La nota dell'ex Sindaco

Finanze comunali, Caldarone: «Siamo molto oltre il “pre” dissesto»

«“Pre” si dice di qualcosa che viene prima: serve a prevenire il fallimento. Invece siamo largamente al post dissesto»

Politica
Andria domenica 16 settembre 2018
di La Redazione
Vincenzo Caldarone
Vincenzo Caldarone © n.c.

Amare considerazioni e la spinta per un rinnovamento: è questo il contenuto di una nota diffusa da Vincenzo Caldarone, ex Sindaco di Andria, relativamente al clima rovente che ha accompagnato la delibera relativa al pre-dissesto finanziario e le sue conseguenze.

«Di solito - scrive Caldarone - “pre” si dice di qualcosa che viene prima: serve a prevenire il fallimento. Invece siamo largamente al post dissesto. Le parti più fragili stanno già cadendo: mense scolastiche, servizi sociali, sporcizia e sicurezza, la tristezza della festa patronale. Poi cadono i dirigenti, i servizi , la economia: figurarsi che il comune ha un debito di 20 milioni solo peri rifiuti con Sangalli.

Siamo alla paralisi: al cittadino confuso sembra tutto senza via d’uscita. Il piano di “risanamento” non può portare a niente: può solo restringere funzioni essenziali (che sono già all’osso) o aumentare le tasse provocando un aumento della evasione e non delle entrate. Bisogna restituire anche i tributi versati con la giostra delle false aliquote. Non solo il bilancio pubblico, ma tutta la città è ferma e smarrita: come si fa a pensare a iniziative nuove o a investimenti così? Se si grippa il motore tutta la macchina si blocca, e noi siamo già a motore fuso.

Purtroppo all’orizzonte non si vede niente di nuovo. Grida, accuse, ricerca di colpevoli (anche sacrosanta), ma nessun progetto, proposta, responsabilità di ricostruire. Dopo il pianto greco del pre-dissesto di questi giorni, il problema è uscire fuori dalla crisi, e subito perché la città si svuota di ricchezza, lavoro, idee e dei nostri ragazzi. E diventa marginale .

Non vengono prima le procedure e poi le risorse, non ci sono due tempi, non c’è risanamento senza sviluppo, e non c’è sviluppo senza risanamento. Le due cose si fanno insieme o niente, e possono ripartire solo da una guida diversa per la comunità.

Molti di noi vorrebbero reagire, ma si sentono sol. i Servono una coscienza forte, una rete civica di persone, idee, responsabilità e interessi trasparenti per spingere la economia, gli investimenti, la qualità urbana, il governo e la dignità di questa comunità. Molto al di là delle sigle politiche e della dipendenza da correnti o partiti lontani. Un patto tra cittadini non solo nella politica del territorio, ma nella cultura, nella società e nella economia che abbia come fondamentale l’ABC di una comunità, un unico ma vero discrimine: Andria Bene Comune.

Solo per questo vale la pena di incontrarsi e lavorare. »

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I commenti degli utenti
  • Michele Tedesco ha scritto il 16 settembre 2018 alle 13:55 :

    Hanno distrutto la politica delle entrate, con l'affossamento dell'ufficio tributi, da lì bisogna ripartire con il rilancio con le vere professionalità e competente. Voglio precisare che il dissesto o pre dissesto lo si è evitato già nel 2015 con la precedendo diffida della corte dei conti, con la conciliazione della ex iacp case popolari, per accertamenti dei primi anni 2000 per dieci milioni conciliatore con tremilioniesecentomilaeuro, dopo tale mamma dal cielo si è fatto di tutto per affossare tale ufficio, che poteva partecipare al risanamento dell'ente. Per questo è da li che bisogna ripartire con una dirigenza e responsanbi illuminati e specialisti che unisca le risorse umane e non la dividono. Rispondi a Michele Tedesco

  • Felix ha scritto il 16 settembre 2018 alle 06:53 :

    Caro dottor, Caldarone, molti cittadini vorrebbero reagire, ma non sanno come fare. Ci vorrebbe una guida, per poter raccogliere tutte le voci di noi che ogni giorno subiscono questa situazione... Una guida potrebbero essere anche i partiti di opposizione che coordino le idee, ma non si muovono, tranne che per note stampa o video sui social... In piazza con noi chi ci viene? Rispondi a Felix

  • Giuseppe Casamassima ha scritto il 16 settembre 2018 alle 06:30 :

    "Andria bene comune", non bene generico ma somma di beni, comunione di beni! Per essi ci siamo pienamente, con tutto noi stessi e con coraggio! Rispondi a Giuseppe Casamassima