La nota del presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia

Parco Alta Murgia, Marmo (FI): «Il mistero dell'avviso pubblico riferito a legge non ancora vigente»

«La circostanza renderebbe illegittimo il bando e nulle le graduatorie già pubblicate dal Parco»

Politica
Andria venerdì 30 novembre 2018
di La Redazione
Nino Marmo
Nino Marmo © n.c.

Il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo, ha depositato due interrogazioni dirette al presidente della Giunta regionale e all’assessore alle Risorse Agroalimentari sull’avviso del Parco Alta Murgia in merito all’autorizzazione raccolta tartufi e sui ritardi nel rilascio dei patentini.

«Non riusciamo a comprendere le ragioni per le quali il Parco dell’Alta Murgia abbia potuto indire ed esperire un avviso pubblico per l’autorizzazione alla ricerca e alla raccolta dei tartufi riferendosi a una legge regionale non ancora vigente. La circostanza renderebbe illegittimo il bando e nulle le graduatorie già pubblicate dal Parco.

La legge regionale a cui fa riferimento il Parco – continua Nino Marmo - è stata approvata il 13 novembre scorso, soltanto due giorni prima della data dell’avviso, reso pubblico il 15 novembre. A quella data la legge regionale non poteva essere in vigore perché non ancora pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. Mi chiedo come sia stato possibile. E poi, mi è parso davvero singolare che per espletare le procedure relative al rilascio delle autorizzazioni sia stata richiesta la firma digitale, gravando di costi e di complicazioni burocratiche i richiedenti che, spesso, sono cercatori occasionali.

Si configura anche un difetto di legittimità costituzionale nella priorità assegnata ai residenti nel territorio del Parco rispetto ai non residenti. Vi è, inoltre, la questione sulla liceità di legiferare da parte della Regione Puglia su un Parco che è soggetto, invece, alle norme nazionali. C’è anche il ritardo cronico con il quale il Parco rilascia le autorizzazioni, su cui vorremmo delle spiegazioni così come sulle altre incongruenze».

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