L'iniziativa con i bambini delle classi quinte di scuola primaria dei plessi “Falcone” e “Borsellino” dell’8° C.D. di Andria

“C’era una volta”

La storia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino continua a scuotere le coscienze, camminando anche sulle gambe di piccoli bambini

Cultura
Andria venerdì 24 maggio 2019
di La Redazione
L'iniziativa con i bambini delle classi quinte di scuola primaria dei plessi “Falcone” e “Borsellino” dell’8° C.D. di Andria
L'iniziativa con i bambini delle classi quinte di scuola primaria dei plessi “Falcone” e “Borsellino” dell’8° C.D. di Andria © n.c.

Quali sono i vostri sogni?

Prende la parola, alzando la sua manina, una bambina che con fermezza sostiene: “il mio sogno è privato”. Evidentemente cambierà idea, perché poi decide di scrivere su un pezzettino di carta quel sogno: “Ritornare con la mia famiglia, perché mi manca molto”. Inizia così il viaggio, in ricordo di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli uomini della scorta, con i bambini delle classi quinte di scuola primaria dei plessi “Falcone” e “Borsellino” dell’8° C.D. di Andria, incantati dall’animo sensibile di Giuseppe Leonetti.

Ogni storia che si rispetti, parte sempre con “c’era una volta”… C’erano una volta due bambini nati e cresciuti in una città sul mare: Palermo, la culla dove Giovanni e Paolo iniziarono a scoprirsi e dove tra una partita di calcio e qualche sorriso condiviso divennero amici. Ci sono oggi, 23 Maggio 2019, più di cento bambini che, ascoltando la storia Giovanni e Paolo, scavano dentro la loro anima mettendo fuori pensieri, parole, ma anche paura e soprattutto innocenza.

Ed ecco che per un assurdo gioco del destino quel fresco profumo di libertà, tanto caro a Paolo Borsellino, inizia a soffiare prepotentemente in un auditorium dove non c’è spazio per riflettori, orpelli e cerimoniali. Gabriella, dagli occhi celesti, incarna, nel suo piccolo,il coraggio di Falcone e Borsellino mettendoci, come hanno fatto loro, la faccia e facendo il nome di un suo amichetto che per ben cinque anni l’ha presa in giro: “Sapete, quelle continue prese in giro mi hanno provocato tanta sofferenza”.

Cala il silenzio rotto improvvisamente dalla voce gentile di Andrea: “La sofferenza vera è quella interiore, che non è possibile vedere e fa più male di un graffio”. Tanti i temi trattati e altrettanti gli spunti di riflessione che dei bambini son stati capaci di offrire a degli adulti troppo spesso prigionieri di un ruolo. Ecco sgorgare l’innocenza di piccoli esseri umani desiderosi di scoprire il mondo e di ricongiungerlo, rendendolo un po’ più bello, con il loro mondo interiore: un mondo che, nonostante la consapevolezza della realtà esterna, è ricco di colori. La storia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quindi, continua a scuotere le coscienze, camminando sulle gambe di piccoli bambini che con la loro curiosità e spontaneità hanno disegnato, oggi, un futuro colmo di colori vivaci: è nato l’arcobaleno portando con sé profumo di speranza!

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