L'aggiornamento

​Il Tar respinge il ricorso di revoca dell’ex presidente del consiglio Laura di Pilato

La ex presidente del consiglio comunale intende non fermarsi al primo grado di giudizio e promette il ricorso al Consiglio di Stato

Politica
Andria venerdì 11 gennaio 2019
di La Redazione
L'avv.to Laura Di Pilato
L'avv.to Laura Di Pilato © AndriaLive

Il Tar respinge il ricorso di revoca dell’ex presidente del consiglio Laura di Pilato

Sulla mozione di revoca dell'ex presidente del Consiglio comunale, avv. Pasqua Laura Di Pilato, avvenuta lo scorso 10 aprile durante un consiglio comunale piuttosto animato, arriva la sentenza del Tar che respinge il ricorso.

Il giudici del Tar Puglia avevano proposto di decidere la questione direttamente "nel merito" e, a tale scopo, avevano posticipato l'udienza di discussione fissandola al 19 dicembre scorso, di fatto la decisione definitiva arriva oggi, in data 11 gennaio 2019.

Presenti all'udienza sia il legale della Di Pilato, avv. Fulvio Mastroviti che il Comune di Andria attraverso l'avv. Beppe De Candia.

Di Pilato e i suoi legali sostenevano l’esistenza della violazione dei principi generali in materia di votazione segreta e dell'art. 45 del regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale; della violazione o falsa applicazione di alcuni articoli dello statuto comunale, oltre alla errata applicazione del vigente regolamento di funzionamento del consiglio comunale e alla insufficienza dei presupposti, difetto, irragionevolezza e non plausibilità della motivazione; sviamento ed illegittimità derivata dalla conseguente elezione del nuovo presidente del consiglio comunale, Marcello Fisfola.

Tra le motivazioni di respingimento del ricorso vi sarebbe una differenza sostanziale tra “allontanamento” e “abbandono” dell’aula in data 4 dicembre 2017 da parte dell’avv. Di Pilato che intende non fermarsi qui e promette ricorso al Consiglio di Stato: «Non mi fermo al primo grado di giudizio. La mia è una questione di principio. Nella massima assise cittadina dovrebbe vigere il rispetto nei confronti dei principi che lo regolano e soprattutto nei confronti dei cittadini che ci eleggono. Mi appellerò al Consiglio di Stato avendo piena fiducia nella Giustizia».

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