Per questo serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza

Coldiretti Puglia denuncia: «Magazzini di stoccaggio pieni di olio d'oliva straniero»

Fanno crollare i prezzi dell’extravergine Made in Italy

Cronaca
Andria lunedì 09 dicembre 2019
di La Redazione
Molitura olio
Molitura olio © n.c.

I magazzini di stoccaggio in Puglia sono pieni di 9,3 milioni di chili di olio extravergine d’oliva straniero con un aumento di quasi il 10% rispetto a dicembre dello scorso anno. É quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia su dati del Ministero delle Politiche Agricole in relazione ai prezzi in caduta libera dei prezzi dell’oro verde che stanno mettendo in ginocchio la produzione regionale, proprio nell’annata della ripresa dopo il crollo fino all’85% della produzione olearia registrato nel 2018 a causa delle gelate.

«Dall’anello più debole della catena fino alla trasformazione, tutta la filiera dell’olio è strozzata da pratiche commerciali che hanno fatto crollare del 40% il prezzo dell’olio. L’invasione di olio d’oliva spagnolo con le importazioni che nel 2019 crescono in quantità del 48% non fanno che aggravare la situazione con gravi ripercussioni sul mercato e sull’Uliveto Italia», denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

«Le speculazioni in campagna vanno stanate sui banchi di vendita al consumo. In una bottiglia di olio venduta sugli scaffali della grande distribuzione a 2/3 euro è impossibile sia contenuto olio extravergine di oliva perché non coprono neanche i costi di produzione. L’olio extravergine di oliva made in Italy non può essere venduto a meno di 7-8 euro al litro allo scaffale. Bisogna guardare con più attenzione le etichette, acquistare oli sulla cui etichetta è esplicitamente indicato che siano stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente da aziende olivicole e frantoiani che fanno della tracciabilità il fiore all’occhiello aziendale», aggiunge il presidente Muraglia.

Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – aggiunge Coldiretti Puglia - si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti, dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta più frequentemente ci sono quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare sulle tavole degli italiani e hanno un effetto calamita sui clienti a partire proprio dall’olio di oliva.

Per questo serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza anche per evitare che vengano spacciati come nazionali prodotti importati ma è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 – continua Coldiretti - per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti, con l’introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.

Occorre approvare la proposta di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti, perché i contratti tra gli attori che operano lungo le filiere del cibo sono presupposto di valore per le produzioni locali, di remunerazione dignitosa per gli imprenditori agricoli e di qualità per i consumatori.

A favorire gli arrivi di olio straniero dall’estero è la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati – denuncia Coldiretti - è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. I consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.

Ma c’è poca chiarezza anche nei ristoranti dove andrebbero fatte rispettare le normative vigenti in una situazione in cui nei locali – conclude Coldiretti – è fuorilegge 1 contenitore di olio su 4 (22%) che non rispetta l’obbligo del tappo antirabbocco, entrato in vigore con la Legge 30 Ottobre 2014, n. 161 che prevede anche sanzioni e la confisca del prodotto.

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I commenti degli utenti
  • Elio Rossi ha scritto il 10 dicembre 2019 alle 13:14 :

    Rispediamoglielo tutto a Bruxelles e Strasburgo e buone insalate. Rispondi a Elio Rossi

    sabino cannone ha scritto il 10 dicembre 2019 alle 18:01 :

    Io avrei un'altra idea non malvagia, a Taranto all'ILVA ci sono 3 serbatoi da 1.000 mc/3, che alimentano gli altiforni, ed anche molte centrali termoelettriche vanno ad olio combustibile sapendo che il potere calorifico dell'olio extravergine e gli olii combustibili è uguale mandiamo tutto l'olio importato a bruciare, e vediamo se la legge del mercato domanda offerta darà i suoi effetti. Rispondi a sabino cannone

  • Fabrizio Cagnola ha scritto il 10 dicembre 2019 alle 13:07 :

    Se il prodotto è buono e in regola con le vigenti normative sanitarie, cosa c'è di sbagliato nel comprare olio spagnolo o portoghese?se il prezzo è migliore e risparmio sinceramente non me ne può fregare nulla se non è 100%italiano. A fine mese di certo la coldiretti e gli altri fenomeni non mi regalano la spesa, quindi poche balle e facciamo ciò che dice la Comunità Europea. Altrimenti usciamo dall'Europa e facciamoci regolamenti solo per noi Rispondi a Fabrizio Cagnola

    sabino cannone ha scritto il 10 dicembre 2019 alle 17:47 :

    Le norme sulla salute alimentare, se è o non è buono, le scrivono i comitati del Codex Alimentarius, organismo interno della più grande cupola criminale mondiale ..il WTO. Questi e solo questi decidono i valori e le miscele da autorizzare nella vendita o commercio tra stati. Il WTO se ne fotte del benessere umano, scrive le norme internazionali ed è il vero governo mondiale,; è il vero potere del capitalismo finanziario internazionale.. parole del prof. Carroll Quigley. Rispondi a sabino cannone

  • enriser ha scritto il 10 dicembre 2019 alle 10:04 :

    Quando acquisto Evo compro solo quello che in etichetta riporta 100% italiano. Ciò nonostante trovo olio a 4 euro/litro. Quali altre scritte sulla etichetta bisogna guardare? Rispondi a enriser

  • riccardo nanni ha scritto il 09 dicembre 2019 alle 16:12 :

    Chi è che lo acquista?? Basta non acquistarlo. o è venuto gratis??? Chi lo ha pagato?? Rispondi a riccardo nanni

    sabino cannone ha scritto il 10 dicembre 2019 alle 12:35 :

    Le acquista, per la maggior parte, i centro marche o GDO(grande distribuzione organizzata) affiliate alle multinazionali facendo cartello e dettando le regole del commercio. Ho visto comprare online a pochi minuti dalla chiusura della borsa merci, mentre scendeva il prezzo di quotazione. Rispondi a sabino cannone

    ruggerobarretti ha scritto il 09 dicembre 2019 alle 20:56 :

    Se siete addetti ai lavori saprete benissimo chi era e cosa faceva Agecontrol. Credo che nella situazione attuale servirebbe eccome. Ma siamo sicuri che si vuole effettivamente calmierare il settore. Io ho seri dubbi. Rispondi a ruggerobarretti

  • sabino cannone ha scritto il 09 dicembre 2019 alle 09:47 :

    La CIA, la Coldiretti e la Confagricoltura con la triplice sindacale:CGIL,CISL e UIL dovrebbero manifestare, a Ginevra dove risiede il quartier generale del WTO o OMC (organizzazione mondiale del commercio) e dire che ci hanno rotto i co....ni con questa globalizzazione. L'economista e filosofo La Touche ha definito "La globalizzazione è una grande volpe in un grande pollaio.." E le O.P (organizzazioni professionali) dove sono?! e le associazioni dei produttori olio(un'infinita di sigle) dove sono?! Un mondo che se unito farebbe tremare i polsi a chiunque. Rispondi a sabino cannone