La nota

Xylella, Marmo e Del Giudice: «La Regione intervenga per salvare i nostri ulivi»

«Avviare un’azione di monitoraggio sull’intero agro andriese per individuare qualche possibile focolaio di Xylella Fastidiosa e porre in essere ogni azione che possa contrastare la diffusione del batterio»

Politica
Andria martedì 23 febbraio 2021
di la redazione
Arif
Arif © AndriaLive

«La scoperta di un focolaio di Xylella nei pressi di un’azienda floro-vivaistica di Canosa di Puglia ha destato non poche preoccupazioni tra gli olivicoltori della nostra città, che rappresenta il fulcro della produzione olivicola e olearia nazionale. Per questo motivo, abbiamo chiesto alla Regione e all’ARIF Puglia di intervenire e avviare un’azione di monitoraggio sull’intero agro andriese per individuare qualche possibile focolaio di Xylella Fastidiosa e porre in essere ogni azione che possa contrastare la diffusione del batterio, anche nel nord barese.

Dall’ARIF ci informano che sulla base ai dati in loro possesso il territorio di Andria è, fortunatamente, indenne dal batterio che ha decimato gli ulivi salentini e che nel caso specifico del focolaio scoperto nella vicina Canosa di Puglia, si è tempestivamente proceduto con l’eradicazione delle piante presenti nel raggio di 50 metri dall’azienda colpita da questa fitopatologia.

In ogni caso, grazie anche alla nostra sollecitazione, l’ARIF avvierà nei prossimi giorni controlli straordinari sulle piante presenti in un raggio di 100 metri dall’azienda interessata dal batterio per verificare l’evoluzione del fenomeno e porre in essere le eventuali azioni necessarie a salvaguardare il patrimonio olivicolo della nostra zona.

Ringraziamo, a tal riguardo, il Direttore Generale di ARIF Puglia, Dott. Francesco Ferraro, per l’impegno profuso sino a questo momento e per la sensibilità dimostrata nel recepire le istanze dei nostri olivicoltori. Confermiamo la nostra massima attenzione sul tema, consapevoli del fatto che una possibile diffusione del batterio possa rappresentare la capitolazione dell’economia locale e, perciò, va evitata ad ogni costo».

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