​Video-intervista con l’attore Roberto Anglisani

Passaggio a Sud-Est

Un incontro umano con un artista che porta la sua opera

Cultura
Andria lunedì 04 febbraio 2019
di Mirella Caldarone
Roberto Anglisani
Roberto Anglisani © Mirella Caldarone

Roberto Anglisani è un attore, formatore e regista di grande spessore artistico nel panorama nazionale, un maestro del Teatro di Narrazione. Porta la sua arte in tutta l’Italia, un fermento di opere che tira fuori dal suo repertorio pescando dal pozzo magico della sua destrezza.

È stato qui ad Andria, dove ha rappresentato “Giobbe storia di un uomo semplice”, lo scorso 1° febbraio a Fucina Domestica, una casa mediterranea con la vocazione dell'accoglienza nel cuore di Andria, una nuova forma di socialità in cui trovano spazio eventi ed attività creative, uno spazio in cui sperimentare: un moltiplicatore di condivisioni.

Lo spettacolo di Anglisani, Giobbe, tratto dal celebre romanzo di Joseph Roth, diventa un racconto teatrale tragicomico proprio come la vita, dove si ride e si piange, si prega e si balla, si parte, si arriva e si ritorna, si muore in guerra e si rinasce.

Ho incontrato questo attore in estate durante il suo spettacolo Giungla, a Molfetta, e ne sono rimasta stregata. Sul piccolo palco di recitazione sembrava ci fossero numerosi interpreti: invece era solo, seduto a tratti su una sedia su cui si srotolava la roboante storia del personaggio principale.

Anglisani, infatti, dà vita ad una narrazione teatrale che ricorda il cinema. Le sue parole, i suoi gesti evocano nello spettatore immagini tanto concrete da poter essere paragonate ad un film.

Alla fine dello spettacolo, in un momento conviviale, ci siamo conosciuti e gli ho parlato di Fucina Domestica, l’Associazione di Promozione Sociale che dirigo, invitandolo a portarci un suo spettacolo.

Vive in Lombardia, Roberto Anglisani, ma è originario di Taranto, un territorio che è rimasto nelle maglie del suo cuore: un legame che non si è mai spezzato e che, anzi, fa parte del suo corredo identitario.

Roberto si è fermato qui per due giorni e sono stati momenti gravidi di scambi emotivi e culturali molto intensi. C’è stato il tempo per fornirgli le coordinate di un luogo per lui nuovo: Andria, i suoi vicoli, la cripta, il mercato del pesce, i venditori di frutta, Piazza Catuma, il bar De Lucia, dove abbiamo incontrato il Turacciolo. Siamo entrati nel tempio della nostra identità culinaria, una latteria: esclamazioni di meraviglia alla vista di tutto quel ben di latte che prendeva varie forme, da piccole ciliegie bianche a caciocavalli, passando per quel mare di panna in cui nuotano gli straccetti di mozzarella.

Poi Castel del Monte, visto solo sui libri di storia e dalle sue parole definito «uno scrigno che chiude e tiene dentro di sé, bellissimo!»

E la cena a casa, in Fucina, a raccontarsi come vecchi amici che hanno accumulato mille cose da dirsi dall’ultimo incontro.

L’esperienza teatrale a FucinaDomestica con Roberto è stata molto intensa. Lui stesso racconta che la particolarità in una casa come questa è una narrazione che richiama l’origine della narrazione, il vantaggio è sicuramente l’intimità, la possibilità di sussurrare con voce propria, di guardare negli occhi le persone, cosa che in teatro non è più possibile fare.

Rispetto alla tecnica che è alla base della sua narrazione che ricorda il cinema, egli afferma: «la narrazione nasce come un linguaggio per far vedere a qualcuno quello che lui non ha visto. Nel mio racconto è tutto visibile: mentre le persone mi vedono, vedono contemporaneamente i luoghi, i personaggi, ogni cosa che succede nella storia (senza che vi sia nulla di proiettato). Quindi, quando al personaggio succede qualcosa gli spettatori soffrono e gioiscono insieme a lui, si sentono come partecipi della sua vita proprio perché lo vedono, non lo pensano soltanto».

La serata si è conclusa con la consueta convivialità basata sui sapori del nostro territorio reinterpretati e proposti come micro architetture del nostro bravissimo Pinochef; un momento magico in cui celebriamo l’incontro umano, tutti insieme: artisti, partecipanti (iscritti all’Associazione) e padroni ci casa.

Questo attore dal cuore tenero e dalla deliziosa sensibilità tornerà a trovarci in questo nido di bellezza, come lui stesso ha definito l’accoglienza ricevuta. E noi, ovviamente, lo aspettiamo.

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