La nota del segretario cittadino PD

Vurchio (Pd): «Sopperire alle mancanze attuali del Bonomo concentrandoci sul nuovo ospedale»

Iil “piano di riordino ospedaliero” è stato imposto alla nostra Regione da Roma. Siamo stati costretti ad agire in quel senso»

Politica
Andria martedì 06 febbraio 2018
di La Redazione
Giovanni Vurchio
Giovanni Vurchio © AndriaLive

Ancora un intervento sulla questione della sanità ad Andria, tra i problemi del vecchio e le promesse del nuovo ospedale: questa volta a parlare è Giovanni Vurchio, segretario cittadino PD.

«Sulla sanità, e in particolare sull’ospedale di Andria, si sta sentendo tutto e il contrario di tutto. Si va dalle notizie imprecise a quelle propriamente false, cosa che non fa altro che rendere oscura la vicenda e creare falsi allarmi fra la gente. Si prenda il caso più recente, quello riguardante oculistica. Bisogna dirlo chiaro: non è vero che ad Andria è stato chiuso quel reparto! Quel che è successo è che su 5 medici impiegati, una prima unità, il dottor Giuseppe Porcelli, è stata trasferita a tempo pieno a Barletta, mentre una seconda unità, il dottor Pasquale Attimonelli, lo è stata solo part time, in quanto rimarrà in continuità oraria con Andria. Ecco che non è giusto parlare di chiusura dunque, semmai di ridimensionamento sì.

Ma anche sul “ridimensionamento” va fatto un discorso consapevole. Le opposizioni a questo governo regionale hanno gioco facile nel buttare tutto in caciara e criticare qualsiasi cosa: tanto non governano loro. La verità è che il “piano di riordino ospedaliero” è stato imposto alla nostra Regione da Roma. Siamo stati costretti ad agire in quel senso. È un piano doloroso, ma che sta funzionando considerato che a inizio gennaio il Ministero ha promosso i conti pugliesi in fatto di sanità. Questo non è secondario se si pensa che essere promossi in quest’ambito vuol dire avere nei prossimi anni più libertà di gestione dei nostri conti.

Per quanto riguarda l’ospedale di Andria, è ovviamente una bufala - e anche gigantesca - che il Bonomo possa chiudere. È altrettanto falso che il nuovo ospedale non si farà. Il fatto che verrà realizzato è stato ribadito in ogni sede ufficiale e a breve è stata fissata la conferenza dei servizi, segno tangibile che si sta partendo. Per onestà e chiarezza va detto che certamente nel corso di questo riordino in alcuni reparti son stati fatti dei tagli, ma ciò è successo ad Andria, come in qualsiasi altro ospedale della Puglia. Basta fare una breve ricerca sulle altre Asl pugliesi per rendersi conto che ciascun territorio, non senza sacrifici, ha fatto responsabilmente la propria parte.

Resta solo da ribadire che il suo tributo all’equilibrio dei conti sanitari regionali Andria l’ha versato. Difficilmente una comunità di centomila abitanti, che serve anche i paesi vicini, potrà vedersi spostare altri servizi. È una questione di buonsenso, e io credo che il presidente Emiliano, il dirigente Ruscitti e il nuovo direttore Asl Bat Delle Donne, di buon senso ne abbiano da vendere. Lo stesso equilibrio dimostrato nella stesura di un piano di riordino risultato poi così efficace, consiglia di sopperire alle mancanze attuali del Bonomo – di cui già peraltro si è discusso più volte, e a più livelli, nelle sedi opportune – concentrandoci poi sul nuovo ospedale che sarebbe la vera svolta per l’assistenza medica dell’intera provincia».

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