Un’area di circa 23 mila metri quadri

Sequestrata maxi discarica abusiva in c.da Zagaria

Militari della GdF hanno sorpreso un uomo alla guida di un autocarro intento a sversare illecitamente 30 tonnellate di rifiuti speciali: materiali di risulta derivanti da attività edili e di sbancamento

Cronaca
Andria giovedì 05 dicembre 2019
di La Redazione
Sequestrata maxi discarica abusiva in c.da Zagaria
Sequestrata maxi discarica abusiva in c.da Zagaria © n.c.

I Finanzieri della Compagnia di Andria hanno sequestrato un’area di circa 23 mila metri quadri, sita ad Andria, in Contrada Zagaria, trasformata in discarica abusiva a cielo aperto. In particolare, nel corso di un servizio 117 i militari hanno sorpreso un uomo alla guida di un autocarro tipo Iveco Magirus - di proprietà di una ditta individuale operante in Andria, nelle attività di demolizione - intento a sversare illecitamente 30 tonnellate di rifiuti speciali, costituita da materiali di risulta derivanti da attività edili e di sbancamento, in una estesa area privata, sprovvista di qualsivoglia tipologia di autorizzazione.

Dagli approfondimenti poi eseguiti sul posto, come documentato dai rilievi fotografici effettuati, si è poi accertato come l’intera area – poco distante rispetto a quella oggetto di sversamento, insistente sempre in località Zagaria - fosse un’enorme abusiva discarica destinataria di ulteriori e molteplici rifiuti, identificabili in laterizi, elementi cementizi, ceramici, plastici ed in vetroresina, residui di materiale in gesso, tubazioni, profilati in PVC, frammenti di asfalto, polistirolo, pneumatici, sanitari, terra derivante da attività di sbancamento, rifiuti vegetali derivanti da scerbatura e scarti di macelleria. Ma vieppiù: nel corso della perlustrazione celati tra gli alberi d’ulivo sono stati rinvenute un motoveicolo ed un’autovettura, rispettivamente oggetto di furto a luglio ed agosto del corrente anno, oltre ad ulteriori carcasse di macchine depredate.

Pertanto, nell’ambito della medesima attività, i Finanzieri hanno, da un lato sequestrato il mezzo pesante, utilizzato per trasportare e scaricare i rifiuti speciali (materiale di risulta prelevati presso il cantiere edile che la ditta proprietaria del mezzo ha aperto in via Trani ad Andria), denunciando il conducente del mezzo che ha chiamato in correità il titolare della ditta incaricata della demolizione; dall’altro effettuati opportuni accertamenti finalizzati a risalire al proprietario del terreno.

È di tutta evidenza come la contingenza del rinvenimento dei rifiuti speciali così come rilevata possa trovare una logica spiegazione nella scelta - più comoda ed economica, quanto scellerata - dello smaltimento illegale dei relativi rifiuti da parte di talune imprese edili, impegnate in opere di costruzione e/o ristrutturazione di complessi residenziali.

Ciò che desta allarme, tuttavia, è come l’area – situata a ridosso del centro abitato cittadino - risulti gravemente compromessa dal punto di vista ambientale.

Al termine delle operazioni i Finanzieri hanno sottoposto a sequestro oltre al mezzo pesante, l’intera area di 23 mila metri quadri, unitamente al quantitativo di rifiuti di vario genere rinvenuti all’interno, nonché i veicoli provento di furto. Il titolare della ditta unitamente al lavoratore dipendente – peraltro risultato in nero – sono stati denunciati in concorso alla Procura della Repubblica di Trani per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, punito con l’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. La stessa sorte è toccata al proprietario del terreno.

Il responsabile dell’impresa per la quota parte di competenza, nonché il proprietario del terreno per l’intera area coperta da rifiuti speciali saranno ora tenuti anche ad effettuare le operazioni di rimozione, di recupero, smaltimento dei rifiuti, nonché di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi.

Sarà poi il Comune di Andria ad emanare un’ordinanza con la quale ingiungerà al proprietario del terreno di provvedere alla recinzione dell’area, per impedire l’ulteriore accumulo di rifiuti da parte di terzi.

L’ingente quantità di materiali abbandonati, una volta dettagliatamente misurati e catalogati sarà oggetto della cosiddetta ecotassa che la ditta da un lato ed il proprietario del terreno dall’altro, saranno costretti a pagare alla Regione per garantire il ristoro del danno ambientale nonché dissuadere terzi dalla commissione di illeciti ambientali.

L’operazione di servizio conferma lo straordinario impegno profuso dalla Guardia di Finanza andriese nell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale, a beneficio della salute e della sicurezza pubblica, nonché della tolleranza zero verso gli ecocriminali.

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