Si spera ora che la Valutazione Ambientale Strategica, che è obbligatoriamente prevista dal PPTR per le variazioni urbanistiche possa riportare tutti questi temi all’attenzione dei cittadini e della politica

Tangenziale Ovest: un progetto che compromette irrimediabilmente la nostra storia passata e futura?

Andria Italia Nostra: «Come un silenzioso siluro il progetto inizialmente proposto direttamente dalla Provincia BAT, va avanti dal 2013, con i cittadini andriesi completamente ignari di quello che succederà nel proprio territorio»

Politica
Andria giovedì 20 dicembre 2018
di La Redazione
tangenziale
tangenziale © n.c.

Un vecchio progetto per una misteriosa cosiddetta “tangenziale”. Andria Nostra interviene spiegando nel dettaglio il progetto, i suoi punti di debolezza e soprattutto le ricadute negative in termini ambientali e non solo:

«Il progetto della cosiddetta tangenziale ovest di Andria, avendo ottenuto la Compatibilità Ambientale dagli uffici della Provincia BAT, procede inesorabilmente verso la conclusione del procedimento autorizzativo; manca solo l’approvazione della Variante allo strumento urbanistico del Comune di Andria da parte del Consiglio Comunale.

Come un silenzioso siluro il progetto, inizialmente proposto direttamente dalla Provincia BAT, va avanti dal 2013, con i cittadini andriesi completamente ignari di quello che succederà nel proprio territorio anzi con qualcuno che crede ancora che si vada finalmente a completare la tangenziale di Andria dal casello autostradale Andria-Barletta alla provinciale n.2 verso Canosa di Puglia.

In realtà si tratta di una bretella di collegamento di 9,200 km, larga 18 metri con la presenza di quattro corsie, con l’attraversamento delle strade che da ovest e est, radialmente, si dipartono da Andria verso sud, con svincoli connessi, con il superamento delle lame compreso il canale Ciappetta-Camaggio (lo storico torrente Aveldium), con l’interessamento e spezzettamento di 400 fondi agricoli pregiati coltivati per lo più ad oliveto, nelle strette vicinanze delle aree archeologiche (insediamenti neolitici) di Monte Faraone e di Santa Barbara, in prossimità della Guardiola e della via Traiana (menzionata come tratturello n.94), dal costo preventivato di circa 27 milioni di euro (la provinciale Andria-Trani, pur con assai minori difficoltà di realizzazione, è costata 22 milioni).

Un’opera pubblica che andrà ad impattare notevolmente sul paesaggio, sulla storia e sull’economia del nostro territorio, si pensi che sarà ben visibile anche dal Castel del Monte, con la sola giustificazione di dover garantire la sicurezza stradale e dell’esistenza di un finanziamento da utilizzare ad ogni costo. Un enorme consumo di suolo e colata di asfalto e cemento.

Si consideri che l’attuale tratto della Sp 2, non sarà smantellato ma semplicemente declassato a strada comunale, per cui la manutenzione e messa in sicurezza spetterebbe al Comune di Andria con il probabile mantenimento dell’attuale stato di pericolosità stradale, considerate le non floride finanze locali.

Il progetto ha ricevuto il parere favorevole degli enti pubblici preposti, con il solo parere negativo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, BAT e Foggia, per cui la decisione finale è stata rimessa alla conferenza di servizi indetta dall’organo istruttorio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tale organo, superando il dissenso della Soprintendenza, ha deliberato di consentire la prosecuzione del procedimento di valutazione di impatto ambientale con la prescrizione, accettata dalla Soprintendenza, di rispettare almeno 50 metri dal Tratturello n. 94 già via Traiana (50 m….sic et simpliciter. Inutile, quanto doloroso, qualsiasi commento circa l’efficacia che tale prescrizione possa avere in termini di tutela e valorizzazione dell’antico tracciato viario di interesse storico-archeologico-culturale e paesaggistico e dei tantissimi beni interessati dall’opera in progetto o ricadenti in aree contermini).

Dagli atti consultabili e ad oggi disponibili, emerge purtroppo che non c’è stata nel corso del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale alcuna valutazione strategica riferita all’opera (in termini di reale utilità, di impatti sulle politiche di sviluppo dell’area interessata, di evidente difformità con gli scenari strategici previsti dal Piano Paesaggistico regionale), contrariamente agli obblighi previsti per legge che impongono che tali infrastrutture debbano essere sostenute da una visione condivisa da parte del territorio, dei cittadini, dalla “politica” intesa come strumento di rappresentanza attiva; e a tal riguardo, se i portatori di interessi non sono mai stati convolti e risultano totalmente estranei alla sia pur minima conoscenza dell’opera e degli aspetti procedimentali connessi, sembra che nessun politico locale si sia espressamente dimostrato favorevole alla realizzazione della bretella stradale e che mai questa vicenda sia stata oggetto di discussione nell’ambito di sedute tematiche da parte del Consiglio Comunale di Andria, il cui territorio è quello unicamente interessato dall’opera.

Italia Nostra sezione di Andria vuole sottolineare che:

Non c’è un’indagine sito-specifica sull’impatto ambientale e sulle conseguenze socio-economiche.

