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“Europe: old roots, new stories”, 50 studenti del liceo "Nuzzi" coinvolti nel progetto Erasmus

Ogni studente italiano ospita uno studente straniero e sarà, a sua volta, ospitato in casa di uno studente tedesco, spagnolo o ungherese, quando saranno effettuate le successive mobilità

Cultura
Andria mercoledì 13 febbraio 2019
di La Redazione
“Europe: old roots, new stories”, 50 studenti del liceo
“Europe: old roots, new stories”, 50 studenti del liceo "Nuzzi" coinvolti nel progetto Erasmus © n.c.

50 studenti, 8 docenti, 4 nazioni: questi, in estrema sintesi, i numeri del progetto Erasmus che vede coinvolti gli studenti del Liceo Scientifico “R. Nuzzi”, insieme ai loro coetanei provenienti dal Gymnasium di Wertingen (Germania), dal Berzsenyi Daniel Gimnasium di Celldolmolk (Ungheria) e dal Escola Garbì Pere Vergés di Badalona (Spagna).

Il progetto ha per nome: “Europe: old roots, new stories”, ovvero “Europa: radici antiche, storie nuove”, quasi a dire che il futuro dell’Europa affonda le sue radici in una storia comune.

Gli studenti, divisi in gruppo, sono concentrati in ricerche che riguardano le principali epoche in cui si è formata l’Europa: dall’Impero Romano al Medioevo, dalla Secolarizzazione all’Illuminismo.

Ogni epoca è studiata sia quanto ai tratti generali che la caratterizzano che con specifico riferimento ai temi dell’istruzione. La lingua veicolare in cui gli studenti comunicano, studiano e scrivono è l’inglese. Al termine delle loro attività, video, fotografie, powerpoint, file di testo saranno condivisi sulla piattaforma eTwinning e, al termine del lavoro, formeranno una opensource di cui chiunque potrà usufruire.

Un progetto Erasmus, però, non è solo attività di studio. Ci sono i viaggi di istruzione, in questo caso a Castel del Monte, Matera, Alberobello, Ostuni; e ci sono i momenti di condivisione, di festa, di scambio, di accoglienza. Ogni studente italiano ospita uno studente straniero e sarà, a sua volta, ospitato in casa di uno studente tedesco, spagnolo o ungherese, quando saranno effettuate le successive mobilità.

Radici antiche, storie nuove: è questa l’Europa che amiamo, è questa l’Europa che costruiamo.

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