La nota dei consiglieri comunali Nino Marmo, Luigi Del Giudice e Marcello Fisfola

Questura, Movimento Pugliese: «È in atto una vera e propria svendita dell’immobile»

«É stata presentata una Proposta di Deliberazione che prevede la permuta, tra il Comune di Andria e il Ministero dell’Interno, dell’immobile della nuova Questura in Via Indipendenza ricevendo in cambio l'edificio in via Rossini»

Politica
Andria lunedì 10 maggio 2021
di La Redazione
Movimento Pugliese
Movimento Pugliese © n.c.

«Come la precedente Amministrazione (e se lo diciamo noi, fidatevi!), anche l’attuale assume puntualmente impegni che sono di esclusiva competenza del Consiglio Comunale, ponendolo dinanzi al fatto compiuto». Esordiscono così in una nota congiunta i consiglieri comunali Nino Marmo, Luigi Del Giudice e Marcello Fisfola.

«Nella Conferenza dei Capigruppo di giovedì, è stata presentata una Proposta di Deliberazione che prevede la permuta, tra il il Comune di Andria e il Ministero dell’Interno, dell’immobile della nuova Questura in Via Indipendenza ricevendo in cambio l'edificio sede dell'attuale Commissariato in via Rossini. La valutazione dei due immobili permutati è stabilita in circa € 1.200.000,00 con un credito a vantaggio del Comune di circa € 58 mila.

Abbiamo subito protestato perché le questioni patrimoniali sono competenza esclusiva del Consiglio Comunale e nessuno può prendere impegni senza averlo prima consultato. Ma non protestavamo solo per la forma, perché c’è una sostanza che si evidenzia come un danno rilevante per la nostra Comunità.

L’immobile della Questura non ha quel valore! Sebbene finanziato con fondi del Stato - previsti alla nascita della nuova provincia (ricorderete: Prefettura a Barletta e Questura ad Andria) - è stato realizzato su mq. 7785 di suolo comunale ristrutturando un edificio del Comune al rustico di mq. 2239 che, a fine opera sarebbe stato di mq. 4793. Con deliberazione della Giunta Comunale n. 187 dell’08/09/2010 veniva accettata la stima del canone di locazione al Ministero dell'Interno per la cifra di € 313.200,00.

É evidente che questa storia non quadra. Ci limitiamo, per ora, a porre degli interrogativi. Chi partecipava alla riunione concertativa del 21.01.2019 e poi del 04.06.2019 senza un preciso indirizzo del Consiglio Comunale? Si è mai valutato fino in fondo chi ci guadagna in questa permuta? Forse il Comune? Non crediamo. O si tratta, piuttosto, di una perdita secca, in un momento fortemente critico per le finanze comunali?

Se le precedenti Amministrazioni non si sono degnate di informare alcuno, come mai questa Amministrazione non ha sentito il dovere di confrontarsi per tempo con il Consiglio comunale prima di procedere ad assumere impegni per conto di esso? Può mai il nostro Ente permettersi di perdere l'entrata di una locazione di quella entità? E cosa se ne farebbe l’Amministrazione dell'attuale edificio che ospita il Commissariato di P.S. che già ora necessita di una profonda ristrutturazione? Immaginiamo in quali condizioni critiche siano state costrette a lavorare le nostre Forze di Polizia, alle quali vanno la nostra comprensione e la nostra solidarietà.

Andria ha bisogno di sicurezza e di risorse finanziarie. Invitiamo il Sindaco a discutere prima di avventurarsi in improvvide permute. Le alternative ci sono. Noi abbiamo bisogno di quelle entrate (per i servizi che dobbiamo ai cittadini); il Ministero dell’Interno ristrutturi l’immobile di Via Rossini, ricavando alloggi per le Forze di Polizia, affinché si incrementi la loro presenza nel territorio. Andria non ha mai fruito di alloggi costruiti con la legge Gozzini. Questo è il momento, nell'interesse di tutti».

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I commenti degli utenti
  • AmicodiPeppone ha scritto il 11 maggio 2021 alle 12:23 :

    Ma l'intero immobile di via Rossini da cielo a terra o parte ?.......... Rispondi a AmicodiPeppone

  • Antonio Anelli ha scritto il 11 maggio 2021 alle 09:58 :

    Difficile non condividere il punto di vista qui esposto per due elementari considerazioni: la prima attiene la considerevole cifra di 313.200 euro di entrate, ovviamente da rivalutarsi trattandosi di un canone che risale ad undici anni addietro (08.09.2010) e non più attuale anche in considerazione dell’avvenuto completamento dell’opera; la seconda è ancora più evidente della prima, trattandosi di dovere spendere (e non incamerare) altri soldi per la ristrutturazione dell’edificio di via Rossini, con costi ben superiori ai 58.000 euro previsti a compensazione. Spero solo che le considerazioni qui esposte siano attentamente valutate. Rispondi a Antonio Anelli