Presentato un volume a Locorotondo

Elogio di Giuseppe Boccardi, storico preside e direttore dell’Istituto Tecnico Agrario “Umberto I”

La sua figura tratteggiata nel libro di Bagnardi: l’Autore fa piena luce sul suo operato e le sue non poche vicissitudini, affrontate con coraggio, anche a rischio della sua stabilità di lavoro, a tutela degli interessi generali

Cultura
Andria domenica 23 dicembre 2018
di La Redazione
Giuseppe Boccardi
Giuseppe Boccardi © n.c.

Presso l’I.I.S.S. dell’Auditorium “Basile Caramia–Gigante” di Locorotondo, con indirizzi tecnico (Agraria, agroalimentare ed agroindustria) e professionale (Alberghiero), nella mattinata del 30 novembre 2018, si è svolta un’interessante Tavola Rotonda sul tema: “Innovazione, tecnologia e formazione per un’Agricoltura al passo con i tempi”. Ad animarla, sono intervenuti alcuni responsabili di settore e diverse autorità scolastiche e politiche.

L’iniziativa è stata preceduta dalla presentazione del libro: L’Opera Pia “Basile - Caramia”. Un’importante storia di paese nella Locorotondo del primo Novecento, AGA Editrice, Alberobello 2018, di Donato Bagnardi, già autore di diversi altri testi, compreso quello su: Il cammino dell’Istituto Tecnico Agrario “Basile Caramia”.

In questo suo ultimo studio l‘Autore tratteggia la figura del prof. Giuseppe Boccardi (1918- 2013), cui dedica il libro. Personaggio noto in Andria per il suo grande impegno, come preside e direttore dell’Istituto Tecnico Agrario “Umberto I”. Dell’Opera Pia “Basile Caramia” di Locorotondo, fondata dal benefattore locale Giovanni Basile Caramia allo scopo di istituire presso masseria Ferragnano una Scuola Agraria per i figli degli agricoltori poveri del Comune, Boccardi, negli anni Quaranta e Cinquanta, fu direttore tecnico. Dell’omonima Scuola fu direttore didattico e docente di Materie Tecniche Agrarie. Lo stesso contribuì, poi, non poco alla creazione di un Istituto Tecnico Agrario intitolato al benefattore, di cui fu primo preside.

Nel ricentrare la figura di Boccardi, l’Autore fa piena luce sul suo operato e le sue non poche vicissitudini, affrontate con coraggio, anche a rischio della sua stabilità di lavoro, a tutela degli interessi generali della collettività. E ne rimarca la competenza e lo spiccato senso di responsabilità professionali. Grazie al suo iniziale e prezioso contributo, che si estese per oltre un decennio fino al 1957, e su cui si impiantò quello di altri validi protagonisti, la Scuola oggi eccelle. Non a caso, come si legge in Prefazione, rientra nel novero di quegli Istituti d’Italia tra i migliori, specie nel settore tecnico-agrario.

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