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1 milione di persone sfollate necessitano di aiuti umanitari, in Etiopia

Si lascia, si scappa, si fugge, per vivere e per provare a raggiungere un minimo di ben-essere

Politica
Andria mercoledì 05 settembre 2018
di Geremia Acri
1 milione di persone sfollate necessitano di aiuti umanitari, in Etiopia
1 milione di persone sfollate necessitano di aiuti umanitari, in Etiopia © n.c.

Ci si chiede: “perché scappano, da cosa fuggono, non possono restare nelle loro terre, visto che l’Africa è un Continente dalle immense ricchezze?”

“La maledizione dell’Africa è proprio la sua ricchezza” un intero continente depredato dalle multinazionali le cui sedi sono qui da noi (Stati Uniti, Europa) che finanziano e tengono in vita regimi che fanno della corruzione e della repressione la loro fonte di guadagno e di vita, a spese di milioni di persone.

Nuova crisi umanitaria in Etiopia: 900 mila persone costrette a fuggire a causa di violenze. Le persone sono state costrette a fuggire lungo il confine tra Gedeo e West Guji, due aree nel sud dell’Etiopia. Le condizioni di vita non sono delle migliori, anche perché con l’arrivo degli sfollati diminuiscono sia i servizi che le risorse. Grandi sono le difficoltà ad assegnare rifugi, garantire acqua e servizi igienico-sanitari a tutti.

«La maggior parte delle persone è fuggita improvvisamente e senza niente al seguito. Oggi le famiglie dormono in edifici abbandonati, come scuole o chiese, e talvolta anche all’aperto sopra foglie di banano o teli di plastica» ha dichiarato Alessandra Saibene, coordinatrice per la risposta a questa emergenza di Medici senza frontiere. «La priorità è fornire rifugi, beni di prima necessità, acqua, cure mediche e servizi igienici. Sovraffollamento, limitato accesso all’acqua pulita e latrine insufficienti fanno aumentare il rischio di insorgenza di malattie trasmissibili. Dobbiamo intervenire tempestivamente per migliorare le condizioni di vita, altrimenti la situazione potrà soltanto peggiorare» - ha sottolineato Alessandra Saibene.

Le violenze interetniche sono fenomeni diffusi nelle regioni meridionali dell’Etiopia. Centinaia di migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle loro abitazioni. Numerose abitazioni sono state distrutte e saccheggiate e la vita delle persone è costantemente in pericolo.

In coordinamento con altri operatori umanitari, Msf sta costruendo con urgenza latrine e installando infrastrutture idriche e fognarie nei distretti di Kochere e Gedeb. L'organizzazione umanitaria rifornisce gli sfollati di acqua potabile e migliora le condizioni igieniche e garantisce l'accesso all'acqua nelle strutture sanitarie locali. Msf sta anche supportando alcuni centri per la salute e gli ospedali con servizi medici di base e secondari e ha in programma la distribuzione di generi di prima necessità (coperte e utensili da cucina, perlopiù).

La maggior parte dei pazienti che riceve assistenza nelle strutture mediche di Msf soffre di diarrea, parassiti intestinali, infezioni del tratto respiratorio e della pelle; tutte conseguenze di povertà, sovraffollamento e assenza di acqua pulita. Con l'avvicinarsi del clima più freddo e la stagione delle piogge alle porte, le condizioni possono drammaticamente peggiorare, portando gravi conseguenze per la salute. Pertanto, in stretto coordinamento con le autorità locali, Msf è pronta ad implementare rapidamente tutti gli interventi necessari per proteggere la popolazione.

«Durante la stagione delle piogge – ha spiegato la coordinatrice dell’emergenza di Msf - si esauriscono quasi del tutto le scorte alimentari delle famiglie, rendendo così necessaria la distribuzione di generi alimentari per evitare la malnutrizione. È fondamentale una risposta rapida e prolungata da parte delle organizzazioni non governative e delle autorità locali, oltre a un continuo impegno dei donatori».

Dall’Etiopia, come anche da altri paesi del continente asiatico e americano, alcuni uomini scappano perché vivono in situazioni di emergenza da troppo tempo: povertà, dittature, guerre, stermini, pulizie etiche che portano alla fame, alla miseria e alla violenza. Sono queste le cause della grande migrazione verso i porti più sicuri dell’Europa, e degli Stati Uniti.

Si lascia, si scappa, si fugge, per vivere e per provare a raggiungere un minimo di ben-essere e ben-avere.

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I commenti degli utenti
  • Riccardo Nanni ha scritto il 06 settembre 2018 alle 15:02 :

    Nelle multinazionali che ha elencato come mai manca la Cina???? Rispondi a Riccardo Nanni