La replica

Antonio Nespoli: «Un modo sciatto e falso di amministrare​»

«Io non sono un consigliere di maggioranza che siede in consiglio per votare provvedimenti non condivisi o illustrati a cose già fatte»

Politica
Andria sabato 10 novembre 2018
di La Redazione
avv. Antonio Nespoli
avv. Antonio Nespoli © n.c.

La maggioranza ha dimostrato di non essere coesa alle elezioni provinciali; l'amministrazione non vuole condividere decisioni importanti sul piano di rientro e cerca di distrarre la massima assise su questioni altre come quella relativa al "carico e scarico merci" o sui "dehors". Una nota piccata quella di Antonio Nespoli che replica al post di Giorgino accusandolo di amministrare in modo sciatto e falso:

«Noto che alcuni componenti dell’attuale maggioranza (Sindaco in testa) hanno anche l’ardire di scrivere post su fb per quanto successo ieri sera in Consiglio Comunale dove ad un certo punto è venuto meno il numero legale e non si sono potuti approvare due regolamenti (carico/scarico merci e dehors).

Io non ci sono andato e non ho fatto mistero di aver preferito fare altra scelta - commenta l'avv.to Antonio Nespoli -. L’ho fatto perché, per il mio senso di responsabilità, ritengo prioritario affrontare questioni ben più importanti per la città e i suoi cittadini in questo delicato momento storico.

Ritengo prioritario affrontare quanto accaduto nel centro-destra andriese con riferimento alle elezioni provinciali dove ben 10 consiglieri di maggioranza, per vari motivi, non hanno votato la lista di centrodestra. Di questi dieci, ben tre si sono prodigati addirittura per una sua esclusione, arrivando a formulare gravi accuse, mentre altri tre hanno votato un esponente del PD (Lorenzo Marchio Rossi ndr). Sono proprio curioso di sapere cosa li ha spinti a questa scelta: se hanno apprezzato la linea del PD che richiedeva le dimissioni di tutti i consiglieri e mandare l’Amministrazione a casa, o perché, di contro, hanno particolarmente gradito la convergenza dei loro voti su qualche provvedimento. Non so dirvi cosa sia più grave. Un chiarimento, però, lo ritenevo e lo ritengo opportuno e indispensabile, non potendo qualcuno pensare di trincerarsi dietro la “quasi” segretezza del voto.

Dal punto di vista amministrativo ritengo, invece, doveroso, come più volte segnalato, che debbano assumersi decisioni forti e soprattutto condivise sul redigendo piano di rientro, considerata la drammatica situazione finanziaria dell’Ente. In questo caso, dopo un paio di riunioni ripetitive, aspettavamo altre convocazioni e, soprattutto, la documentazione utile al confronto per le scelte da effettuarsi. Niente di tutto questo a distanza di sole due settimane dalla scadenza del termine per l’approvazione del Piano. Nelle more, poi, non sono mancate scelte scellerate e non condivise effettuate dalla Giunta sulla mensa scolastica.

Dunque, questi due regolamenti che non cambiano purtroppo di una virgola le sorti della città e che possono essere approvati tranquillamente tra un mese, servono in questo periodo solo a distrarre, a far parlare di altro, a far scrivere qualche comunicato a qualche beneficiato di questa Amministrazione. Si spieghi, ad esempio, perché il regolamento sui dehors, così importante per i commercianti e per la città, sia stato tenuto per mesi e mesi a giacere nei cassetti.

Ecco, per marcare il mio dissenso rispetto a questo modo sciatto e falso di amministrare, ho preferito disertare questa convocazione di consiglio comunale, ho preferito fare altro e renderlo plasticamente noto. Io non sono un consigliere di maggioranza che siede in consiglio per votare provvedimenti non condivisi o illustrati a cose già fatte; sono un consigliere comunale che intende dare risposte ai bisogni della città e dei suoi cittadini, libero da qualsivoglia tipo di condizionamento, come ho sempre cercato di fare in questi anni.

Non lo so quanta autorevolezza dia questa posizione, di certo non consente a nessuno di giudicarla!»

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