Non c’è uno studio che abbia analizzato i dati di traffico e il numero di incidenti avvenuti nel tratto stradale che si vuole declassare e sostituire e, sulla base di tali dati, manca un preliminare studio e valutazione dell’efficacia di idonee opere di messa in sicurezza della strada esistente;

Non sono stati presentati progetti alternativi come richiederebbe obbligatoriamente la normativa che disciplina la Valutazione di impatto ambientale (ad esempio la comunque necessaria messa in sicurezza e miglioramento dell’attuale percorso che vorrebbe essere declassato e sostituito dalla nuova bretella stradale); addirittura la richiesta di valutazione di alternative progettuali (la cui presentazione è obbligatoria per legge compresa la verifica dell’alternativa zero), espressamente richiesta dalla Soprintendenza non risulta accolta dalla società proponente né dalla Provincia BAT settore viabilità, come si evince dagli atti ad ora consultabili.

Quest’ultima amara considerazione dimostra che la Provincia, che in una fase iniziale ha avviato come proponente l’iter di valutazione ambientale, non abbia svolto un ruolo di terzietà rispetto all’opera, dimostrando di essere fortemente e assolutamente schierata a favore dell’approvazione e della realizzazione della stessa.

Restano molti dubbi circa la legittimità di un procedimento ambientale che la Provincia ha avviato come proponente (nella fase di Verifica di assoggettabilità a VIA), ha poi “caricato sulle spalle” dell’impresa aggiudicataria dell’opera e ha poi continuato e concluso come ente procedente in fase di VIA, sostenendo in tutti gli atti intermedi il progetto stesso, rinviando al mittente tutte le censure sollevate dagli uffici comunali di Andria in merito alla necessità di una Valutazione Ambientale Strategica e via e via)

il Piano Regionale dei Trasporti, che prevede la realizzazione dell’opera, e a cui la Provincia spesso fa riferimento è sovraordinato rispetto ai piani regolatori comunali, ma è a sua volta sottordinato al Piano Paesaggistico Regionale PPTR che non è stato affatto considerato per ciò che riguarda gli aspetti strategici.

In quanto opera soggetta a VIA, il PPTR considera la strada in progetto un’opera di rilevante trasformazione, che deve risultare compatibile, oltre che con le norme di tutela dei Beni e Ulteriori Contesti Paesaggistici anche con gli scenari strategici del Piano, con il Patto Città Campagna, con le specifiche prescrizioni riportate nelle Linee Guida dedicate alle infrastrutture.

Il PPTR, per la zona interessata dalla strada, prevede la costituzione di un Parco Agricolo Multifunzionale di Riqualificazione e Valorizzazione, basati sulla limitazione del consumo di suolo, sul sostegno all’agricoltura di “prossimita” al centro abitato, che sia di qualità, biologica e a km 0.

E’ evidente che i terreni agricoli di pregio tagliati dalla nuova bretella e ridotti a ritagli catastali e quelli comunque compresi tra due strade (l’esistente e quella che si vorrebbe realizzare), saranno totalmente impoveriti e che le previsioni del Patto Città Campagna saranno di fatto inficiate completamente da quest’opera.

Da dove si evince che tali questioni fondamentali per lo sviluppo armonico e sostenibile della Città e del periurbano abbiano trovato spazio nella Valutazione di Impatto Ambientale?

Eppure risulta che, ancora una volta, sia stata la Provincia a certificare la Compatibilità Paesaggistica del progetto….su quali basi, in che modo è stata coinvolta la struttura regionale di Assetto del Territorio, da che atto risulta che Andria debba rinunciare all’attuazione delle previsioni del Piano Paesaggistico?

Italia Nostra ritiene sostiene e condivide appieno gli obbiettivi del PPTR, convinti che una corretta pianificazione territoriale debba tenere conto delle risorse specifiche della campagna, della città, del paesaggio, dell’ambiente, progettando azioni meditate, condivise e finalizzate alla salvaguardia delle identità territoriali.

Siamo convinti che questo progetto comprometta irrimediabilmente la nostra storia passata e futura.

Si spera ora che la Valutazione Ambientale Strategica, che è obbligatoriamente prevista dal PPTR per le variazioni urbanistiche (sono esenti solo quelle finalizzate all’adeguamento al Piano Paesaggistico), possa riportare tutti questi temi all’attenzione dei cittadini e della politica e che non passi ancora una volta la ricorrente strategia, grottesca, fasulla e fuorviante, per cui un’opera, sia pure inutile e dannosa, debba essere necessariamente realizzata perché altrimenti si perderebbe un finanziamento, tra l’altro originariamente destinato all’allargamento dell’attuale sede stradale».

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I commenti degli utenti
  • Prossimo Emigrante ha scritto il 21 dicembre 2018 alle 13:16 :

    Verifica dell’alternativa zero..... Credo che sia la la più utilizzata al momento... Lasciare che le persone per raggiungere Via Barletta da Via Canosa o vice versa siano impegnati in un viaggio epico persi nel traffico di viale Puglia. I portatori di interessi non sono mai stati coinvolti.... Già così, non si fa mai niente in questo paese, i tempi sono faraonici... ora ci mettiamo a chiedere a uno alla volta se sono d'accordo. Ma dopo tutto la mia risposta è inutile... questa è l'Italia... ALTERNATIVA ZERO. Rispondi a Prossimo Emigrante

  • giovanni ha scritto il 21 dicembre 2018 alle 11:12 :

    ma per quanto crediate che gli olivi in andria ci saranno ancora? 5-10 anni? dopo sarà solo legna da ardere. Rispondi a giovanni

  • Giovanni Alicino ha scritto il 20 dicembre 2018 alle 14:39 :

    Ogni qualvolta si debba fare un opera x migliorare la viabilità, c'è sempre un qualcuno che ha da ridire. Serve e sa da fare. Rispondi a Giovanni Alicino