Il fatto

Ciclisti investiti da branco di cinghiali: due feriti trasportati al Bonomo

È accaduto domenica mattina, alle ore 10.30, quando alcuni cicloamatori che attraversavano la SP 234, da Castel del Monte in direzione Corato, sono stati travolti dagli ungulati

Cronaca
Andria martedì 19 febbraio 2019
di Sabino Liso
Grandi e piccini, un'intera famiglia di cinghiali
Grandi e piccini, un'intera famiglia di cinghiali "a spasso" per le campagne © AndriaLive.it

Ci ritroviamo a parlare nuovamente dei cinghiali e, questa volta, di cicloamatori: sfortunati protagonisti di una disavventura durante una passeggiata domenicale per le strade della Murgia. Domenica 17 febbraio 3 uomini in sella alla due ruote, quando erano circa le ore 10.30, nei pressi del bivio che dalla SS 170 si congiunge alla SP 234, in direzione Corato, al km 12 si sono imbattuti in un branco di cinghiali che attraversava la strada. Gli ungulati hanno investito in pieno 2 cicloamatori tanto da richiedere l’intervento del 118 che ha trasferito i due feriti, entrambi andriesi, al pronto soccorso del locale nosocomio. Un 70enne ha riportato contusioni alla spalla, mentre un l’altro ferito, un 43enne, ha riportato un trauma cerebrale ed è a tutt’oggi ricoverato presso l’ospedale Bonomo di Andria.

Il fatto di cronaca riaccende i riflettori sul tema della riduzione del numero di cinghiali in circolazione nelle campagne del Parco dell’Alta Murgia e nelle vicinanze dei centri abitati. Un problema che talvolta scoraggia gli stessi cicloamatori ad effettuare escursioni, magari seguendo i sentieri della ciclovia così tanto apprezzati e sponsorizzati ma altrettanto insicuri per via della presenza degli ungulati che mettono a repentaglio l’incolumità fisica degli sportivi così come fa notare Francesco Cannone, cicloamatore, che rivolge un accorato appello alle istituzioni: «Il mio vuole essere un invito alle autorità preposte al controllo della specie e alla messa in sicurezza delle zone più fruite da parte sia degli sportivi che degli stessi automobilisti i quali, anche per ragioni di lavoro si trovano a percorrere quotidianamente le strade che attraversano il nostro territorio murgiano. Il parco, in primis, si faccia portavoce della necessità di prendere seri provvedimenti e mettere fine ad una serie di politiche inadeguate e carenti sotto il profilo tecnico e organizzativo. Urge un programma di intervento condiviso per la gestione delle popolazioni di cinghiale che, oltre a mettere in serio pericolo la vita degli uomini, danneggia le colture e quindi l’economia agricola».

Intanto, è di questi giorni l’avvio da parte del Parco dell’Alta Murgia, in collaborazione con il Raggruppamento Carabinieri Reparto Parco Nazionale dell’Alta Murgia, l’Università degli Studi di Bari, i volontari e gli studenti del X censimento dei cinghiali assieme al loro contenimento con i corral di oltre 20 metri di diametro che ogni giorno catturano dai 3 ai 15 cinghiali. Si sta lavorando anche alla costituzione di un "task force" organizzata con il contributo operativo di ARIF che vede Università, Carabinieri forestali e operatori del settore insieme alle aziende amiche del Parco per affrontare e risolvere questa annosa emergenza attraverso anche il progetto esecutivo del macello mobile per la filiera pilota cinghiali/ovicaprini: da problema a risorsa, che partecipa al bando regionale sulla innovazione dei processi nel campo del benessere animale e qualità delle produzioni.

Tra operazioni poste in essere e quelle che necessariamente richiedono tempi più lunghi, l'invito che rivolgiamo a ciclisti e automobilisti è quello di percorrere con estrema prudenza i tragitti che potrebbero essere interessati dalla presenza improvvisa su strada di cinghiali.

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I commenti degli utenti
  • carlo mazzilli ha scritto il 19 febbraio 2019 alle 12:58 :

    bisognerebbe rivolgere un accorato appello alle autorità affinchè liberino le strade , specie le provinciali di veloce percorrenza dai ciclisti della domenica e ggiorni festivi,che vestiti in maniera tecnica ma imbarazzante, ammorbano la circolazione delle auto esibendosi in graziose conversazioni a due/tre, anche quattro persone che procedono affiancate una all'altra anzichè in fila indiana, rendendo il loro tragitto pericoloso per sè e per gli altri...perfino per i cinghiali... Rispondi a carlo mazzilli

    rella rino ha scritto il 24 febbraio 2019 alle 20:12 :

    Condivido a pieni voti, altro che i cinghiali Rispondi a rella rino