; del capotreno sopravvissuto Nicola Lorizzo; del dirigente coordinatore centrale (Dcc), Francesco Pistolato; dei vertici (all'epoca dei fatti) di Ferrotramviaria, il conte Enrico Maria Pasquini e la sorella Gloria Pasquini; del direttore generale, Massimo Nitti, e del direttore di esercizio, Michele Ronchi; e ancora di Giulio Roselli, dirigente divisione infrastruttura di Ferrotramviaria; Vito Mastrodonato, dirigente responsabile della divisione passeggeri di Ferrotramviaria; Francesco Giuseppe Michele Schiraldi, capo unità organizzativa tecnica responsabile del coordinamento delle attività delle unità tecniche di divisione e del supporto infrastruttura; Tommaso Zonno, coordinatore responsabile dell'unità tecnica trazione e scorta ferroviaria; Giandonato Cassano, coordinatore di ufficio responsabile dell’unità tecnica formazione e regolamenti unità sociale; Antonio Galesi, capo unità tecnica e responsabile unità tecnica movimento stazioni. Il processo è stato chiesto anche per Virginio Di Giambattista, direttore generale della direzione generale per i sistemi di trasporto e impianti fissi e il trasporto pubblico locale, ed Elena Molinaro, direttore della divisione 5 della direzione generale-Tpl; Alessandro De Paola e Pietro Marturano, in qualità di direttori dell’Ustif di Puglia, Basilicata e Calabria (il primo dal gennaio al giugno 2011 e dal giugno 2013 al dicembre 2014, il secondo dal 19 febbraio 2015).

I reati - contestati a vario titolo -dai pm Alessandro Pesce e Marcello Catalano sono quelli di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Ferrotramviaria spa è imputata come persona giuridica e risponde dell’illecito amministrativo dipendente dai reati commessi da vertici e dirigenti.

Sono state ammesse come parti civili, solo nei confronti dei 18 imputati (persone fisiche), la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, le associazioni Acu e Anmil, oltre ai parenti delle vittime e i feriti.

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