La smentita

Casamassima smentisce: «In queste ore stanno dando delle informazioni totalmente false»

L’avv. difensore: «La perquisizione domiciliare del 2014 ebbe esito negativo. Questo rinvio a giudizio è un attacco strategico e un’intimidazione per screditare il teste chiave al processo "Cucchi"»

Cronaca
Andria mercoledì 15 maggio 2019
di la redazione
Riccardo Casamassima
Riccardo Casamassima © n.c.

Dopo la notizia diffusa su tutti i quotidiani nazionali della richiesta del rinvio a giudizio del teste chiave del processo "Cucchi", arriva la smentita dell’avv. Serena Gasperini: «Nessuna sostanza stupefacente è stata trovata nella casa di Riccardo Casamassima o della sua compagna. La perquisizione domiciliare del 2014 ebbe esito negativo. Questo rinvio a giudizio è un attacco strategico e un’intimidazione per screditare Casamassima».

Il diretto interessato commenta: «Non è la prima volta che vengono fatti dei tentativi per delegittimarmi. Mi aspettavo mi potessero fare qualcosa, certo non mi aspettavo una cosa del genere. In queste ore stanno dando delle informazioni totalmente false e sbagliate. Mi è stata fatta una perquisizione nel 2014 a casa, dalla squadra mobile, dal reparto operativo dei Carabinieri, inerente uno dei procedimenti penali a mio carico che non c’entrano niente con la droga. Non mi è stata trovata droga né elementi riconducibili allo spaccio. Ci sono state dichiarazioni di una persona che ha affermato questo. Non c’è riscontro».

«L’inchiesta nasce più di cinque anni fa a Viterbo ai tempi in cui Casamassima indagava sullo spaccio di droga. Da alcune intercettazioni sarebbe emerso l’ipotetico coinvolgimento del militare. Scattò la perquisizione nell’abitazione di Casamassima. Che però - ribadisce l’avvocato - ha avuto esito negativo come si vede dal verbale. L’episodio della richiesta di rinvio a giudizio è devastante perché si colloca in un periodo importante, visto che il prossimo 21 maggio Casamassima si costituirà nel processo dove ci sono carabinieri e ufficiali imputati nell’inchiesta sui depistaggi. Per quel giorno, infatti, è prevista l’udienza preliminare. È insolito che le indagini in cui ora è indagato Casamassima siano state svolte da colleghi dell’Arma. Quando è indagato un carabiniere in genere interviene la polizia e viceversa, per garantire una sorta di “distanza”», conclude la legale.

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