«La slot si impossessa di una parte del cervello...»

L'intervista a un ex giocatore ludopatico, in 3 anni si è "giocato" 90mila euro

Oltre ai soldi, ha perso anche gli affetti dei familiari e degli amici più cari. L'invito rivolto a tutti coloro che sono incappati nel tunnel della ludopatia affinché non si vergognino di chiedere aiuto

Cronaca
Andria giovedì 17 gennaio 2019
di La Redazione
​Ludopatia
​Ludopatia © n.c.

Riccardo: è questo il nome di fantasia che abbiamo dato ad un ex giocatore d'azzardo che ha accettato l'invito di don Geremia Acri e dello sportello di contrasto al gioco d'azzardo Vinco Io.

L'uomo racconta di aver giocato alle slot nell'arco di 3 anni circa 90mila euro: «Ho giocato per svago - ci racconta - ma poi, man mano che le perdite aumentavano, continuavo a giocare sempre di più per provare a recuperare i soldi persi. La slot si impossessa di una parte del cervello...».

Riccardo lavorava ma il suo pensiero era sempre al gioco. Era ammalato di gioco, quello stesso gioco che lo ha purtroppo allontanato dalle relazioni affettive: «Col gioco perdi tutto: la famiglia, i figli, gli amici».

Il gioco d'azzardo è una sorta di cancro che divora tutto. «Oggi, grazie a Dio, sono 5 mesi che ho smesso - continua Riccardo -. Le macchinette e il gioco d'azzardo in generale purtroppo non assorbono soltanto i soldi ma anche gli affetti più cari», ci tiene a ribadire nuovamente l'ex giocatore che non si è vergognato di chiedere aiuto rivolgendosi dapprima al SERD (Servizio per le dipendenze della Asl Bt) che poi lo ha indirizzato allo sportello "Vinco IO", che dal novembre del 2017 si occupa di contrasto al gioco d'azzardo, e alla ludopatia in generale, ed è gestito dalla comunità Migrantesliberi.

Riccardo rivolgendosi a tutti coloro che sono incappati nella trappola del gioco d'azzardo ricorda che «il gioco è una strada senza uscita. Giocando si ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Non c'è distinzione tra macchinetta o gioco online. Non si deve giocare perché dobbiamo salvaguardare la nostra vita e soprattutto le relazioni, gli amici e lavoro onesto».

CI è sembrato opportuno rendere pubblica questa intervista pur salvaguardando la privacy dell'ex giocatore per dare forza e coraggio a tutti coloro che vogliono uscire da questo tunnel e che possono farlo. Basta volerlo. Chiedere aiuto vuol dire avere coraggio: liberarsi dai pregiudizi e riprendere in mano la propria vita.

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