Passa la delibera che impegnerebbe gli uffici a ritirare le sanzioni e i provvedimenti a carico degli esercenti del centro storico

Consiglio comunale, la questione dehors divide maggioranza e opposizioni

Coratella: «Un copione già visto con i soliti consiglieri del PD (ndr ​nella foto pubblicata si vedono i consiglieri Marchio Rossi e Vitanostra​) a fare da stampella alla maggioranza quando questa non ha i numeri»

Politica
Andria venerdì 29 giugno 2018
di La Redazione
Consiglio comunale del 28 giugno 2018
Consiglio comunale del 28 giugno 2018 © n.c.

Un consiglio comunale che ha lasciato diversi interrogativi aperti: primo fra tutti, il futuro politico, nonostante proprio ieri Nino Marmo avesse indirizzato una dura lettera al Primo cittadino sui troppi silenzi inerenti la questione Giunta (quater, ormai) e la macchina amministrativo-burocratica criticata proprio dal Sindaco.

In questo clima, però, tutto è rimasto sottaciuto ieri a Palazzo di città: un copione che ha visto approvati quasi tutti i punti all'o.d.g., con l'abbandono dell'aula, a un certo punto, di numerosi consiglieri di entrambe le parti e che non ha risolto alcuni punti "caldi".

Tra questi, uno dei più chiacchierati riguarda il regolamento sui dehors, che ancora manca alla città di Andria, con le conseguenti diffide inviate a numerosi esercenti del centro storico a rimuovere le installazioni, cosa che ha causato in diversi casi la scelta di chiudere per l'estate. Sull'argomento, il consigliere Marco Di Vincenzo ha illustrato una delibera urgente (che ha causato anche la sospensione dei lavori), delibera che impegnerebbe gli uffici ad autorizzare l'installazione delle strutture fino al 31 dicembre (ndr. ma su Facebook l'avv. Laura Di Pilato ha pubblicato un estratto della stessa da cui si evince che in realtà la data ultima è il 30 settembre), a revocare le sanzioni già comminate ed i provvedimenti per lo smantellamento dei dehors.

Estremamente critica il giudizio del capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, Michele Coratella: «Ieri consiglio comunale farsa. Il sindaco, che non ha ancora nominato la giunta dopo 15 giorni dalla revoca di tutti gli assessori a suo dire incompetenti, risponde al posto degli stessi utilizzando il solito politichese per far passare il tempo e non dire niente come al solito. Parla di ZTL, di dehors, di centro storico, del quartiere San Valentino come se tutto fosse stato fatto e funziona alla perfezione!

È il solito modo di condurre il Consiglio comunale con una maggioranza silente e piegata ai voleri del sindaco che spadroneggia a suo piacimento e tira a campare. È un copione già visto con i soliti consiglieri del PD (ndr nella foto pubblicata da Coratella si vedono i consiglieri Marchio Rossi e Vitanostra) a fare da stampella alla maggioranza quando questa non ha i numeri per approvare i provvedimenti come è avvenuto anche ieri sera.
Questa è la contiguità di cui abbiamo sempre parlato, sono uguali e rispondono alle stesse logiche politiche ormai superate. Lascio a voi ogni considerazione.
Ed intanto dico ai consiglieri di maggioranza di svegliarsi, il re è nudo e sono rimasti solo loro a non vederlo.
Aspettiamo».

Ma le polemiche sono nate anche nell'accesa discussione tra il segretario cittadino del Pd, Giovanni Vurchio, e il Sindaco stesso sulle numerose interpellanze presentate su numerosi argomenti, dalla ZTL alla situazione del quartiere San Valentino.

Al di là delle polemiche, primo punto approvato è stato la sostituzione della dott.ssa Rosa Roberto in luogo della dimissionaria Savina Leonetti. Ancora, approvata a maggioranza la Variazione di bilancio 2018/2020 ai fini dell'erogazione del fondo incentivante 2016 al personale dipendente; nominato il nuovo componente dell'Aro al posto di Giuseppe Chieppa che si è dimesso dal consiglio comunale, con proposta accettata sul nome del consigliere Riccardo Frisardi; approvata una variante urbanistica per la realizzazione dell'ampliamento di un insediamento produttivo in via Barbato ed acquisito al demanio comunale alcune aree censite in catasto terreni del comune di Andria.

L'ultimo punto all'odg inerente il Laboratorio urbano "Officina San Domenico" non è stato discusso a causa della mancanza del numero legale.

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